Ethical Sport, al via il progetto per il certificato antibullismo nelle palestre (Foto: De Carolis, Blandamura, Ministro Abodi, Silva, fonte Konsumer Italia)

Ethical Sport, al via il progetto per il certificato antibullismo nelle palestre

Al via il progetto pilota Ethical Sport con l’obiettivo di dare il certificato antibullismo nelle palestre. Si parte dal pugilato e da dieci società sportive nel Lazio. Il progetto è realizzato da Konsumer Italia e dall’Osservatorio Nazionale Contro il Bullismo in collaborazione con la Federazione Pugilistica Italiana

Dare il certificato antibullismo alle palestre, a partire dal pugilato. Questo l’obiettivo del progetto pilota “Ethical Sport” che è stato presentato sabato presso la Sala Auditorium del Palazzo delle FSN CONI.

Il progetto è stato finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche Familiari, promosso e realizzato da Konsumer Italia e dall’Osservatorio Nazionale Contro il Bullismo in collaborazione con la Federazione Pugilistica Italiana.

Si pone come obiettivo, informa una nota stampa, quello di «certificare, con una innovativa procedura antibullismo, gli ambienti logistici e umani frequentati dai nostri ragazzi, le palestre, in quel momento valoriale e altamente formativo rappresentato dallo Sport, volti a un livello massimo di attenzione allo loro sicurezza fisica ed emotiva».

A partire da questo mese inizieranno il percorso di certificazione dieci società sportive del Comitato Regionale Lazio FPI.

 

Team CONI, FPI, Konsumer e Osservatorio. Fonte: Konsumer Italia

 

Ethical Sport, una buona pratica nel panorama sportivo italiano

Il progetto, ideato dalla Project Leader Giorgia Venerandi, consentirà dunque a 10 società sportive del Comitato Regionale Lazio FPI di ottenere la “Certificazione Antibullismo”, riconosciuta sia a livello nazionale che internazionale. La Federazione diventerà la prima a portare una “best practice” all’interno del panorama sportivo italiano.

«Il pugilato è uno sport fatto di regole, che spesso curano le ferite di una vita iniziata in salita – ha sottolineato al tavolo di lavori Silvia Salis, Vice Presidente Vicario CONI – Lo sport ha una grande responsabilità: noi possiamo creare gli anticorpi per capire cosa sia giusto e sbagliato e davanti a una ingiustizia sentirci abbastanza amati per poterla denunciare».

Alberto Tappa, Segretario Generale Federazione Pugilistica Italiana, ha portato il saluto del Presidente FPI Flavio D’Ambrosi, sottolineando un’adesione molto sentita: «Abbiamo deciso di far partire questo progetto pilota con le società del Lazio, per poter essere dei precursori e dare un segnale importante. L’iniziativa rientra nel nuovo piano formativo messo in atto dalla Federazione Pugilistica Italiana, che, nell’ambito del Progetto 80 Milioni di Sport e Salute, ha previsto il progetto ‘Etica e Ring’, come spin-off della Scuola Nazionale di Pugilato».

Alla presentazione è intervenuto Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani: «Oggi assistiamo alla segnalazione di un tema e alla certificazione di un impegno. La certificazione sarà una delle strategie che applicheremo per prevenire il fenomeno del bullismo. Un plauso a chi ha raccolto l’impegno di governo ed alla Federazione Pugilistica sempre in prima linea. Esprimo la mia vicinanza al mondo dello sport, un mondo che è il senso più profondo della mia vita».

Per Raffaella Grisafi, Vicepresidente Konsumer Italia, «la formula che unisce il mondo dei consumatori e lo sport è quel bagaglio di regole, sicurezza e allenamento alla vulnerabilità. Abbiamo bisogno di allenarci alla tutela delle regole per sapere, poco prima di ricevere il colpo, quali strategie mettere in atto. Lo sforzo di Konsumer sarà quello di continuare questo progetto e speriamo sia un’occasione per poter reiterare in questo ambiente altre tematiche noi care».


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