Condizioni di lavoro migliori per più di 1 milione di lavoratori nell’UE e una riduzione di più di 22 000 casi di malattie professionali. Sono queste le stime che accompagnano l’odierna proposta della Commissione europea di limitare l’esposizione dei lavoratori ad altre cinque sostanze cancerogene, oltre alle 21 sostanze di cui è già stata decisa o proposta la limitazione.

“Un altro importante passo avanti per proteggere i lavoratori nell’Unione europea dalle malattie oncologiche e da altre patologie di origine professionale”, ha commentato Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori.

sostanze chimicheLa Commissione propone di inserire nella direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni nuovi valori limite di esposizione per cinque sostanze chimiche (il cadmio e i suoi composti inorganici; il berillio e i suoi composti inorganici; l’acido arsenico e i suoi sali come pure i composti inorganici di arsenico; la formaldeide; il 4,4′-metilene-bis (2-cloroanilina) (MOCA).

Le prime tre sostanze sono frequentemente utilizzate in settori quali la produzione e la raffinazione del cadmio, la produzione di batterie al nichel-cadmio, la galvanoplastica meccanica, la fusione dello zinco e del rame, le fonderie, la produzione del vetro, le attività di laboratorio, l’elettronica, la chimica, le costruzioni, la sanità, l’industria della plastica e il riciclaggio.

I dati indicano che il cancro costituisce la maggiore causa di mortalità professionale: ogni anno il 52% delle morti legate a un’attività professionale è provocato dal cancro, rispetto al 24% dovuto a malattie del sistema circolatorio e al 2% dovuto a lesioni. L’esposizione a determinati agenti chimici sul luogo di lavoro può causare il cancro. Per quanto i tumori costituiscano una categoria complessa e alcuni fattori eziologici siano difficili da individuare, è evidente che le patologie oncologiche causate dall’esposizione a sostanze chimiche sul luogo di lavoro possono essere prevenute riducendo o eliminando l’esposizione.

L’impegno della Commissione mira a rafforzare il diritto dei lavoratori a un elevato livello di protezione della salute e della sicurezza sul lavoro. Il pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato congiuntamente dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione al vertice sociale per l’occupazione equa e la crescita di Göteborg del novembre 2017, sancisce il diritto dei lavoratori a un ambiente di lavoro sano, sicuro e adeguato al fine di operare la convergenza verso le migliori condizioni di lavoro e di vita nell’UE.

Nell’intento di proteggere i lavoratori da tali rischi l‘UE ha adottato nel 2004 la direttiva 2004/37/CE sugli agenti cancerogeni e mutageni, che stabilisce le misure da mettere in atto per eliminare o ridurre l’esposizione a tali agenti e dunque per contribuire a prevenire i casi di tumore professionale e le malattie correlate.

La Commissione ha proposto in precedenza, nel maggio 2016 e nel gennaio 2017, due modifiche legislative della direttiva, che hanno individuato i valori limite relativi a 21 sostanze cancerogene. La prima modifica è stata adottata dai colegislatori alla fine del 2017, diventando la direttiva (UE) 2017/2398. La seconda proposta di modifica è ora al vaglio dei legislatori. Nell’UE sono circa 21 milioni i lavoratori esposti ad almeno uno degli agenti chimici disciplinati da una delle tre modifiche legislative proposte.

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Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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