Aria e acqua pulite, da Bruxelles nuove norme per “inquinamento zero” (foto pixabay)

L’obiettivo è avere aria e acqua più pulite. La strategia è la #ZeroPollution. La Commissione europea propone nuove norme perché da qui al 2050 l’ambiente sia privo di inquinanti nocivi. Inquinamento zero, è il piano della Commissione.

L’obiettivo è avere aria più pulita da qui al 2030, azzerare l’inquinamento atmosferico al 2050, avere acqua superficiale e sotterranea più pulita e monitorata anche sulla presenza di microplastiche e nuovi inquinanti nelle acque. Fra questi, negli elenchi verranno inseriti PFAS, pesticidi, glifosato, BPA e alcuni farmaci fra i quali gli antibiotici.

Ambiente senza inquinanti nocivi al 2050

Nell’ambito del Green Deal Europeo e nella Strategia Inquinamento Zero, la Commissione europea ha proposto ieri «norme più rigorose sugli inquinanti dell’aria ambiente, delle acque superficiali e sotterranee e sul trattamento delle acque reflue urbane – informa Bruxelles in una nota – Aria e acqua pulite sono essenziali per la salute delle persone e degli ecosistemi. L’inquinamento atmosferico da solo significa che ogni anno quasi 300 000 europei muoiono prematuramente e le nuove norme proposte ridurranno, di oltre il 75% in dieci anni, i decessi dovuti ai livelli del principale inquinante PM2,5, livelli che sono superiori agli orientamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità».

Le proposte sono alla base dell’obiettivo di avere un ambiente privo di inquinamento nocivo entro il 2050.

«La nostra salute dipende dall’ambiente – ha detto Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo – Un ambiente malsano ha conseguenze dirette e costose sulla salute. Ogni anno centinaia di migliaia di europei muoiono prematuramente e molti altri soffrono di malattie cardiache e polmonari o di tumori indotti dall’inquinamento. Quanto più aspettiamo a ridurre l’inquinamento, tanto più aumentano i costi per la società. Entro il 2050 l’ambiente in Europa deve essere privo d’inquinanti nocivi. In altre parole dobbiamo muoverci oggi. Le proposte per ridurre ulteriormente l’inquinamento idrico e atmosferico sono l’elemento di forza di questo quadro».

 

 

Aria più pulita entro il 2030, inquinamento zero entro il 2050

L’obiettivo è migliorare la qualità dell’aria in tutta Europa entro il 2030. La proposta di revisione delle direttive sulla qualità dell’aria ambiente fisserà norme provvisorie in materia di qualità dell’aria per il 2030, più in linea con gli orientamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità, avviando l’UE su una traiettoria per conseguire l’azzeramento dell’inquinamento atmosferico entro il 2050. Bruxelles propone un riesame periodico delle norme di qualità dell’aria, per allinearle ai più recenti dati scientifici e agli sviluppi sociali e tecnologici. Propone inoltre ridurre di oltre la metà il valore limite annuale dell’inquinante principale, particolato fine (PM2,5).

«La revisione farà sì che le persone la cui salute è stata danneggiata dall’inquinamento atmosferico abbiano il diritto di essere risarcite in caso di violazione delle norme dell’UE in materia di qualità dell’aria e di essere rappresentate da organizzazioni non governative in azioni collettive per il risarcimento dei danni – spiega ancora la Commissione – La proposta apporterà maggiore chiarezza sull’accesso alla giustizia, l’effettività delle sanzioni e una migliore informazione del pubblico sulla qualità dell’aria».

 

 

Commissione europea livelli di pm 2,5 nel 2030

 

Il trattamento delle acque reflue urbane

La direttiva riveduta sul trattamento delle acque reflue urbane aiuterà i cittadini europei ad avere  fiumi, laghi, acque sotterranee e mari più puliti, rendendo nel contempo il trattamento delle acque reflue più efficace sotto il profilo dei costi. Ci saranno obblighi di recuperare i nutrienti dalle acque reflue, nuove norme per i microinquinanti e nuovi requisiti di monitoraggio per le microplastiche.

Gli obblighi di trattamento delle acque saranno estesi ai centri più piccoli con 1,000 abitanti (attualmente 2 000 abitanti). Per contribuire a gestire le forti piogge, rese più frequenti dai cambiamenti climatici, è necessario definire piani integrati di gestione delle risorse idriche nelle grandi città. Infine, sulla base dell’esperienza della COVID-19, la Commissione propone di monitorare le acque reflue sistematicamente per vari virus, tra cui il CoV-SARS-19 e la resistenza antimicrobica.

I paesi dell’UE saranno tenuti a garantire l’accesso a servizi igienico-sanitari per tutti, in particolare per i gruppi vulnerabili ed emarginati.

«Poiché il 92% dei microinquinanti tossici riscontrati nelle acque reflue dell’UE proviene da prodotti farmaceutici e cosmetici, un nuovo regime di responsabilità estesa del produttore imporrà ai produttori di pagare il costo della loro rimozione, in linea con il principio “chi inquina paga” e incentiverà la ricerca e innovazione in prodotti privi di sostanze tossiche, oltre a rendere più equo il finanziamento del trattamento delle acque reflue».

I nuovi inquinanti delle acque

La Commissione propone poi di aggiornare gli elenchi degli inquinanti delle acque da controllare più rigorosamente sia nelle acque superficiali che in quelle sotterranee.

Saranno aggiunte agli elenchi 25 sostanze con effetti problematici solidamente documentati sulla natura e sulla salute umana. Tra queste ci sono PFAS, (sostanze per- e polifluoroalchiliche) spesso definite “sostanze chimiche eterne” usate, tra l’altro, in utensili da cucina, abbigliamento e mobili, schiume antincendio e prodotti per l’igiene personale; ci sono una serie di pesticidi e il glifosato; c’è il Bisfenolo A, plastificante e componente degli imballaggi di plastica e ci saranno alcuni farmaci usati come antidolorifici e antiinfiammatori, e antibiotici.

Le proposte saranno esaminate dal Parlamento europeo e dal Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria. Una volta adottate, entreranno in vigore progressivamente, con obiettivi diversi per il 2030, il 2040 e il 2050.


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