L’estate 2016 non è stata particolarmente positiva per l’economia italiana, neppure dal punto di vista della bilancia commerciale. Nel calcolo delle esportazioni e delle importazioni, infatti, l’Istat rileva che nel mese di luglio si è verificata una tendenziale flessione delle vendite di prodotti all’estero (-7,3%) di ampia intensità sia per l’area extra UE (-8,8%), sia per l’area UE (-6,1%).Il calo delle esportazioni, sottolinea l’Istituto “è significativamente condizionato dalla differenza nei giorni lavorativi (21 a luglio 2016 contro i 23 di luglio 2015). Al netto di questo effetto, si rileva una contenuta flessione tendenziale (-0,9%), sintesi di un calo dell’export per l’area extra Ue (-3,2%) e di un aumento per l’area Ue (+1,1%)”.

L’analisi, però, non convince del tutto. Unione Nazionale Consumatori replica infatti che “Al di là della differenza dovuta ai giorni lavorativi, si tratta di dati preoccupanti ed allarmanti per le nostre industrie”. La domanda estera, infatti, ha sorretto in questi anni di crisi del settore manifatturiero italiano.

Mentre i consumi delle famiglie italiane precipitavano, le esportazioni sostenevano la nostra economia”, sottolinea Massimiliano Dona, segretario UNC. “Ora viene a mancare anche quest’ancora di salvataggio. Il rallentamento dell’economia globale costringerà il Governo, come dimostrano le previsioni di ieri di Confindustria, a rivedere pesantemente le previsioni di crescita e a rifare i suoi conti”.

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