E il bambino dove lo lascio? La fine della scuola non coincide con l’inizio delle ferie per i genitori. Per le famiglie inizia dunque l’interrogativo: dove lasciare i bambini se non si hanno i nonni a fare da babysitter, come soluzione a basso costo e rete familiare che permette ai più piccoli di godere di un mese extra al mare, in montagna o nella casa di campagna. Ci sono i centri estivi, certo. Ma non sono per tutti: quelli comunali sono pochi, quelli privati hanno costi non sempre accessibili. In media, 170 euro a settimana. Tre famiglie su quattro non possono sostenere questa spesa. Solo il 25% può mandare i bambini in un centro estivo.

Ancora una volta, sulle famiglie si abbattono dei costi non indifferenti, specialmente per lungo periodo. E il periodo che va dalla fine delle scuole alle ferie estive della famiglia spesso è lungo un paio di mesi. Secondo un’indagine dell’Adoc, diffusa oggi, una famiglia deve spendere in media 170 euro a settimana per mandare il proprio figlio in un centro estivo privato, per tutta la giornata. Per mezza giornata, pasto escluso, il prezzo scende di circa il 40%, attestandosi a 105 euro a settimana a bambino. Al giorno, si paga in media 35 euro per il tempo pieno e 20 per metà giornata. Se si sceglie il tempo pieno mensile, la spesa media di un centro estivo privato è di 650 euro per bambino, se mezza giornata si spende meno della metà, circa 300 euro. Di solito ci sono sconti, anche superiori al 25%, se si mandano due o più figli presso lo stesso centro estivo o se si prenota anticipatamente.

Per risparmiare ci si può rivolgere ai centri comunali, dove il costo medio settimanale è di 60 euro a bambino, variabile in base all’Isee familiare e al Comune, con tariffe in media più alte del 30% per i non residenti. Ma l’offerta di spazi comunali è spesso limitata e risicata, dunque difficile da praticare per le famiglie.

“Secondo una nostra stima solo il 25% delle famiglie potrà permettersi di mandare, almeno per una settimana, i propri figli in un centro estivo, quasi sempre privato in quanto le soluzioni comunali continuano a scarseggiare di posti a disposizione – denuncia il presidente Adoc Roberto Tascini –Non è una scelta a buon mercato, in quanto il costo medio di un campus estivo privato si attesta sui 170 euro a settimana. Se questa soluzione venisse adottata per i due mesi che separano la chiusura delle scuole dalle vacanze la spesa sarebbe di 1300 euro, pari ad un intero stipendio. Nonostante l’offerta sia cresciuta, sia in termini quantitativi che qualitativi, i centri estivi sono ancora oggi una soluzione a portata di ben poche famiglie. Per questo crediamo sia il caso di valutare la possibilità di rendere detraibili, alla pari delle spese per l’istruzione scolastica, i costi sostenuti per questa attività”.

L’Adoc lancia dunque un pacchetto di proposte che chiede di aumentare sensibilmente l’offerta pubblica, sia per posti che per qualità del servizio, perché “l’eccessiva differenza di offerta con il privato può portare ad una discriminazione sociale ed economica che riteniamo sia necessario evitare”, di prevedere standard qualitativi minimi, un’offerta pubblica che copra tutta Italia e tutto il periodo estivo, compresi i mesi di agosto e settembre. E di prevedere che le spese per i campus estivi siano detrabili.

Per l’occasione, l’associazione diffonde inoltre un vademecum con i consigli utili per scegliere un centro estivo che assicuri ai bimbi sicurezza e divertimento.

1)      Ambiente

E’ opportuno scegliere, in primo luogo, il contesto ambientale più gradito e più adatto al bambino, che sia mare, campagna, montagna oppure città. Da valutare anche la presenza eventuale di amici o compagni di scuola, in modo da rendere più agevole l’inserimento.

2)      Attività e divertimento

In secondo luogo va scelto, insieme al bambino, il centro che mette a disposizione tutte quelle attività che sono di reale gradimento del minore. Dallo sport all’insegnamento delle lingue, dall’informatica ai percorsi naturali, sono numerosi i centri “specializzati” in determinate attività. Inoltre assicuratevi che, per età diverse, siano previste attività diverse.

3)      Verifica l’offerta di persona

Non bisogna limitarsi a valutare le offerte leggendo solo i volantini o consultando i siti web, ma è opportuno andare a parlare di persona con i responsabili e gli educatori presso la struttura a cui si è interessati. Vedete il campo con i vostri occhi, assicurandovi che le attività offerte possano effettivamente realizzarsi o meno. Controllate lo stato della struttura e delle attrezzature. E’ inoltre fondamentale assicurarsi che il centro estivo abbia un buon “curriculum” di anni di attività alle spalle e non sia stato aperto “per l’occasione”.

4)      Extra o compreso nel prezzo?

E’ meglio chiedere in anticipo se è previsto e come funziona il servizio mensa, soprattutto in merito alle caratteristiche e agli ingredienti del menu (in particolare in presenza di bambini allergici o celiaci), se ci sono eventuali extra da pagare, ad esempio merenda, bibite e lavaggio biancheria, e se nel prezzo sono comprese tutte le attività offerte o se per alcune è previsto un sovrapprezzo.

5)      Spazi giusti

Gli spazi devono essere adeguati ai servizi offerti dal centro estivo, per questo è meglio chiedere del rapporto numerico educatori/bambini. Dev’essere previsto al massimo un educatore ogni dieci ragazzi, l’ideale sarebbe uno ogni cinque o sei.

6)      Personale e sicurezza

Chiedete e verificate le qualifiche degli educatori: ad esempio se è prevista la piscina o attività al mare gli operatori devono avere il diploma di bagnino/assistente bagnante. Inoltre, se ci sono piscine gonfiabili, occorre accertarsi della qualità e del ricambio dell’acqua utilizzata. Chiedete inoltre se hanno fatto almeno una volta il corso di primo soccorso (che come Adoc chiediamo diventi obbligatorio) e di disostruzione e lasciate uno o più numeri per le emergenze.

7)      Flessibilità

È fondamentale soprattutto per i genitori. Chiedete e verificate se il servizio offre più orari per l’entrata e l’uscita dei bambini, se c’è la possibilità di fare solo mezza giornata con o senza pranzo, se è possibile fare anche solo un’iscrizione giornaliera o bisettimanale. Ovviamente, dal punto di vista economico, le tariffe sono più convenienti se si prenotano più settimane e se sono presenti fratelli o sorelle (di solito sono previsti sconti intorno al 10-20% in questo caso).

 

Notizia pubblicata il 02/05/2019 ore 16.43

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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