primo soccorso

Sanità pubblica, paralizzate le terapie non Covid

Preoccupa la tenuta della sanità pubblica. Ospedali al collasso. Pronto soccorso intasati. Interventi chirurgici rimandati perché non c’è posto, non c’è personale, il Covid sovrasta tutto il resto. Ma tutto il resto sono sempre emergenze. Arresti cardiaci, oncologia, terapie salvavita nelle quali la tempestività delle cure è fondamentale. La sanità pubblica riuscirà a tenere o rischia la paralisi? Quante sono le vittime non-Covid della pandemia? È una domanda che agita il sonno di tutti.

Federconsumatori: deriva verso il privato

La sanità pubblica rischia di franare verso il privato. Le attività che esulano dalla pandemia sono già paralizzate. A esprimere preoccupazione sulla tenuta del Sistema sanitario nazionale e sulla «deriva verso il privato» è anche Federconsumatori, per la quale è «impensabile, ora, rinunciare al Mes».

L’associazione ha espresso al Ministro della Salute l’allarme per la situazione del Sistema sanitario nazionale che si sta rivelando debole e non efficiente in diverse aree d’Italia.

È una difficoltà, dice l’associazione, «che si verifica non solo in relazione ai reparti di terapia intensiva e alle strutture dedicate alla cura dei casi da Covid-19, ma che si estende ormai alle intere strutture ospedaliere, afflitte da carenza di personale, posti letto, attrezzature adeguate».

 

anziani in ospedale

 

Sanità pubblica, terapie non Covid paralizzate

Le cronache lo raccontano tutti i giorni. Reparti saturi. Sanità pubblica che arranca davanti alla seconda ondata della pandemia, prevista e prevedibile. Il Coronavirus ferma tutto il resto. La pressione sugli ospedali è altissima.

«Le attività che esulano dalla terapia del Covid-19 sono letteralmente paralizzate – denuncia Federconsumatori – In questo modo si lede gravemente il diritto alla salute dei cittadini: il rinvio di terapie ed interventi costringe spesso a rivolgersi al privato, mettendo ancor più in evidenza le già gravi disparità tra coloro che possono permettersi economicamente tali cure e chi è costretto a rinunciarvi. Per questo, nei casi di impossibilità del Servizio Pubblico di dare una risposta adeguata alle esigenze dei cittadini è necessario a nostro avviso prevedere un rimborso per le prestazioni con prescrizione del medico».

 

“Resa alla sanità privata”

Gli stessi provvedimenti che vengono presi per alleviare la situazione della sanità pubblica nascondono la debolezza del sistema.

Federconsumatori parla di “resa della sanità pubblica” in alcune regioni e fa riferimento alla condizione del Lazio.

«Qui è stata firmata un’ordinanza che consente agli ospedali pubblici di cercare nei privati un’alternativa alla sala operatoria e al ricovero, naturalmente senza alcuna spesa aggiuntiva per il paziente (sono esclusi da tale provvedimento gli interventi in classe A e B, cioè quelli più urgenti e inderogabili e quelli collegati all’assistenza oncologica)».

In pratica, esclusi gli interventi urgenti, gli ospedali pubblici possono cercare nel privato un’alternativa alla sala operatoria o al ricovero, riconoscendo alle strutture privati i costi della collaborazione.

Per Federconsumatori è una situazione che va valutata e controllata: il ricorso alle strutture private deve essere di  breve periodo, legato all’emergenza, e deve garantire l’adeguatezza delle strutture e dell’assistenza ai cittadini.

Dice il presidente di Federconsumatori Emilio Viafora: «La sconfitta della sanità pubblica sarebbe una sconfitta per l’intero sistema democratico. Per questo siamo convinti sia necessario ricorrere ad ogni mezzo per garantire la tenuta del sistema sanitario, il suo carattere universale e inclusivo. Sarebbe incomprensibile, pertanto, anche solo l’ipotesi di rinunciare al Mes».


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