vaccino antinfluenzale

Vaccino antinfluenzale in farmacia, quest'anno la richiesta aumenterà

Vaccino antinfluenzale in farmacia, diventano un caso le quote disponibili

L’intesa Stato-Regioni ha raggiunto un accordo per rendere disponibile una quota minima di vaccino antinfluenzale in farmacia, pari all’1,5%. Per le rappresentanze dei farmacisti non basta a rispondere alla domanda che arriverà dai cittadini che non rientrano fra le categorie fragili

L’intesa Stato-Regioni ha raggiunto un accordo per rendere disponibile nelle farmacie una quota minima di vaccino anti-influenzale, pari all’1,5%. Potranno così acquistarlo anche quei cittadini che vogliono fare l’antinfluenzale anche se non rientrano nelle categorie a rischio e fragili, per i quali il vaccino va naturalmente assicurato. Ma basteranno queste dosi a garantire la vaccinazione contro l’influenza a quante più persone possibile, come di fatto sollecitano le istituzioni sanitarie? No secondo i farmacisti, che stimano un fabbisogno compreso fra 1,2 e 1,5 milioni di dosi a fronte della garanzia di 250 mila dosi.

 

Consulenze vaccinali a distanza
Vaccino antinfluenzale

 

Vaccino antinfluenzale in farmacia, l’accordo Stato-Regioni

«Oggi, in Conferenza Stato-Regioni, abbiamo sancito l’intesa per distribuire una quota di vaccini anti-influenzali, disponibile per ogni singola Regione, attraverso il sistema territoriale delle farmacie». Così il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

Quest’anno la vaccinazione anti-influenzale assume una particolare importanza:  la campagna vaccinale inizia prima, vuole raggiungere quante più persone possibile e rappresentare un valido aiuto per i medici, che saranno chiamati a distinguere fra sintomi del coronavirus e sintomi dell’influenza stagionale. Non sarà facile. Allo stesso tempo, può rappresentare un aiuto considerevole di fronte alla sovrapponibilità di molti sintomi.

Bonaccini ha sottolineato che «ogni anno 800 mila cittadini che non rientrano fra le categorie per le quali la vaccinazione è raccomandata, si rivolgono comunque al farmacista per acquistare il vaccino a proprie spese. Poiché la raccomandazione per il vaccino anti-influenzale quest’anno è stata estesa a categorie d’età non incluse in precedenza, le Regioni hanno provveduto e stanno provvedendo ad un’acquisizione più ampia di vaccini. Per questo occorre ora un intervento redistributivo delle Regioni per renderne disponibile una percentuale minima, l’1,5 per cento, (eventualmente incrementabile dalle singole Regioni) nelle farmacie».

«L’unica condizione che abbiamo posto e su cui abbiamo avuto assicurazioni dal Governo – ha concluso Bonaccini – è che sia assicurato comunque il quantitativo necessario per gli anziani (ultra sessantacinquenni e per quest’anno anche a partire dai 60 anni), per le persone appartenenti a categorie a rischio, alle donne in gravidanza, agli addetti ai servizi essenziali e, quest’anno, anche ai bambini fra i 6 mesi e i 6 anni».

Farmacisti: quota inadeguata

Per i farmacisti, però, la quota di vaccino antinfluenzale destinato alle farmacie non è sufficiente.

«La decisione di destinare alla distribuzione in farmacia solo l’1,5% dei vaccini antinfluenzali acquisiti dalle Regioni non garantisce una risposta adeguata ai bisogni della popolazione attiva: appare del tutto insufficiente rendere disponibili solo 250.000 dosi a fronte di un fabbisogno stimato tra 1,2 e 1,5 milioni di dosi», scrivono in una nota congiunta le rappresentanze dei farmacisti Fofi, Assofarm e Federfarma.

Il prossimo incontro sul tema è previsto fra un paio di giorni. «Ci aspettiamo quindi – proseguono i farmacisti – che, in occasione del prossimo incontro presso il Ministero della salute, previsto per il 16 settembre, si trovino fin da subito soluzioni per permettere di rimodulare questa quota minima e di avvicinarsi al fabbisogno reale dei cittadini non inclusi nelle fasce a rischio, che anche il Ministero della salute, nello stesso documento, afferma aggirarsi tra il 3 e il 10% delle dosi acquisite dalle Regioni».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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