Relazioni fra adolescenti, violenza diffusa (Foto Pixabay)
Relazioni fra adolescenti, uno su quattro vittima di atteggiamenti violenti
C’è spesso violenza nelle relazioni fra adolescenti: schiaffi, pugni, forme di controllo, ricatti emotivi. Il nuovo rapporto Save the Children alla vigilia di San Valentino
C’è spesso violenza nelle relazioni fra adolescenti. Forme di controllo, schiaffi e pugni, insulti e prese in giro, diffusione di immagini intime senza consenso sono esperienze che gli adolescenti vivono e che spesso rischiano di venire normalizzati. La violenza di genere è diffusa sia online che offline, con ricatti emotivi e forme di controllo nelle relazioni anche fra i più giovani.
Violenza diffusa
Alla vigilia di San Valentino, il rapporto di Save the Children “Stavo solo scherzando – Nuove evidenze sulla violenza nelle relazioni tra adolescenti” racconta la violenza nelle relazioni fra adolescenti. Fra i principali risultati:
- Un adolescente su 4 dichiara di essere stato una vittima di atteggiamenti violenti all’interno di una relazione (schiaffi, pugni, spinte, lancio di oggetti);
- Uno su 3 è stato geolocalizzato dal partner;
- Il 28% ha visto condividere immagini intime senza consenso;
- Il 29% si è sentito costretto almeno una volta a compiere atti sessuali indesiderati;
- Il 36% ha subito insulti o prese in giro per il suo genere o il suo orientamento sessuale.
Questi comportamenti riguardano sfera privata e pubblica, dimensione online e offline. Più di 4 adolescenti su 10 sono stati importunati con commenti e avances sessuali da qualcuno che li ha infastiditi. Metà sono ragazze ad aver ricevuto commenti o avances sessuali indesiderate.
“I dati raccontano una violenza diffusa e radicata, che non può essere ignorata – spiega Save the Children – Evidenziano un fenomeno ampio e complesso, che merita attenzione per comprenderne meglio cause, contesti e dinamiche. È necessario interrogarsi su quali strumenti educativi e culturali manchino ancora. Rafforzare l’impegno di famiglie, scuole e istituzioni è fondamentale per accompagnare ragazze e ragazzi nella costruzione di relazioni affettive e sessuali sane, basate su rispetto, consenso e libertà, in un clima privo di stigma, discriminazioni e paure”.
Le richieste di controllo
C’è quasi sovrapposizione fra ciò che gli adolescenti dichiarano di aver subìto e ciò che ammettono di aver messo in atto quando si parla di violenza, controllo e ricatti emotivi. Almeno una volta, il 28% ha usato linguaggio violento (32% ragazzi, 24% ragazze) e il 18% ha spaventato il/la partner con atteggiamenti violenti (21% ragazzi, 13% ragazze).
Sono diffuse le richieste di controllo: al 44% degli adolescenti è stato chiesto di non frequentare alcune persone (46% ragazzi, 41% ragazze) e al 43% di non accettare contatti sui social (45% ragazzi, 41% ragazze). Il 29% ha subìto minacce di gesti estremi in caso di rottura (30% ragazzi, 27% ragazze).
Il peso sulle ragazze
Sono soprattutto le ragazze a pagare il prezzo più alto per rischi, rinunce e stigma. La violenza ha effetti disuguali. Il 66% delle ragazze ha subìto catcalling in strada o in luoghi pubblici; il 70% dice di sentirsi in pericolo quando è per strada, e quasi una su due evita di prendere i mezzi pubblici la sera da sola.
Le ragazze imparano presto che “devono stare attente” e adottano strategie di prevenzione che finiscono per limitare la loro libertà o che diventano una forma di autoprotezione: il 29% delle ragazze dice di scegliere abiti “non provocanti” per evitare attenzioni indesiderate; il 45% delle ragazze finge di essere al telefono mentre torna a casa e il 38% condivide la propria posizione con una persona di fiducia quando esce da sola.
Violenza di genere e commenti sul corpo
Anche al di fuori delle relazioni, i ragazzi e le ragazze affrontano, in molti casi, un clima di violenza pervasiva, sia online che offline.
Il 37% ha ricevuto almeno una volta richieste di foto private da persone con cui non aveva un rapporto intimo. Commenti sessisti, discriminazioni di genere e per l’orientamento sessuale fanno parte del vissuto quotidiano degli adolescenti e il 63% degli adolescenti (60% i ragazzi, 67% le ragazze) ha ricevuto commenti indesiderati sul corpo e prese in giro per l’aspetto fisico. Oltre un terzo degli intervistati ha ricevuto insulti o prese in giro per motivi legati al genere o all’orientamento sessuale, il 35% ha visto rivelato il proprio orientamento sessuale o le proprie scelte affettive da qualcuno senza il suo consenso.
Serve educazione affettiva e sessuale
Save the Children evidenzia poi che “migliora la consapevolezza della differenza tra amore e possesso, soprattutto tra le ragazze, ma non cambiano i comportamenti”. Come già evidenziato nel rapporto dello scorso anno “L’educazione affettiva e sessuale in adolescenza: a che punto siamo?“, meno della metà degli adolescenti ha fatto educazione sessuo-affettiva a scuola. Per il 79% un corso obbligatorio di educazione sessuale a scuola sarebbe utile per contrastare la violenza di genere.
L’associazione torna dunque a chiedere l’approvazione di una legge che preveda in classe percorsi obbligatori di educazione all’affettività e alla sessualità, dalla scuola dell’infanzia fino alle secondarie di II grado, all’interno dei piani formativi e con modalità adeguate all’età dei beneficiari.
“I passi avanti fatti nella consapevolezza della violenza di genere tra gli adolescenti sono importanti, ma ancora troppo pochi e troppo lenti – afferma Raffaela Milano, Direttrice Ricerca di Save the Children – Preoccupa la persistenza nelle relazioni di comportamenti di controllo e di possesso e la difficoltà che molti adolescenti, soprattutto le ragazze, incontrano per vivere gli spazi pubblici, anche online, in modo sicuro. Questo impegno deve partire dalla scuola, con l’inserimento di corsi obbligatori di educazione sessuo-affettiva che gli stessi adolescenti ritengono fondamentali, e deve arrivare a comprendere tutti coloro che hanno una responsabilità educativa, compresi i gestori delle piattaforme online, vista la pervasività che gli ambienti digitali hanno nella vita di relazione di ragazzi e ragazze”.

