La Commissione europea non è riuscita, ancora una volta, a ottenere un sostegno sufficiente da parte dei governi europei alla proposta di estendere per ulteriori 18 mesi l’autorizzazione Ue per il glifosato. La Commissione infatti, pur volendo rinnovare la concessione per l’uso del noto diserbante per altri 18 mesi, non vorrebbe decidere al posto degli Stati membri. Ora la decisione passa al Comitato d’appello, mentre i governi rimangono scettici. Intanto, la pressione dell’opinione pubblica continua a salire.”Autorizzare il glifosato per altri 9 anni o 18 mesi non cambia molto nella pratica. Finché non ci sarà un chiaro divieto a livello europeo, continueremo a vivere in un mondo che viene inondato con un erbicida che è anche un probabile cancerogeno”, ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. “È scandaloso, ma purtroppo non così insolito per la Commissione tenere sul mercato pesticidi pericolosi dopo la scadenza della licenza”.
La Commissione già in passato, ha prorogato l’autorizzazione per sostanze che l’Agenzia europea per le sostanze chimiche ha individuato come altamente dannose per la nostra salute. Solo quest’anno la Commissione ha già esteso le licenze di 37 pesticidi, comprese sostanze che la l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha classificato come una seria minaccia per la salute. L’elenco include il flumioxazin della Sumitomo Chemical e il linuron della Bayer, entrambe considerate probabilmente in grado di danneggiare il sistema riproduttivo umano. La novità è che i governi hanno smesso di avallare acriticamente le proposte della Commissione.
Tuttavia, la loro linea di pensiero non è ancora abbastanza forte.“Per la terza volta gli Stati Membri hanno perso un’occasione per esprimere il loro no al rinnovo dell’autorizzazione del glifosato, nascondendosi così dietro una decisione che ora sarà rimandata all’Appeal Committee, che si esprimerà a giorni. La mancanza di unità tra gli Stati e in alcuni casi anche al loro interno è un chiaro segno della necessità di una riflessione sull’uso di questa sostanza, riflessione che va oltre i potenziali pericoli per la nostra salute”, commenta Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia.
La decisione sul rinnovo dovrebbe basarsi infatti sul principio di precauzione, che consente di impedire la distribuzione di prodotti che possano essere pericolosi o di ritirarli dal mercato nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio, come succede ora con il glifosato. “La questione però non è solo scientifica ma ha un alto valore politico, in quanto indica il tipo di agricoltura che le istituzioni europee vogliono per l’Europa di domani. Non dimentichiamoci che il cibo è un tema fondamentale per tutti noi e la sua produzione ha conseguenze dirette sull’ambiente e gli ecosistemi”, conclude Pascale.

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