Il mercato dei farmaci contraffatti è sempre più diffuso e sempre più redditizio. Si tratta di un mercato ormai globale e molto ampio, che alimenta un giro d’affari di almeno 200 miliardi di dollari Usa l’anno (ma il dato andrà aggiornato perché è del 2005) e ha un impatto negativo sulla salute: priva i pazienti di trattamenti adeguati, contribuisce alla diffusione della resistenza agli antimicrobici, senza contare i danni che crea alle aziende farmaceutiche. Si stima che il 32% dei farmaci contraffatti non contenga principio attivo e il 20% non ne contenga in quantità corrette.
farmaci onlineNon solo. Secondo il Pharmaceutical Security Institute, partner di AIFA (Agenzia italiana del farmaco) nel progetto Fakeshare,  il 32% dei farmaci contraffatti non contiene principio attivo, il 20% ne contiene quantità non corrette, il 21.4% è composto da ingredienti sbagliati, il 15.6% ha corrette quantità di principi attivi ma un packaging falso, l’8.5% contiene alti livelli di impurità e contaminanti. Questi prodotti viaggiano soprattutto via internet: è il mondo online lo strumento più diffuso per vendere e comprare medicinali che risultano contraffatti. Un focus sulla contraffazione del farmaci viene dal recente rapporto dell’OCSE “Illicit Trade: Converging Criminal Networks”, dedicato all’analisi di tutti i mercati illegali che creano zone d’ombra nell’economia globale: l’obiettivo del report è rafforzare le politiche volte a ridurre i traffici illeciti di farmaci, sigarette, alcol, stupefacenti e armi attraverso solide collaborazioni tra Governi, imprese e società civili.
Nel documento c’è appunto anche un focus sui medicinali contraffatti. Spiega l’Aifa: “I più grandi insuccessi nella lotta alla contraffazione dei farmaci vanno ricondotti all’assenza di cooperazione internazionale. I successi sono, invece, legati ad iniziative fondate sulla cooperazione tra istituzioni e tra Paesi e all’adozione di misure internazionali in grado di rafforzare la protezione dei pazienti e la tutela della salute pubblica a livello globale”. Risale all’ottobre 2011 la firma, da parte di 14 paesi, della Convenzione Medicrime del Consiglio d’Europa sulla contraffazione dei medicinali e crimini simili che comportano minacce per la salute pubblica: si tratta, ricorda l’Aifa, del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che trasforma in reato penale la contraffazione, la fabbricazione e la distribuzione di medicinali messi sul mercato senza autorizzazione o in violazione delle norme di sicurezza. Il testo introduce sanzioni penali, ma anche misure di prevenzione e di tutela delle vittime. A oggi la convenzione è stata firmata da 26 paesi e 6 l’hanno ratificata (Spagna, Ungheria, Moldavia, Armenia, Ucraina, Guinea), permettendone l’entrata in vigore: affinché essa possa operare in modo efficace, è però necessario che più Paesi procedano alla ratifica senza indugio, in particolare nell’area dell’Unione Europea.
La collaborazione internazionale e il coordinamento rappresentano una delle armi principali contro la contraffazione di farmaci, specialmente per intervenire sui mercati che si svolgono attraverso canali illegali. Una delle ultime allerte dell’Aifa, datata lo scorso febbraio, riguarda ad esempio il rinvenimento di flaconi contraffatti di Dysport 500, medicinale a base di tossina botulinica autorizzato al commercio in Italia. L’Ufficio Qualità dei Prodotti e Contraffazione dell’AIFA ha ricevuto una comunicazione da parte dell’Azienda farmaceutica, a seguito della segnalazione a quest’ultima inviata da un medico, sulla sospetta falsificazione di alcuni flaconi del farmaco con confezionamento in lingua italiana. Dai controlli è emerso che i flaconi, contenenti polvere per soluzione per uso iniettabile, presentavano un difetto nell’apertura del flacone e che il lotto e la scadenza segnalati non risultavano associati ad alcun lotto di produzione dell’Azienda. Successivi accertamenti hanno inoltre portato al ritrovamento di ulteriori flaconi contraffatti con confezionamento in lingua turca.

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