Regolamento europeo contro la deforestazione (Foto Pixabay)

La Commissione europea propone di escludere le importazioni di cuoio e pellame dal regolamento europeo contro la deforestazione (EUDR) Da dicembre la norma imporrà alle aziende (prima a quelle più grandi, dal 2027 alle piccole) che esportano nell’UE prodotti come soia, caffè, carne bovina e olio di palma l’obbligo di dimostrare che la propria merce non ha contribuito alla deforestazione. Adottato in origine dal 2023, il regolamento europeo contro la deforestazione è stato oggetto di diverse revisioni e azioni di semplificazione, le ultime adottate alla fine del 2025.

Per il WWF è un regolamento che, dopo l’ultima azione della Commissione europea, risulta indebolito, “resta in vigore e mantiene il suo impianto, già oggetto di precedenti semplificazioni, ma – afferma il WWF – dopo mesi di richieste di rinvio, flessibilità e alleggerimento da parte di diversi Stati membri, tra cui anche l’Italia, la Commissione europea ha presentato una revisione che ne riduce l’ambito di applicazione”.

L’azione della Commissione

Il 4 maggio la Commissione ha infatti pubblicato una relazione sulla semplificazione del regolamento riveduto dell’UE sulla deforestazione e una serie di ulteriori misure che “forniranno maggiore chiarezza agli operatori economici, agli Stati membri, ai paesi terzi e ad altri portatori di interessi, garantendo nel contempo la stabilità e la prevedibilità giuridiche”. Le misure comprendono una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, un documento di orientamento aggiornato e domande frequenti e un progetto di atto delegato sulla definizione del prodotto dell’EUDR.

Le misure di semplificazione adottate, quelle attuate dall’entrata in vigore nel 2023 e le ultime, “comporteranno una riduzione sostanziale degli oneri amministrativi – spiega Bruxelles – Si prevede che ridurranno i costi annuali di conformità per le imprese soggette agli obblighi dell’EUDR di circa il 75% rispetto all’EUDR originale”.

Cuoio fuori dal regolamento

Il progetto della Commissione prevede di escludere dal regolamento il cuoio e i pneumatici ricostruiti, e aggiunge altri prodotti a valle, come il caffè solubile e alcuni derivati dell’olio di palma, ed esenzioni per determinati materiali di imballaggio, prodotti usati e di seconda mano e rifiuti. La bozza è in consultazione fino al primo giugno.

Prevenire la deforestazione nei consumi

Il regolamento dell’UE sulla deforestazione mira a garantire che i beni chiave immessi sul mercato dell’UE non contribuiscano alla deforestazione e al degrado forestale, sia all’interno dell’UE che a livello mondiale. È stato dunque adottato nell’ottica del contrasto alla  crisi climatica e alla perdita di biodiversità e riguarda prodotti quali cacao, caffè, olio di palma, soia, legno, gomma.

Secondo la Commissione europea, “il principale fattore di deforestazione è l’espansione dei terreni agricoli legata alla produzione di sette materie prime contemplate dal regolamento: bovini, legno, cacao, soia, olio di palma, caffè, gomma e alcuni dei loro prodotti derivati”.

Secondo il regolamento, dunque, qualsiasi operatore o commerciante che immette queste materie prime sul mercato dell’UE, o ne esporta, deve essere in grado di dimostrare che i prodotti non provengono da terreni recentemente disboscati o hanno contribuito al degrado forestale. L

Le tappe della normativa sono le seguenti: il regolamento si applicherà a decorrere dal 30 dicembre 2026 alle grandi e medie imprese, nonché alle microimprese e alle piccole imprese del settore del legname, e dal 30 giugno 2027 ad altre microimprese e piccole imprese.

Secondo Bruxelles, le nuove norme hanno già iniziato a dispiegare effetti.

“Anche prima di entrare in applicazione, il regolamento – afferma la Commissione – ha già innescato cambiamenti positivi sia nel settore pubblico che in quello privato, apportando maggiore trasparenza alle catene di approvvigionamento e aprendo nuove opportunità di mercato per i prodotti a deforestazione zero”.

WWF: servono decisioni più ambiziose

Ma negli ultimi due anni, fra rinvii e modifiche, il regolamento europeo secondo il WWF è stato indebolito passo dopo passo, ancora prima dell’effettiva applicazione.

“Tra le criticità più evidenti della proposta della Commissione- ha evidenziato il WWF – c’è l’esclusione della pelle dal campo dei prodotti oggetto del Regolamento, rischiando di aprire la strada a deroghe anche per altri prodotti legati alla distruzione delle foreste. Una scelta che risponde alle pressioni di alcune filiere industriali europee, comprese quelle italiane, ma che finisce per penalizzare le imprese più virtuose, già impegnate per adeguarsi al regolamento. Si crea così una distorsione del mercato: chi ha investito nella sostenibilità viene svantaggiato, mentre chi chiede eccezioni ne trae beneficio”.

Tutto questo va inquadrato insieme da altri dati. I consumi europei, calcola l’associazione, richiedono l’abbattimento di circa 100 alberi al minuto e ogni anno di ritardo nell’applicazione delle nuove norme comporta la perdita di quasi 50 milioni di alberi.

Spiega Edoardo Nevola, responsabile Foreste del WWF Italia: «Continuare a indebolire il regolamento significa aumentare la deforestazione e aggravare la crisi climatica, proprio mentre servirebbero decisioni più ambiziose».

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