Nel 2012 i reclami arrivati all’Ivass sono stati 31.000, 50 milioni le sanzioni inflitte alle compagnie assicurative. L’Ivass vuole migliorare la tutela del consumatore: sta studiando un meccanismo stragiudiziale per la risoluzione delle controversie, analogo all’Arbitro Bancario Finanziari. Ma la vera nota dolente sono le tariffe RC Auto che possono e devono scendere. Questi i punti centrali della relazione annuale dell’Ivass, presentata oggi a Roma dal Presidente Salvatore Rossi. Nonostante la crisi, nel 2012 le imprese assicurative hanno prodotto utili per quasi 6 miliardi di euro. Risultati positivi a cui però l’Ivass guarda con attenzione: a marzo scorso l’Istituto di vigilanza ha richiamato l’attenzione delle compagnie sulla necessaria prudenza nella distribuzione degli utili e nelle politiche di remunerazione di amministratori e dirigenti. E’ stato anche avviato un controllo semestrale della vulnerabilità delle imprese nel ramo vita a scenari prolungati di rendimenti bassi ed è stato richiamato il mercato alla correttezza dei comportamenti in materia di investimenti, specialmente in titoli strutturali.
Ma sul tavolo dell’Ivass ci sono importanti dossier su cui si concentra l’attenzione: quello sul gruppo Generali che ha avviato un importante processo di ristrutturazione, e sta interessando sia i mercati esteri in cui esso opera sia il sottogruppo italiano. L’Ivass sta vigilando affinché sia salvaguardata la sana e prudente gestione delle singole imprese coinvolte e del gruppo nel suo complesso.
C’è poi il dossier sulla seconda fase dell’integrazione Unipol-Fondiaria-Sai, che implica la fusione tra alcune delle società dei due gruppi: si sta valutando, attraverso incontri serrati con le compagnie interessate e con altre Autorità, la sussistenza dei requisiti prudenziali in capo alla società che risulterebbe dalla fusione, seguendo il dettato della legge. All’inizio del 2013 è stato definito un piano di ispezioni: sono già stati avviati 11 accertamenti, in particolare presso le società coinvolte nella fusione Unipol-Fondiaria Sai.
E poi c’è il fenomeno del caro RC Auto che attende una soluzione: il Presidente dell’Ivass ha ricordato che Pitruzzella ha richiamato questo problema nella relazione annuale dell’Antitrust, presentata qualche giorno fa. La differenza tra le tariffe che si pagano in Italia e quelle che si pagano negli altri paesi europei è grande e sta assumendo i connotati di una grave ingiustizia per le famiglie italiane che già si trovano in una situazione di estrema difficoltà. Quindi non si può più far finta di nulla, ma bisogna agire anche perché c’è un altro pericoloso segnale: cresce sempre di più il numero di veicoli che circolano senza assicurazione. La questione è complessa e i motivi sono tanti (ormai arcinoti): scarsa concorrenza; inefficienze delle imprese, anche nella liquidazione dei sinistri; costi indebiti legati a comportamenti fraudolenti degli assicurati nel richiedere indennizzi sui sinistri, talvolta con l’intervento della criminalità organizzata. “Quest’ultima patologia – ha detto Rossi – produce forti distorsioni del mercato, acute in alcune aree del Mezzogiorno dalle quali le imprese di assicurazione tendono a ritirarsi, a volte anche con pratiche elusive dell’obbligo a contrarre”.
Bisogna individuare soluzioni rapide e durature perché “le tariffe possono e debbono scendere,e l’Ivass si adopererà perché questo obiettivo si realizzi. “Le misure introdotte lo scorso anno dai decreti “liberalizzazioni” e “sviluppo bis”, nei quali sono confluite molte delle proposte di riforma avanzate nel 2010 dall’Isvap al Governo e al Parlamento, già consentono dei progressi”. “L’Ivass sta redigendo i numerosi regolamenti attuativi, sta collaborando con i Ministeri competenti a predisporne altri, sta realizzando le previste infrastrutture tecnologiche. Il Presidente delll’Ivass ha annunciato un’iniziativa comune, da avviare assieme all’Antitrust.
Altre azioni sul fronte della tutela dei consumatori: contrasto, in collaborazione con le altre Autorità europee, ai comportamenti scorretti di alcune imprese assicurative “esterovestite” che in realtà sono riconducibili a soggetti italiani che compromettono la reputazione del sistema.
Resta alta l’attenzione dell’Ivass sulle polizze abbinate a mutui e ad altri finanziamenti, per verificare la correttezza delle pratiche di vendita da parte delle imprese assicurative e dei loro partner bancari; un tema, anche di natura concorrenziale, comune ad altri paesi europei. È in corso di definizione un piano di interventi sulle compagnie e sulle banche distributrici a tutela dei consumatori; nel frattempo abbiamo avviato alcuni accertamenti ispettivi.
Il Presidente dell’Ivass ha poi ricordato che, nel suo primo anno di attività, il Contact Center Consumatori, servizio telefonico gratuito per l’assistenza e l’orientamento del consumatore, ha ricevuto 70.000 telefonate: è il segno di un bisogno di informazione precedentemente inespresso.
Continuano gli incontri periodici con le Associazioni dei consumatori e proprio da questi incontri è nata l’idea di un meccanismo stragiudiziale anche per le controversie nel settore delle assicurazioni, analogo all’Arbitro Bancario Finanziario. L’Ivass sta anche studiando una modifica del sistema sanzionatorio: nel settore delle assicurazioni, a differenza di quello bancario, le multe possono essere considerate come una mera voce di costo perché colpiscono le imprese e non le persone e per questo vengono facilmente scaricate sulle tariffe. Bisogna quindi modificarne l’impostazione.
“Le cose esposte dall’Ivass sono tutte positive – ha commentato a margine della presentazione della relazione Francesco Avallone, Vicepresidente di Federconsumatori – La proposta di un meccanismo stragiudiziale per la risoluzione delle controversie è nostra e l’abbiamo portata negli incontri all’interno del Cncu. Non si capisce, infatti, perché una persona che sottoscrive un mutuo ed una polizza vita può rivolgersi all’ABF se ha problemi con il mutuo, mentre per la polizza deve percorrere altre strade. Un’altra cosa positiva accolta dall’Ivass è l’inserimento nel sito istituzionale di una sezione sulla conciliazione paritetica affinché il consumatore sia informato di questa possibilità. Per la prima volta poi ho sentito parlare di criminalità organizzata nel settore dell’RC Auto. Finalmente si prende atto di questo fenomeno. Sono tutte cose positive, ma bisogna agire sui tempi: se questi si allungano ancora i danni saranno sempre più forti e purtroppo, ancora oggi, nessuno riesce a fare scelte decisive”.
“Da anni denunciamo la grave anomalia tutta italiana dell’elevato costo dei premi assicurativi – dice Lorenzo Miozzi presidente del Movimento Consumatori – Il pagamento dell’RC Auto rappresenta per gli automobilisti italiani un vero e proprio salasso. Siamo d’accordo quando Rossi definisce una grave ingiustizia il divario fra i livelli tariffari dell’RC Auto prevalenti in Italia rispetto agli altri Paesi europei e, ora, è il momento di agire con azioni radicali e durature”. “Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un continuo aumento delle tariffe, ora ci auguriamo che alle parole dell’Ivass seguano fatti concreti – sostiene Alessandro Mostaccio, segretario generale del Movimento Consumatori – oggi si è parlato di un sistema di sanzioni alle compagnie più efficace e di un’iniziativa che l’Ivass porterà avanti con l’Antitrust. E’ importante che l’obiettivo di riduzione delle tariffe si concretizzi al più presto, visto che il costo dell’RC Auto, nella situazione di crisi economica che stiamo attraversando, è un peso sempre meno sostenibile dalle famiglie italiane”. di Antonella Giordano
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