Hantavirus, gli ultimi aggiornamenti (Foto Pixabay)
Hantavirus, OMS: rischio basso per la salute pubblica
Il focolaio di hantavirus preoccupa il mondo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, sebbene si tratti di un grave incidente, il rischio per la salute pubblica è basso. Finora i casi segnalati sono otto
Sebbene si tratti di un incidente grave, l’Organizzazione mondiale della Sanità valuta come basso il rischio per la salute pubblica che viene dal focolaio di hantavirus che si è sviluppato a partire da una nave da crociera. La priorità è ora quella di tracciare la mappa delle persone contagiate e di quelle che risultano sbarcate, dato che almeno 29 passeggeri di diverse nazionalità hanno lasciato la nave da crociera il 24 aprile dall’Isola di Sant’Elena. Da Bruxelles la Commissione europea sta coordinando una risposta sulla crisi sanitaria. Il meccanismo di protezione civile è stato attivato dalla Spagna. Oggi la nave da crociera, sulla quale nessuno dei passeggeri presenta ora sintomi, sta proseguendo il viaggio verso le Canarie. Le organizzazioni sanitarie rassicurano: non è come il Covid e non si prevede una pandemia (Ansa).
So far, eight cases of #hantavirus have been reported, including three deaths.
While this is a serious incident, @WHO assesses the public health risk as low.
WHO will continue to work with all relevant governments and partners to provide care for those who are affected, protect… pic.twitter.com/NEBHXrqurT
— Tedros Adhanom Ghebreyesus (@DrTedros) May 7, 2026
A oggi otto casi, tre decessi
Il focolaio con la presenza di gravi problemi respiratori è stato notificato il 2 maggio. Il virus, spiega l’ECDC (Centro europeo per la prevenzionee il controllo delle malattie) è stato identificato come hantavirus delle Ande, l’unico hantavirus in grado di trasmettersi da persona a persona, il che richiede in genere un contatto stretto e prolungato.
Secondo l’ultimo aggiornamento dell’OMS, finora sono stati segnalati otto casi, dei quali tre decessi. Cinque sono stati confermati come hantavirus.
Ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS: “Sebbene si tratti di un incidente grave, l’OMS valuta il rischio per la salute pubblica come basso”. Ha inoltre osservato che, dato il periodo di incubazione, “è possibile che vengano segnalati altri casi”.
“Le nostre priorità sono garantire che i pazienti colpiti ricevano le cure necessarie, che i restanti passeggeri a bordo della nave siano tenuti al sicuro e trattati con dignità, e prevenire un’ulteriore diffusione del virus”.
Da quando è stata informata della situazione, l’OMS si è arrivata, ha inviato un esperto a bordo della nave e ha predisposto la spedizione di 2500 kit diagnostici dall’Argentina a laboratori di cinque paesi per rafforzare la capacità di effettuare test. Sta inoltre elaborando linee guida operative dettagliate per lo sbarco sicuro e rispettoso e il successivo viaggio di passeggeri ed equipaggio al loro arrivo.
Cosa sono gli hantavirus?
Le istituzioni sanitarie sono poi impegnate nella diffusione di informazioni e comunicazioni al pubblico che spiegano di quale virus si stia parlando. Gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori e vengono occasionalmente trasmessi all’uomo. L’infezione nell’uomo può causare gravi malattie e spesso la morte, ma le patologie variano a seconda del tipo di virus e dell’area geografica. Fra le specie che causano malattie fra gli esseri umani ci sono i virus Andes (ANDV) e Sin Nombre (SNV) nelle Americhe e i virus Puumala e Dobrava in Europa.
L’Istituto superiore di sanità spiega che le infezioni da hantavirus sono relativamente rare a livello globale. Nel 2025, nella Regione delle Americhe, otto paesi hanno segnalato 229 casi e 59 decessi con un tasso di letalità del 25,7%. Nella Regione europea, nel 2023 sono state segnalate 1885 infezioni da hantavirus (0,4 per 100.000), segnando il tasso più basso osservato tra il 2019 e il 2023.
L’infezione si contra soprattutto attraverso il contatto con urina, feci o saliva di roditori infetti o toccando superfici contaminate. “Ad oggi, la possibilità di trasmissione interumana è stata documentata esclusivamente per il virus Andes, diffuso principalmente in Argentina e Cile, che è anche quello che secondo le prime analisi ha causato il focolaio sulla nave – spiega l’Istituto superiore di sanità – Infezioni secondarie tra gli operatori sono state precedentemente documentate nelle strutture sanitarie, sebbene rimangano rare”.

