Quest’anno l’Autorità per l’energia e la Guardia di Finanza aumenteranno del 30% le ispezioni e i controlli tecnici a tutela dei consumatori, controlli che per la prima volta toccheranno anche settori quali le tariffe dell’acqua, le offerte di energia verde, la correttezza nella gestione dei contatori e nella fatturazione. Sono 140 i controlli previsti, cui si aggiungeranno le ispezioni straordinarie frutto di specifiche denunce. Queste alcune delle novità previste dal ‘Piano di controlli 2014’ presentato oggi dall’Autorità e dalle Fiamme Gialle.
Il Piano prevede attività ispettive e verifiche, anche con telefonate ‘civetta’ e controlli a sorpresa, in collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela dei Mercati (NSTM) della Guardia di Finanza, in settori quali la sicurezza e la qualità del servizio gas, il corretto utilizzo degli incentivi pagati con le bollette dei consumatori, nonché la vigilanza sulla cosiddetta Robin Hood Tax.
La novità principale di quest’anno riguarda le tariffe dell’acqua: fra i filoni d’indagine più innovativi e di maggiore impatto sui consumatori ci saranno infatti i controlli sulla correttezza delle tariffe applicate dai gestori per il biennio 2012-13 e sulla restituzione della quota remunerazione del capitale investito nel periodo 21 luglio-31 dicembre 2011, abolita dal referendumè dei scorsi giorni la notizia che 71 gestori del servizio idrico dovranno restituire in tutto 55 milioni di euro ai consumatori già nella prossima bollette dell’acqua.
Fra le novità in arrivo, ci sono inoltre le ispezioni sulla gestione dei reclami da parte delle imprese, sulla fatturazione ai clienti di piccole dimensioni, sulla misurazione dei consumi e le offerte di energia ‘verde’, nonché sul rispetto delle direttive sulla separazione amministrativa e contabile (unbundling) e le verifiche sugli investimenti e i costi dichiarati dalle imprese distributrici di gas ai fini tariffari. Queste ultime si focalizzeranno sui casi più anomali e potranno essere estese anche alle imprese regolate del settore elettrico e idrico.
Il maggior numero di controlli, 60 in tutto, riguarderà un settore particolarmente rilevante per la sicurezza:il rispetto da parte delle imprese della regolazione su potere calorifico, pressione e grado di odorizzazione del gas. La mancata o insufficiente odorizzazione comporta responsabilità penali in quanto non consente di individuare eventuali fughe di gas: negli ultimi 5 anni i casi denunciati all’Autorità giudiziaria sono stati poco meno di 20 e due sono state le segnalazioni al MiSE per mancato rispetto dei limiti di pressione.
Sempre ai fini della sicurezza sono previste una decina di ispezioni in loco e 50 telefonate civetta in giorni feriali e festivi, sia di giorno che di notte, per verificare l’effettiva funzionalità del pronto intervento gas, un servizio fondamentale per la tutela dei consumatori che deve essere gratuito, attivo 24 ore su 24 e gestito con tempistiche stringenti di arrivo sul posto. Il bilancio dell’Autorità dice che negli ultimi cinque anni sono state fatte 250 verifiche e 43 ispezioni dalle quali è risultato fuori norma circa il 20% delle imprese controllate; 32 i procedimenti avviati, di cui una decina conclusi con sanzioni per oltre 140mila euro. A queste attività si aggiungeranno le verifiche ispettive non programmabili, ovvero le ispezioni straordinarie a seguito di specifiche segnalazioni, denunce o di nuove esigenze operative.
Nel 2014 proseguirà anche la vigilanza sul rispetto del divieto di traslazione della maggiorazione d’imposta Ires (Robin Hood Tax).
Guardando ai risultati del piano di controlli dell’anno scorso, emerge che nel 2013 le verifiche ispettive realizzate in collaborazione fra Autorità e Nucleo speciale tutela mercati della Guardia di Finanza sono state 107 rispetto alle 95 del 2012. La maggior parte ha riguardato la sicurezza nel settore gas e, in particolare il rispetto della normativa sull’odorizzazione: dai 59 controlli effettuati presso 47 imprese di distribuzione è emerso un caso di insufficiente grado di odorizzazione. Forte attenzione è stata dedicata anche al pronto intervento gas con 50 telefonate ‘a sorpresa’ seguite da 10 verifiche ispettive: di queste, otto hanno avuto un esito non conforme e sono sfociate in istruttorie formali. Nel 2013 i controlli si sono focalizzati inoltre sul corretto uso di alcune tipologie di incentivi alle imprese. Negli ultimi cinque anni, in tutto, il totale di incentivi non dovuti recuperati ammonta a circa un milione di euro. In totale, informa l’Autorità, gli oltre 500 controlli tecnici e ispezioni degli ultimi 5 anni hanno portato a recuperi amministrativi per oltre 8 milioni di euro e più 6 milioni di euro in relazione alla vigilanza sul divieto di traslazione della maggiorazione Ires. Le denunce penali sono state circa 20 e oltre 60 gli avvii di procedimenti sanzionatori.

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