Amnesty Italia rilancia la campagna #Iolochiedo: ogni atto sessuale senza consenso è stupro

Amnesty Italia rilancia la campagna #Iolochiedo: ogni atto sessuale senza consenso è stupro

Ogni atto sessuale senza consenso è stupro. Lo ricorda Amnesty International Italia che, in occasione della Giornata internazionale delle donne, rilancia la campagna #Iolochiedo e rinnova l’appello alla ministra della Giustizia affinché la legislazione italiana si adegui alle norme internazionali, stipulate con la Convenzione di Istanbul del 2011, e modifichi l’articolo 609-bis del codice penale, per rendere punibile qualsiasi atto sessuale non consensuale.

Recenti analisi statistiche raccontano, infatti, una situazione drammatica e allarmante. Secondo queste indagini – ricorda Amnesty – mentre alcune forme di violenza fisica e sessuale sono in diminuzione, come i palpeggiamenti, lo stupro rimane la forma di violenza più persistente.

#Iolochiedo, Amnesty: persistono i pregiudizi sulla donna

“Era ubriaca”, “indossava la minigonna”, “non è una donna seria, se l’è cercata”, persistono ancora i pregiudizi che addebitano alla donna la responsabilità della violenza sessuale subita, portandola a provare un senso di vergogna, a sentirsi in colpa, a sentirsi ancora più sola.

Secondo una rilevazione ISTAT del 2019, riportata da Amnesty International Italia, addirittura il 39,3% della popolazione ritiene che una donna sia in grado di sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo vuole.

Anche la percentuale di chi pensa che le donne possano provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire è elevata (23,9%). Il 15,1%, inoltre, è dell’opinione che una donna che subisce violenza sessuale quando è ubriaca o sotto l’effetto di droghe sia almeno in parte responsabile.

E, ancora, per il 10,3% della popolazione spesso le accuse di violenza sessuale sono false (più uomini, 12,7%, che donne, 7,9%); per il 7,2% “di fronte a una proposta sessuale le donne spesso dicono no ma in realtà intendono sì”, per il 6,2% le donne “serie” non vengono violentate.

L’1,9% ritiene che non si tratta di violenza se un uomo obbliga la propria moglie/compagna ad avere un rapporto sessuale contro la sua volontà.

 

#Iolochiedo Amnesty International Italia
#Iolochiedo Amnesty International Italia

 

La campagna

È sulla base di queste premesse che Amnesty International Italia ribadisce le preoccupazioni che accompagnano la campagna #Iolochiedo e le richieste al nuovo governo, affinché modifichi la normativa vigente a maggior tutela delle donne.

L’articolo 609-bis del codice penale italiano – ricorda l’Organizzazione – prevede che il “reato di stupro” sia necessariamente collegato agli elementi della violenza, o della minaccia o dell’inganno, o dell’abuso di autorità.

Tuttavia, come stabilito dalla Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia nel 2013, lo stupro è un “rapporto sessuale senza consenso“. L’articolo 36, paragrafo 2, della Convenzione specifica che il consenso “deve essere dato volontariamente, quale libera manifestazione della volontà della persona, e deve essere valutato tenendo conto della situazione e del contesto”.

“Le vittime spesso non conoscono i propri diritti e si trovano di fronte a molteplici ostacoli nell’accesso alla giustizia e ai risarcimenti, compresi stereotipi di genere dannosi, idee sbagliate su violenza sessuale, accuse di colpevolezza, dubbi sulla propria credibilità, sostegno inadeguato e legislazione inefficace”, afferma Amnesty International Italia.

#Iolochiedo, cosa si intende per “consenso”?

All’interno della campagna #Iolochiedo, Amnesty International Italia lancia il modulo educativo “Violenza contro le donne: Consenso”, per approfondire in maniera interattiva il tema del consenso nelle relazioni.

Tratto direttamente da un caso di vita reale, questo strumento si basa su una sentenza storica della Corte europea dei diritti umani (E.B. contro Romania) ed è la storia di una donna sopravvissuta a uno stupro, a cui è stata negata la protezione e l’accesso alla giustizia.

Attraverso la storia di E., verranno messi in discussione gli stereotipi più comuni sulla violenza sessuale, sottolineando il ruolo dell’elemento del “consenso” nelle relazioni ed evidenziando come lo stupro sia a tutti gli effetti una grave violazione dei diritti umani. Interattivo, agile, di facile utilizzo, il modulo può essere un utile strumento per coinvolgere e attivare i giovani e sensibilizzarli sul tema del consenso (a partire dalla scuola secondaria di secondo grado).

“Consapevoli che sia fondamentale “educare al consenso” fin da piccoli – spiega Amnesty International Italia – studentesse e studenti delle scuole di ogni ordine e grado possono confrontarsi in classe con il tema attraverso percorsi dedicati di approfondimento e di partecipazione attiva”.

“What Were You Wearing” (Com’eri vestita?)

Amnesty International Italia, inoltre, ha stretto una partnership con l’Associazione Libere Sinergie per la diffusione sul territorio nazionale dell’esposizione della mostraWhat Were You Wearing” (Com’eri vestita?). Iniziativa che si pone l’obiettivo di smantellare il pregiudizio che attribuisce all’abbigliamento della donna la causa della violenza subita.

La mostra racconta, in cinque lingue, le storie di abusi poste accanto agli abiti che intendono riprodurre, in maniera fedele, l’abbigliamento che la vittima indossava al momento della violenza subita: ci sono un abito da sera e una tuta da ginnastica, un pigiama e i jeans con un maglione a collo alto, un vestito attillato e una gonnellina al ginocchio.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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