Apple e App Store, la Commissione europea apre una nuova indagine (Foto Pixabay)
Apple e App Store, la Commissione europea apre una nuova indagine
La Commissione europea ha avviato un’indagine su Apple ai sensi del Digital Services Act, il regolamento sui mercati digitali, e l’ha informata del suo parere preliminare sull’App Store
Apple nel mirino dell’Europa per il mercato e le norme dell’App Store. La Commissione europea ha infatti avviato un’indagine sul gigante di Cupertino ai sensi del Digital Services Act, il regolamento sui mercati digitali, e l’ha informata del suo parere preliminare sull’App Store. Apple è in sintesi accusata di aver monopolizzato il mercato delle app sui propri dispositivi, dall’iPhone all’iPad.
La Commissione europea ha informato ieri Apple del suo parere preliminare secondo cui “le norme dell’App Store violano il regolamento sui mercati digitali, in quanto impediscono agli sviluppatori di app di indirizzare liberamente i consumatori verso canali alternativi per offerte e contenuti”, si legge in una nota di Bruxelles.
La Commissione ha inoltre avviato “una nuova procedura di non conformità nei confronti di Apple per il timore che i nuovi obblighi contrattuali per gli sviluppatori terzi di app e gli app store di terze parti, tra cui la nuova “Core Technology Fee” (commissione per le tecnologie di base) di Apple, non garantiscano l’effettiva osservanza degli obblighi sanciti dal regolamento sui mercati digitali”.
«Il nuovo slogan di Apple dovrebbe essere “act different”», ha detto Thierry Breton, commissario per il Mercato interno.
Ha spiegato Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva responsabile per la Concorrenza: «Secondo la nostra posizione preliminare, Apple non consente di orientare pienamente i clienti. Si tratta di un aspetto essenziale se si vuole far sì che gli sviluppatori di app siano meno dipendenti dagli app store dei gatekeeper e che i consumatori siano a conoscenza delle offerte migliori. Abbiamo inoltre avviato un procedimento nei confronti di Apple in relazione alla cosiddetta Core Technology Fee e a varie norme che consentono gli app store di terzi e il sideload. La comunità degli sviluppatori e i consumatori sono fortemente interessati a disporre di alternative all’App Store. La nostra indagine farà sì che Apple non comprometta gli sforzi compiuti in questa direzione».
App Store, la versione dell’Europa
“Ai sensi del regolamento sui mercati digitali – spiega la Commissione – gli sviluppatori che distribuiscono le loro app tramite l’App Store di Apple dovrebbero, a titolo gratuito, poter informare i clienti di altre possibilità di acquisto più economiche, indirizzarli verso tali offerte e consentire loro di effettuare acquisti”.
Nelle conclusioni preliminari sulle norme di Apple in materia di orientamento dell’App Store, la Commissione ha appurato in via preliminare che nessuna delle condizioni commerciali che disciplinano il rapporto con gli sviluppatori di app “consente agli sviluppatori di indirizzare liberamente i propri clienti”. Ad esempio, prosegue Bruxelles, “gli sviluppatori non possono fornire informazioni sui prezzi all’interno dell’app o comunicare in altro modo con i propri clienti per promuovere offerte disponibili su canali di distribuzione alternativi”.
Sotto accusa anche il processo di indirizzamento dei clienti attraverso “link-out” e le commissioni applicate da Apple che andrebbero oltre lo strettamente necessario.
Indagine sulle nuove condizioni contrattuali di Apple
Bruxelles ha inoltra avviato una terza indagine di non conformità sulle nuove condizioni contrattuali di Apple per gli sviluppatori come condizione per accedere ad alcune delle nuove funzionalità consentite dal regolamento sui mercati digitali, in particolare la fornitura di app store alternativi o la possibilità di offrire app attraverso un canale di distribuzione alternativo. Apple ha finora mantenuto l’opzione di sottoscrivere le condizioni precedenti, che non consentono canali di distribuzione alternativi.
La Commissione valuterà se ci sono violazioni del regolamento sui servizi digitali. Fra gli obblighi indagati ci sono la Core Technology Fee di Apple, “una commissione di 0,50 € che gli sviluppatori terzi di app e di app store devono pagare per ogni app installata – spiega Bruxelles – La Commissione valuterà se Apple abbia dimostrato che la struttura tariffaria imposta, nell’ambito delle nuove condizioni commerciali e in particolare della Core Technology Fee, è effettivamente conforme al regolamento sui mercati digitali”.
Verrà valutato anche il percorso in più passaggi degli utenti di Apple per scaricare e installare app o app store alternativi su iPhone. La Commissione valuterà se i passaggi che un utente deve intraprendere per completare con successo il download e l’installazione di app o app store alternativi, nonché le varie schermate di informazioni che Apple mostra all’utente, siano conformi al regolamento sui mercati digitali.

