Latte per neonati, proseguono i richiami per rischio tossina (Foto Towfiqu barbhuiya per Pexels)

Continuano le campagne di richiamo di latte per neonati e alimenti per l’infanzia per il rischio legato alla possibile presenza di una tossina. Il Ministero della salute, informa il Fatto Alimentare, ha diffuso quindici richiami precauzionali da parte degli operatori di 76 lotti di latte per lattanti e di proseguimento Aptamil e Mellin. Il richiamo si inserisce in un’allerta più ampia che coinvolge più Paesi, diversi prodotti, lotti e marchi di latte per neonati, latte in polvere per lattanti e di proseguimento, nonché alimenti liquidi. Fra questi Nestlè, Lactalis, Danone e in Italia Granarolo.

Allerta mondiale

È infatti in corso un richiamo precauzionale mondiale di latte per neonati e prodotti per l’alimentazione infantile dopo il rilevamento di una tossina che può causare nausea, vomito e diarrea. La tossina imputata è il cereulide, prodotto dal batterio Bacillus cereus. I richiami e i ritiri precauzionali sono stati avviati a dicembre 2025 e sono globali, con prodotti venduti sia in Europa che in Paesi extraeuropei.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha pubblicato pochi giorni fa  la valutazione rapida del rischio rappresentato dal cereulide nel latte per neonati e nei prodotti alimentari per lattanti. La tossina è prodotta dal batterio Bacillus cereus e può causare nausea, vomito e diarrea. Per quanto finora noto, la contaminazione da cereulide sarebbe riconducibile a un olio vegetale fornito da un’azienda cinese, utilizzato come ingrediente nella produzione di alimenti per l’infanzia. Nella sua valutazione rapida del rischio, l’Efsa ha stabilito una una dose acuta di riferimento (ARfD1) per il cereulide nei neonati e concentrazioni di cereulide nel latte artificiale potenzialmente preoccupanti per la sicurezza.

Quali prodotti sono interessati in Italia?

I richiami di diversi lotti e marchi di latte per neonati sono per rischio microbiologico e riportano come motivazione “Adeguamento alle nuove linee guida EFSA sui limiti di cereulide”.

Alla data dell’11 febbraio 2026, spiega una sintesi del Centro Tutela Consumatori Utenti, sul mercato italiano risultano oggetto di richiamo i seguenti prodotti:

  • Richiamo del 10.02.2026: 11 prodotti a marchio Aptamil (anche Aptamil Profutura) di Danone
  • Richiamo del 10.02.2026: 4 prodotti a marchio Mellin di Danone
  • Richiamo del 04.02.2026: 1 prodotto a marchio Monello di Steril Farma
  • Richiamo del 03.02.2026: 1 prodotto a marchio Nidina di Nestlé
  • Richiamo del 15.01.2026: 1 prodotto a marchio Granarolo Bimbi di Granarolo
  • Richiamo del 09.01.2026: 12 prodotti a marchio Nan, Pre-Nan, Nidina e Alfamino di Nestlé
  • Richiamo del 10.12.2025: 3 prodotti a marchio Nidina di Nestlé

Tutti i dettagli – denominazione del prodotto, peso/volume, numero di lotto (lotto di produzione) e data di scadenza – sono disponibili sul sito del Ministero della Salute, selezionando nel menu la voce “Richiami degli operatori”: https://www.salute.gov.it/new/it/avvisi/avvisi-e-richiami-di-prodotti-alimentari/

Andare dal medico in caso di sintomi

I prodotti già acquistati appartenenti ai lotti richiamati vanno restituiti al punto vendita. Il CTCU spiega che “il diritto alla sostituzione o al rimborso vale esclusivamente per i lotti oggetto di richiamo, identificabili tramite il numero di lotto e la data di scadenza. Ai genitori si consiglia di orientarsi intanto verso prodotti di altri produttori non coinvolti nei richiami”.

Il latte per neonati e gli alimenti per l’infanzia ritirati dal mercato nell’ambito della maxi allerta non devono essere somministrati a neonati o bambini piccoli. Oltre una determinata concentrazione, la cereulide può causare vomito e diarrea; è inoltre termoresistente e non viene eliminata attraverso bollitura.

Per i neonati che sviluppano vomito o diarrea dopo aver consumato il latte artificiale incluso nei ritiri, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) raccomanda di consultare un medico o, se i sintomi sono gravi (ad esempio, disidratazione o vomito persistente), di recarsi al pronto soccorso. I sintomi gastrointestinali nei neonati, ribadiscono le istituzioni di salute pubblica, possono rapidamente portare a complicazioni.

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