Carburanti e inflazione, oggi la riunione della Commissione di allerta rapida sui prezzi (Foto mimit.gov.it)
Commissione di allerta rapida sui prezzi, oggi la riunione sulla crisi
La Commissione di allerta rapida sui prezzi si è riunita oggi per affrontare il caro carburanti legato alla guerra in Medio Oriente e le possibili ripercussioni sull’inflazione. Al via l’azione della Guardia di Finanza contro eventuali speculazioni
Intanto parte la Guardia di Finanza, con un piano operativo di intervento contro eventuali fenomeni speculativi. Che al momento non risultano diffusi, anche se gli aumenti al rialzo sui carburanti e soprattutto sul gasolio, intervenuti già dall’inizio di marzo, “non risultano ancora giustificati da una reale carenza di prodotto raffinato sul mercato”. Si è riunita oggi la Commissione di allerta rapida sui prezzi, convocata dal Garante per la sorveglianza dei prezzi per affrontare i rincari dei carburanti a fronte dell’escalation in Medio Oriente.
Piano operativo della Guardia di Finanza
“Allo stato attuale, il prezzo medio dei carburanti è al di sotto dei 2 euro al litro, valori ben lontani dai picchi registrati nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina: ulteriori aumenti dipenderanno dall’evoluzione e dalla durata delle tensioni internazionali – ha detto a margine delle riunioni il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso – Per questo abbiamo rafforzato il monitoraggio di Mister Prezzi su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, per impedire che le tensioni in Medio Oriente diventino un pretesto per speculazioni o rincari ingiustificati, e predisposto con il ministro Giorgetti un immediato piano operativo di intervento della Guardia di Finanza”.
La Commissione di allerta rapida sui prezzi ha affrontato i possibili effetti della guerra in Medio Oriente sui mercati energetici e, in una seconda riunione sempre oggi, sui prodotti di consumo. Al termine dell’incontro, Urso ha avuto un confronto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, per un aggiornamento sull’evoluzione della situazione e per concordare ulteriori azioni di contrasto a fenomeni speculativi, anche mediante un piano operativo di intervento della Guardia di Finanza.
“Al momento – ha aggiunto il ministro Urso – sulla rete dei distributori italiani non risultano diffusi fenomeni speculativi, al netto di una ventina di casi già segnalati da Mister Prezzi e ora all’esame dei militari delle Fiamme Gialle. L’attenzione si sta quindi ora concentrando sui passaggi a monte della filiera dei benzinai. Siamo in campo con questa ‘operazione trasparenza’, insieme a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti, per monitorare la situazione e intervenire tempestivamente contro ogni forma di speculazione”.
I prezzi al distributore
Le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati hanno registrato, nelle ultime quattro giornate rispetto alla chiusura di venerdì 27 febbraio, un aumento complessivo di 10 centesimi al litro per la benzina e di 26 centesimi per il gasolio.
Per quanto riguarda i prezzi al distributore, alla data del 6 marzo 2026, i valori medi nazionali in modalità self per benzina (1,76 €/l) e gasolio (1,91 €/l) risultano più elevati rispetto a venerdì 27 febbraio 2026, rispettivamente di 9,2 centesimi e 18,9 centesimi al litro. Nel corso dei lavori è emerso che, dopo l’aumento delle quotazioni internazionali, soprattutto del gasolio, ci sono stati “immediati e sensibili adeguamenti al rialzo, sin dai primi giorni di marzo 2026, dei listini dei prezzi consigliati dalle principali compagnie petrolifere. Aumenti che, allo stato attuale, non risultano ancora giustificati da una reale carenza di prodotto raffinato sul mercato”.
Per quanto riguarda gli effetti delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente sull’inflazione e sui prodotti agroalimentari, “i dati disponibili – afferma una nota del Ministero – non evidenziano ancora impatti generalizzati legati all’aumento dei prezzi dell’energia, se non in alcune rilevazioni o in specifici segmenti”. Anche qui il monitoraggio proseguirà nelle prossime settimane.
Da oggi la Commissione di allerta rapida si riunirà con cadenza settimanale, ogni venerdì, fino al superamento della fase di crisi, “per proseguire le attività di monitoraggio nei settori dell’energia e dei carburanti, al fine di garantire trasparenza e un’adeguata tutela dei consumatori”.
Consumatori: disinnescare il rischio di speculazioni
Adoc, Assoutenti e Federconsumatori, che partecipano ai lavori in rappresentanza di tutte le Associazioni dei Consumatori del CNCU, “hanno apprezzato – informa una nota – la tempestività della convocazione e l’impegno ad affrontare una situazione che non può e non deve lasciare il minimo margine a fenomeni speculativi, dannosi per i consumatori e per l’intero sistema economico”.
Le associazioni ricordano che, allo scoppio della guerra in Medio Oriente, i prezzi dei carburanti sono aumentati “alla velocità della luce” con “un rialzo fuori da ogni logica e da ogni tempistica accettabile, che, su nostra sollecitazione, ha giustamente destato la preoccupazione del Garante”.
La preoccupazione è per l’aumento dei prezzi di beni e servizi in generale, e per le ripercussioni sul carrello della spesa – i cui prezzi, dopo la crisi energetica seguita alla guerra russo-ucraina, “non si sono mai adeguati al ribasso”.
“È urgente disinnescare il rischio di rincari eccessivi e speculazioni, imparando dagli errori del passato – hanno sollecitato i consumatori – E bisogna farlo subito”.
Le associazioni chiedono “una sterilizzazione delle accise sui carburanti (di 20 cent al litro) e una rimodulazione dell’IVA per far sì che i rincari non siano aggravati da una tassazione che pesa in maniera eccessiva sul costo di benzina e diesel in Italia”.

