Malnutrizione, i bambini obesi sono più dei denutriti (Foto RDNE Stock project per Pexels)

La malnutrizione corre fra i bambini e gli adolescenti di tutto il mondo. E assume dimensioni allarmanti nella crescita dell’obesità che, per la prima volta, supera il sottopeso fra le forme più diffuse di malnutrizione fra i bambini in età scolare e gli adolescenti.

La pandemia dell’obesità

Nel mondo, l’obesità riguarda ormai un bambino e adolescente su 10. Sono 188 milioni di minori esposti a rischio di patologie presenti e future.

Nei paesi a basso e medio redditi la denutrizione rimane significativa fra i più piccoli, sotto i 5 anni di età. A livello globale, però, la diffusione di sovrappeso e obesità è in aumento fra bambini e adolescenti e uno su 5 fra i 5 e i 19 anni è in sovrappeso – 391 milioni di minori nel mondo.

Il focus sulla malnutrizione viene dall’Unicef e dal rapporto  Feeding Profit: How Food Environments are Failing Children.

Lo studio si basa su dati provenienti da oltre 190 paesi e rileva che la diffusione del sottopeso tra i bambini e le bambine di età compresa tra i 5 e i 19 anni è diminuita dal 2000, passando da quasi il 13% al 9,2%, mentre i tassi di obesità sono aumentati dal 3% al 9,4%.

L’obesità è malnutrizione

«Quando parliamo di malnutrizione, non ci riferiamo più solo ai bambini che vivono con sottopeso – ha dichiarato Catherine Russell, Direttrice Generale dell’Unicef – L’obesità è un problema crescente che può influire sulla salute e sullo sviluppo dei bambini. Gli alimenti ultra-processati stanno sostituendo sempre più spesso frutta, verdura e proteine in un momento in cui l’alimentazione svolge un ruolo fondamentale nella crescita, nello sviluppo cognitivo e nella salute mentale dei bambini».

L’obesità supera ora il sottopeso in tutte le regioni del mondo, ad eccezione dell’Africa subsahariana e dell’Asia meridionale. La più alta percentuale di obesità c’è in diversi paesi insulari del Pacifico. Nelle Isole Cook, ad esempio, il 37% dei bambini e adolescenti dai 5 ai 19 anni è obeso. Questi numeri, quasi tutti raddoppiati dal 2000, sono in gran parte determinati dal passaggio da diete tradizionali a cibi importati a basso costo e ad alto contenuto energetico. Intanto, molti paesi ad alto reddito continuano ad avere livelli elevati di obesità: ad esempio, il 27% dei giovani tra i 5 e i 19 anni in Cile vivono con obesità, il 21% negli Stati Uniti e il 21% negli Emirati Arabi Uniti.

Obesità e sovrappeso in Italia

«In Italia la percentuale di bambini e bambine di età compresa tra i 5 e i 19 anni che vivono con sovrappeso è diminuita dal 32% nel 2000 al 27% nel 2022 – spiega il presidente Unicef Italia Nicola Graziano – La percentuale di bambini di età compresa tra i 5 e i 19 anni che vivono con obesità è rimasta stabile, con il 10% nel 2022, mentre il numero di bambini che vivono in condizioni di sottopeso (magrezza) è aumentato dall’1% nel 2000 al 2% nel 2022».

La responsabilità dei cibi ultraprocessati

Servono urgenti politiche per una sana alimentazione. Bambini e adolescenti vivono sempre più spesso in contesti alimentari malsani, dove dominano junk food e cibi ultraprocessati. Sono quegli alimenti industriali con molti ingredienti, tra cui zucchero, oli, grassi, sale, antiossidanti, stabilizzanti e conservanti, ricchi di zuccheri, sale, additivi.

Sono sempre più diffusi nei negozi, sono presenti anche nelle scuole, e sono “spinti” da un marketing alimentare pervasivo e malsano che offre all’industria alimentare e delle bevande un potente accesso al pubblico più giovane. Secondo uno sondaggio svolto lo scorso anno, il 75% dei giovani (13-24 anni) aveva visto pubblicità di bevande zuccherate, snack o fast food nella settimana precedente. E il 60% ha detto che le pubblicità hanno aumentato il loro desiderio di consumare tali alimenti (studio Unicef su 64 mila giovani di 170 paesi).

Il doppio fardello della malnutrizione

«In molti paesi stiamo assistendo al doppio fardello della malnutrizione: l’esistenza di malnutrizione cronica e obesità. Ciò richiede interventi mirati – prosegue Russell – Cibi nutrienti e a prezzi accessibili devono essere resi disponibili per ogni bambino per sostenerne la crescita e lo sviluppo. Abbiamo urgente bisogno di politiche che aiutino i genitori e chi si prende cura dei bambini ad accedere a cibi nutrienti e sani per i propri figli».

Quali politiche contro la malnutrizione?

L’Unicef suggerisce una serie di misure per favorire l’accesso a una sana alimentazione e a cibi nutrienti. Queste comprendono ad esempio:

  • il miglioramento del contesto alimentare in cui si muovono i bambini, con misure come l’etichettatura dei prodotti alimentari, le restrizioni alla commercializzazione dei prodotti alimentari, tasse e sussidi alimentari;
  • il divieto della fornitura o della vendita di alimenti ultra-processati e cibi-spazzatura nelle scuole e lo stop alla commercializzazione e alla sponsorizzazione nelle scuole;
  • misure di salvaguardia per evitare che l’industria alimentare dei prodotti ultra-processati interferisca con i processi di politica pubblica;
  • il rafforzamento di programmi che affrontano la povertà di reddito, il miglioramento dell’accesso finanziario a diete nutrienti per le famiglie vulnerabili.

L’impatto sanitario ed economico della malnutrizione fra i minori rischia di essere abnorme. Entro il 2035, spiega l’Unicef, l’impatto economico globale di sovrappeso e obesità dovrebbe superare i 4.000 miliardi di dollari all’anno.

Parliamone ;-)