Prodotti contraffatti, EUIPO: il lato oscuro, la minaccia alla salute (Foto © Guardia Civil, Europol)
Prodotti contraffatti, EUIPO: il lato oscuro, la minaccia alla salute
Studio EUIPO-Europol: nel 2022 sono stati sequestrati nell’UE circa 86 milioni di articoli contraffatti, per un valore stimato superiore a 2 miliardi di euro. Rappresentano il 5,8% del commercio Ue
Prodotti farmaceutici, pesticidi, agroalimentare: c’è poco o nulla che si salvi dalla contraffazione. Ma alcuni prodotti colpiscono l’immaginario forse più di altri perché mettono a rischio la salute dei consumatori, quella dell’ambiente, e il rapporto di fiducia nei confronti di beni che si presentano come “Made in Italy”.
Il “lato oscuro dei prodotti contraffatti”, come lo ribattezza l’EUIPO (l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale) riguarda proprio il rischio che questi rappresentano per la salute umana, come pure per la sicurezza e l’economia – molti commerci vengono da reti criminali ben organizzate.
Qualche esempio del recente passato? In una operazione in Romania sono stati sequestrate oltre 1 milione di pillole, farmaci illegali e steroidi anabolizzanti, oggetto di promozione da parte di influencer attivi sui social media con popolari canali dietetici e nutrizionali. Viene colpito anche l’agroalimentare. In Italia e Spagna, un’operazione dei Carabinieri e della Guardia Civil ha portato all’arresto di 11 persone che trafficavano ingenti quantità di olio d’oliva falsificato. In un altro caso, il prosciutto crudo prodotto in Danimarca veniva venduto con il marchio “Made in Italy”.
Prodotti contraffatti, in un anno sequestrati 86 milioni di articoli
Nel 2022, in un solo anno, sono stati sequestrati nell’Unione europea circa 86 milioni di articoli contraffatti, per un valore stimato superiore a 2 miliardi di euro. Secondo le stime. I prodotti contraffatti rappresentano il 5,8% del commercio dell’UE e i prodotti con più frequenza sequestrati sono videogiochi, giochi da tavolo, materiali da imballaggio, giocattoli, sigarette, CD e DVD.
I dati vengono da un recente studio dell’Europol e dell’EUIPO. Truffatori e reti di criminalità organizzata, spiegano gli organizzatori, si avvalgono di entità giuridiche e scappatoie per evitare di essere individuati dalle autorità e fare leva sulla volontà dei consumatori di spuntare quello che sembra un buon affare con l’acquisto di prodotti contraffatti.
Lo studio sottolinea l’ampio impatto dei reati contro la proprietà intellettuale (PI), guidati dalla contraffazione di merci e dai contenuti piratati. La relazione “Uncovering the Ecosystem of Intellectual Property Crime: A Focus on Enablers” fa luce sui sofisticati metodi utilizzati da truffatori e gruppi della criminalità organizzata per commettere reati contro la PI e sfruttare i comportamenti dei consumatori, con conseguenti danni sociali più ampi.

La contraffazione e i suoi reati
I consumatori sono attratti da prodotti a basso costo. Ma la contraffazione rimanda poi ad altri reati, come la criminalità informatica o i reati ambientali.
Spiega João Negrão, Direttore esecutivo dell’EUIPO: «Quando i consumatori scelgono prodotti contraffatti o acquistano prodotti contraffatti a causa di indicazioni ingannevoli, non solo stanno ricevendo prodotti di qualità inferiore, ma stanno anche contribuendo a un’economia sommersa che mina le imprese legittime e alimenta altre attività criminali. È essenziale comprendere il costo reale dei prodotti contraffatti, un costo che va al di là del prezzo fisso e che incide sul benessere della nostra società».
La salute e la sicurezza dei consumatori sono minacciate poiché da laboratori clandestini e pericolosi emergono prodotti farmaceutici non conformi agli standard o contraffatti, che espongono il pubblico a sostanze nocive. In un settore diverso, quello digitale, vengono realizzati sofisticati negozi online fasulli che non solo vendono prodotti contraffatti ma raccolgono anche informazioni sensibili dei consumatori, come quelle sui pagamenti.
L’EUIPO sottolinea che i criminali sono sempre più esperti e sofisticati; i punti vendita “si estendono oltre i confini e sono impegnati nell’importazione, nell’esportazione e nella produzione di prodotti contraffatti, la maggior parte dei quali è prodotta in Cina, inclusa Hong Kong, e in Turchia”.
Gli autori di queste complesse operazioni non sono dilettanti ma fanno ricorso a strutture giuridiche nelle diverse fasi dei reati contro la proprietà intellettuale. E scelgono giurisdizioni in cui è difficile per le autorità di contrasto dell’UE farle cessare o in cui le sanzioni sono basse. In molti casi, spiega ancora l’EUIPO, i prodotti contraffatti vengono prodotti al di fuori dell’UE e successivamente completati con etichette, loghi e imballaggi falsi presso siti in Europa.
Sostiene Catherine De Bolle, Direttore esecutivo di Europol: «I gruppi della criminalità organizzata si innovano costantemente per sfruttare la domanda di prodotti contraffatti e usurpativi da parte dei consumatori. Non solo vendono prodotti contraffatti, ma rubano anche dati personali ed espongono i consumatori a prodotti pericolosi. Si tratta di un’arma a doppio taglio di cui i consumatori sono vittime e, inconsapevolmente, catalizzatori di queste reti criminali».

