Marketing del latte in polvere, nuova denuncia OMS: usa i social media e influencer pagati (Fonte foto: pixabay)
Marketing del latte in polvere, nuova denuncia OMS: usa social media e influencer pagati
Nuovo dossier dell’Organizzazione mondiale della sanità contro il marketing del latte in polvere. La denuncia: le aziende fanno ricorso ai social media e a influencer a pagamento per arrivare alle donne incinte e alla giovani madri con contenuti personalizzati spesso non riconoscibili come pubblicità
Nuova puntata nella denuncia dell’OMS contro il marketing invasivo del latte in polvere. Un nuovo dossier dedicato alle tecniche di sfruttamento del marketing impiegate dall’industria del latte artificiale denuncia che i genitori e in particolare le madri vengono “prese di mira online in modo insidioso e persistente”. Come? Attraverso contenuti personalizzati sui social media, post di influencer retributi che arrivano direttamente alle donne incinte e alle giovani madri, con una potenza di fuoco fino a una novantina di post al giorno sui social account delle aziende di latte in polvere.
Marketing del latte in polvere, contenuti personalizzati sui social media
«Le aziende di latte artificiale stanno pagando piattaforme di social media e influencer per accedere direttamente alle donne incinte e alle madri in alcuni dei momenti più vulnerabili della loro vita. L’industria globale del latte artificiale, del valore di circa 55 miliardi di dollari, si rivolge alle neomamme con contenuti personalizzati sui social media che spesso non sono riconoscibili come pubblicità».
Questa la denuncia dell’Organizzazione mondiale della Sanità, che parla di estensione choccante, in un nuovo dossier, il secondo di una serie, dal titolo “Scope and impact of digital marketing strategies for promoting breastmilk substitutes”, sulle tecniche di marketing digitale progettate per influenzare le decisioni che le famiglie prendono su come nutrire i propri bambini.
Il marketing digitale sfrutta un’ampia gamma di strumenti, forum, app, baby club, per arrivare alle famiglie col messaggio che promuove i sostituti del latte materno.

Promozioni personalizzati a donne incinte e madri
Attraverso strumenti come app, gruppi di supporto virtuale o “baby-club”, influencer di social media a pagamento, promozioni, concorsi e forum o servizi di consulenza, denuncia l’OMS,«le aziende di latte artificiale possono acquistare o raccogliere informazioni personali e inviare promozioni personalizzate» a donne incinte e madri.
Il dossier si basa sui risultati di una ricerca che ha campionato e analizzato 4 milioni di post sui social media relativi all’alimentazione infantile, pubblicati tra gennaio e giugno 2021, che hanno raggiunto 2,47 miliardi di persone e generato oltre 12 milioni di Mi piace, condivisioni o commenti.
È una potenza di fuoco quella descritta dall’OMS, che dà ancora questi numeri: le aziende del latte artificiale pubblicano contenuti sui loro social media account circa 90 volte al giorno, raggiungendo così 229 milioni di utenti. Questo rappresenta il triplo delle persone raggiunte da post informativi sull’allattamento al seno da account non commerciali.
Questo marketing invasivo sta dissuadendo le donne dall’allattamento al seno e facendo aumentare gli acquisti di latte in polvere.
«La promozione delle formule commerciali di latte avrebbe dovuto essere interrotta decenni fa – ha detto Francesco Branca, direttore del dipartimento dell’Oms per la nutrizione e la sicurezza alimentare – Il fatto che le aziende di latte artificiale stiano ora impiegando tecniche di marketing ancora più potenti e insidiose per aumentare le loro vendite è imperdonabile e deve essere fermato».
A febbraio di quest’anno, OMS e Unicef hanno denunciato come “pervasivo, fuorviante e aggressivo” il marketing del latte in polvere, identificato come un ostacolo per l’allattamento al seno.

