Vendite al dettaglio in calo nel mese di febbraio. Lo dice l’Istat che registra, rispetto al mese precedente, un decremento dello 0,3% in valore e dello 0,7% in volume. A pesare sono soprattutto le vendite di beni alimentari che segnano una diminuzione dell’1,1% in valore e del 2% in volume. Le vendite di beni non alimentari, invece, restano sostanzialmente stabili con un aumento dello 0,1% in valore e una variazione nulla in volume. Rispetto a febbraio 2016, le vendite al dettaglio diminuiscono dell’1,0% in valore e il 2,4% in volume. carrello-spesaPer i prodotti alimentari si rileva una diminuzione dell’1,2% in valore e del 4,8% in volume. Le vendite di prodotti non alimentari sono in flessione dello 0,9% sia in valore sia in volume.

Il dato di oggi ci riporta, purtroppo, alla dura realtà”, commenta l’Unione Nazionale Consumatori. L’associazione fa notare come il dato di gennaio, quando si era registrato rispetto a dicembre un rialzo in valore dell’1,4%, il più ampio da cinque anni, era solo un rimbalzo tecnico.

“In particolare, è allarmante l’ennesima riduzione delle vendite alimentari: il crollo annuo in volume del 4,8% significa che gli italiani non solo hanno ridotto gli sprechi, ma stanno letteralmente mangiando di meno”, aggiunge Massimiliano Dona, presidente UNC, “Non si salva nessuno: scendono le vendite di ipermercati, supermercati e persino discount, che finora erano gli unici ad aver retto e che ora, invece, registrano un calo dell’1,2 per cento”.

La riduzione delle vendite dei beni alimentari è “Un dato che, proprio per le sue caratteristiche, dovrebbe destare estrema preoccupazione: i consumi alimentari, infatti, sono gli ultimi ad essere intaccati in una situazione di crisi”, fa notare Federconsumatori, sottolineando che tale contrazione è segno che le famiglie stanno vivendo una situazione di estremo disagio, confermata anche dai gravi tagli avvenuti sulle spese per la salute, con vere e proprie rinunce alle cure.

Complice di questo andamento è anche la grave impennata dei prezzi registrata nell’ultimo mese, che ha fatto segnare al carrello della spesa una crescita del +2,3%.

“I prezzi crescono, mentre i redditi sono fermi e la disoccupazione continua ad attestarsi su livelli allarmanti. È evidente che, per porre un argine a questa situazione, il Governo deve intervenire urgentemente”, conclude l’associazione.


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