La bolletta ogni 28 giorni non s’ha da fare. L’ultima iniziativa contro il passaggio degli operatori telefonici alla fatturazione ogni quattro settimane viene dal Movimento Difesa del Cittadino, che oggi ha lanciato una petizione su change.org per chiedere un deciso stop alla fatturazione a 28 giorni decisa da Tim, Wind, Vodafone e Fastweb. L’opzione, fra l’altro, riguarda anche la pay tv: Sky ha annunciato il passaggio a questa periodicità a partire dal 1° ottobre.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, proprio qualche giorno fa, ha deciso di avviare procedimenti sanzionatori nei confronti di Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per “il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche”. Nella petizione su change.org si legge: “Queste ipotetiche sanzioni però servono a poco e, se arriveranno, saranno naturalmente impugnate al TAR e poi a Consiglio di Stato con cause che dureranno anni. Dal 1° Ottobre anche SKY ha annunciato che farà altrettanto e l’artificio contabile si estenderà ad altri milioni di utenti delle piattaforme TV che pagheranno di più e forse a breve anche per le bollette di luce e gas”. Cosa fare dunque?

“L’unico modo per bloccare questo ulteriore salasso, che rischia seriamente di estendersi anche a bollette di luce e gas è cambiare una volta per tutte il Codice delle Comunicazioni garantendo davvero gli utenti e rafforzando i poteri dell’Agcom”, dice il presidente nazionale di MDC Francesco Luongo. Nella sua petizione, l’associazione chiede a Governo e Parlamento “l’urgente modifica dell’art. 70 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche inserendo l’obbligo del rispetto del calendario legale nella fatturazione di tutti i servizi di comunicazione elettronica e pay tv e l’introduzione del divieto da parte degli operatori di modificare condizioni contrattuali e tariffe per tutta la durata del contratto, salvo diverso accordo con il cliente, abrogando il semplice preavviso di 30 giorni per il recesso previsto oggi”.

La petizione verrà consegnata al Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, al Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ed all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

La denuncia dei Consumatori nei confronti della fatturazione a 28 giorni fa leva sul fatto che, in questo modo, le compagnie telefoniche introducono una “tredicesima” mensilità con un aggravio di spesa per gli utenti. La stessa Sky, del resto, ha riconosciuto che per gli abbonati l’aumento sarà pari all’8,6%.

“Questo nuovo “mese telefonico” può rappresentare un punto di svolta per capire se in Italia i diritti dei consumatori contano ancora qualcosa o meno – conclude Luongo – Il Movimento Difesa del Cittadino invita i cittadini a firmare la petizione per sostenere con forza una richiesta che mette fine a questi odiosi giochetti con cui gli operatori cercano di arricchirsi a danno dei loro clienti”.

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