Un concorso a premi, con domande fin troppo semplici, per attirare il consumatore in una trappola: quella di un abbonamento ad un servizio non poco costoso. Sembra una storia vecchia, e invece è quanto mai attuale. Durante questa estate sulle reti Mediaset sono andati in onda alcuni spot di superquiz con domande a dir poco ridicole, del tipo: “il lupo perde il pelo o il vizio?”  
Per rispondere al quiz bastava mandare un SMS con la parola giusta al numero 48182 e si partecipava all’estrazione di un iPhone 4S, un iPad  o 500 euro di ricarica. Ma il giochino non finiva qui, poiché rispondendo al quiz il consumatore dava automaticamente la sua adesione ad un abbonamento al servizio Allyoucan: al costo di 24,20 euro al mese si scaricano suonerie e sfondi di tutti i tipi per il proprio cellulare.
Una vera e propria trappola quindi. Tanto che una Docente di Filosofia e Teoria dei Linguaggi all’Università di Bologna, Giovanna Cosenza, ha deciso di lanciare una petizione per chiedere l’immediata interruzione dello spot e un intervento dell’Antitrust per multare la società responsabile della pubblicità ingannevole.
La società in questione, oltretutto, non è nuova a questo tipo di inganni: nel luglio scorso è già stata multata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (provvedimento n° 23675 del 30 luglio 2012) per pratica commerciale scorretta con una sanzione di 100.000 euro. Evidentemente non è bastato “a fargli perdere il vizio”.
Il caso è finito comunque sul tavolo della Procura della Repubblica di Torino, al PM Raffaele Guariniello che, a seguito dell’esposto del Codacons, ha aperto un fascicolo (la società in questione ha sede legale a Torino). Il Codacons ha presentato anche un esposto all’Antitrust e all’Autorità delle Comunicazioni, chiedendo a quest’ultima provvedimenti nei confronti delle emittenti televisive responsabili della messa in onda, ossia le reti Mediaset.


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2 thoughts on “Spot ingannevole su reti Mediaset, Procura di Torino apre fascicolo

  1. Berlusconi qualsiasi cosa faccia lo fa con furbizia ed inganno, ha sempre evitato indagini e condanne ma ora è giuntop il momento per una sua condanna forte ed esemplare perchè bisogna che anche nel nostro Paese cessino presto e completamente tutte le forme di inganno e di corruzione.
    Grazie e cordiali saluti.
    Rinaldin Franco

  2. E’ vergognoso ingannare pensionati/e e cittadini purtroppo ignoranti e facilmente ingannabili con messaggi pubblicitari, truffaldini, realizzati con l’aggiramento anche delle leggi. Se siamo un Paese nella M è proprio perché abbiamo leggi facilmente eludibili. Non è affatto un caso che questi messaggi vengano trasmessi sulle reti Fininvest. Nessuna attenzione sulla qualità del messaggio pubblicitario. L’importante è incassare DENARO!!!
    “Il denaro in testa” è un bel libro di Vittorino Andreoli. Dovrebbero leggerlo quelli della Fininvest!!!!!!!

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