Visita dei Consumatori al Distretto Eni di Ravenna: nella giornata di ieri i Presidenti e Responsabili Nazionali Energia di 15 Associazioni dei Consumatori hanno visitato il Distretto Centro Settentrionale di Eni a Ravenna per vedere da vicino le attività operative e parlare di sicurezza, sostenibilità ambientale e ricerca tecnologica. La visita si inserisce in una consolidata relazione di trasparenza e dialogo tra Eni e il mondo consumeristico italiano.

img_3681Eni è presente a Ravenna dal 1952, anno della prima scoperta on shore di gas, e questa lunga tradizione ha favorito lo sviluppo di un distretto di eccellenza Oil&Gas, che vanta un indotto diretto e indiretto di oltre 7.000 persone. Nel corso dell’incontro sono state presentate le performance HSE (Salute, Sicurezza e Ambiente) di Eni, che nel 2015 hanno registrato un indice di frequenza degli infortuni per milione di ore lavorate pari allo 0,25, con una riduzione del 40% rispetto al 2014 e in ulteriore miglioramento del 10% nel primo trimestre 2016. Un risultato tra i migliori del comparto Oil&Gas, e significativamente inferiore all’indice di frequenza infortuni della media dell’industria italiana e europea (che riporta valori pari al 10).

I rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori hanno avuto l’opportunità di visitare una delle piattaforme offshore di Eni al largo della costa ravennate, la Garibaldi C, da cui si produce gas naturale, tra le fonti di energia più pulite attualmente accessibili. Oggi la produzione di gas del DICS è di circa 60 mila barili di olio equivalente al giorno, che rappresenta il 7% della produzione energetica nazionale. Attorno a queste piattaforme si è sviluppato un fiorente mercato delle cooperative di pescatori che puliscono le gambe degli impianti, sui quali crescono spontaneamente le cozze e, sulla base di specifiche autorizzazioni, le commercializzano.

Altro esempio della sostenibilità dell’attività di estrazione degli idrocarburi è l’Oasi Marina Piattaforma Paguro: relitto di una piattaforma metanifera che per la prima volta in Italia è stato riconosciuto come sito di interesse comunitario dalla regione Emilia-Romagna nel 2010.

Molto interesse ha suscitato il programma, recentemente lanciato da Eni, per l’identificazione di possibili soluzioni di riutilizzo e riqualifica degli impianti offshore, in modo particolare per la riconversione delle strutture esistenti in centri di produzione di energie rinnovabili. E’, infatti, allo studio la possibilità di installare sulle piattaforme impianti eolici, sia per generazione interna (autoconsumo) sia eventualmente per esportazione a terra. Inoltre, al processo di riconversione si affiancherà un rinnovato impegno nella ricerca, che porterà alla creazione di poli tecnologici per la sperimentazione delle tecnologie più avanzate. Un esempio è lo studio per la creazione di una piattaforma sperimentale offshore che vedrà l’implementazione simultanea di nuove tecnologie di generazione elettrica derivante dalle maree, dal moto ondoso, dalle correnti marine e dai gradienti di salinità e temperatura.

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