Industria chimica e PFAS, piano d’azione Ue. La denuncia: “Deregolamentazione che mette a rischio la salute” (Foto Polina Tankilevitch per Pexels)
Industria chimica e PFAS, piano d’azione Ue. La denuncia: “Deregolamentazione che mette a rischio la salute”
La Commissione europea ha presentato un piano d’azione per l’industria chimica che prevede anche interventi sui PFAS e un pacchetto di semplificazione sulle sostanze chimiche. La critica: dai cosmetici ai forever chemicals, a rischio la salute dei cittadini
Un piano d’azione per l’industria chimica volto a “rafforzare la competitività e la modernizzazione del settore chimico dell’Ue”. Fra i pilastri del piano c’è anche un’azione nei confronti delle sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche, i PFAS. È quanto presentato ieri dalla Commissione europea, un piano d’azione – spiega Bruxelles – che affronta le principali sfide del settore chimico, “vale a dire gli elevati costi dell’energia, la concorrenza globale sleale e la debolezza della domanda, promuovendo nel contempo gli investimenti nell’innovazione e nella sostenibilità”.
Il piano è accompagnato da un omnibus di semplificazione sulle sostanze chimiche, il sesto che la Commissione ha presentato finora in questo mandato, per “razionalizzare e semplificare ulteriormente la legislazione fondamentale dell’UE in materia di sostanze chimiche, unitamente a una proposta volta a rafforzare la governance e la sostenibilità finanziaria dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA).”
L’industria chimica in Ue
Per la Commissione europea il settore chimico “è vitale per l’economia europea e sostiene la produzione di quasi tutte le merci”.
«Le sostanze chimiche sono la madre di tutte le industrie, con oltre il 96% dei prodotti manifatturieri che si affidano alle sostanze chimiche –ha detto Stéphane Séjourné, Vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la strategia industriale – Il piano d’azione odierno (di ieri ndr) sulle sostanze chimiche è il nostro piano aziendale per garantire il futuro di questo settore critico in Europa».
Non mancano però le critiche, che bollano il provvedimento come una “deregolamentazione” che mette in pericolo la salute delle persone, dall’azione sui cosmetici a quella sui PFAS, le “sostanze chimiche per sempre” collegate a gravi rischi per la salute fra cui cancro, indebolimento del sistema immunitario e danni allo sviluppo.
Semplificazione e azione sui PFAS
Il piano per l’industria chimica presentato da Bruxelles si basa su quattro pilastri: resilienza e parità di condizioni; energia a prezzi accessibili e decarbonizzazione; mercati trainanti e innovazione; PFAS.
Il pacchetto di semplificazioni che lo accompagna prevede poi “la semplificazione delle norme sull’etichettatura delle sostanze chimiche pericolose, il chiarimento dei regolamenti dell’UE in materia di cosmetici e l’agevolazione della registrazione dei prodotti fertilizzanti dell’UE allineando i requisiti in materia di informazioni alle norme REACH standard per le sostanze chimiche”. Secondo la Commissione, queste misure dovrebbero consentire all’industria di risparmiare almeno 363 milioni di euro all’anno.
L’azione sui PFAS ribadisce l’impegno della Commissione a ridurre al minimo le emissioni di PFAS attraverso “una restrizione solida e basata su dati scientifici, garantendo nel contempo il proseguimento dell’uso in applicazioni critiche a condizioni rigorose quando non sono disponibili alternative che saranno proposte rapidamente dopo il parere dell’ECHA”. La Commissione investirà inoltre nell’innovazione, promuoverà la bonifica sulla base del principio “chi inquina paga” e darà priorità allo sviluppo di alternative più sicure.
«Norme più semplici e chiare in materia di etichettatura dei prodotti chimici, cosmetici e fertilizzanti andranno a vantaggio sia delle imprese che dei consumatori – ha detto Valdis Dombrovskis, Commissario per l’Economia e la produttività e per l’Attuazione e la semplificazione – Analogamente, procedure semplificate per le autorizzazioni dei prodotti consentiranno alle imprese, in particolare alle piccole e medie imprese, di risparmiare tempo e denaro, consentendo loro di innovare, sviluppare nuovi prodotti e nuovi mercati».
Lo sguardo di Bruxelles è dunque puntato sull’industria.
Sostiene Jessika Roswall, Commissaria per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitività: «Per un’Europa forte, competitiva e sicura, abbiamo bisogno di un settore chimico fiorente. La tutela della salute delle persone e dell’ambiente deve andare di pari passo con il successo delle imprese. Attraverso il nostro piano d’azione europeo per l’industria chimica, semplificheremo le norme, manterremo la nostra salute e il nostro ambiente sicuri e guideremo l’innovazione e la circolarità. Questa è la chiave per rafforzare la base produttiva europea e promuovere il vantaggio competitivo dell’Europa».
Le critiche: deregolamentazione, salute a rischio
Ma le critiche al piano non mancano. Secondo l’organizzazione europea no profit Alleanza per la salute e per l’ambiente (Health and Environment Alliance, HEAL) si tratta di una deregolamentazione che mette in pericolo la salute delle persone.
La proposta sulle sostanze chimiche, se approvata, “ indebolirà significativamente le tutele previste dal regolamento sui prodotti cosmetici, consentendo l’uso prolungato di agenti cancerogeni e di altre sostanze chimiche nocive nei prodotti per la cura della persona”.
Allo stesso tempo, denuncia HEAL, dalla Ue c’è esitazione nel limitare gli usi industriali dei PFAS. “Dato che la valutazione scientifica della restrizione sui PFAS non è stata completata e che la maggior parte dell’inquinamento da PFAS proviene da attività industriali, queste iniziative riflettono una preoccupante tendenza a dare priorità agli interessi dell’industria rispetto alla salute pubblica e alla sicurezza dei consumatori”, denuncia l’organizzazione.
Gran parte della popolazione in europa sta già subendo le conseguenze dell’inquinamento da PFAS, ci sono molte comunità mobilitate (basti ricordare in Italia la vicenda della ex Miteni e la contaminazione da PFAS dell’acqua potabile per un bacino che interessa 350 mila persone).
La Commissione ha annunciato l’intenzione di limitare l’uso dei PFAS in diversi prodotti di consumo ma per HEAL “il suo impegno ad affrontare efficacemente il problema dei PFAS negli usi industriali rimane poco chiaro”.
Molto duro il giudizio della Dott.ssa Esther Smollich , Responsabile Scientifico e Politico Senior per la Salute e le Sostanze Chimiche presso HEAL: «La Commissione Europea sta aprendo la strada all’uso prolungato di note sostanze cancerogene nei prodotti per la cura della persona di uso quotidiano. Questa non è una semplificazione, ma una deregolamentazione a scapito della salute pubblica e in totale contrasto con il Piano Europeo per la Lotta al Cancro».
L’Alleanza si dichiara dunque preoccupata per “la mancanza di trasparenza e conformità dei processi relativi a queste presunte iniziative di “semplificazione” per il settore chimico” ed “esorta i responsabili politici a respingere le proposte che ridurrebbero le tutele fondamentali per la salute pubblica contro le sostanze chimiche più dannose”.

