Google e Facebook mantengono la propria leadership mentre altri importanti player, come Microsoft e Amazon, hanno una audience in costante crescita. Fra i social network, Facebook si conferma al primo posto con un trend crescente della propria audience, che in un anno aumenta dell’11%; al secondo posto si piazza Instagram, che fa sempre parte del gruppo Facebook, e che segnala una crescita di audience del 22% annuale. Ad esclusione di Facebook che risulta il social nettamente quello più utilizzato dagli italiani con oltre 27 milioni di utenti unici, di rilievo risulta la crescita di Instagram (+2,7 milioni di utenti), di Linkedin (+1,6 milioni di navigatori) e di Pinterest (+1,6 milioni).  Sono 7,9 milioni i visitatori unici per Twitter.

I dati vengono dall’Osservatorio sulle comunicazioni diffuso dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). Nel settore media si segnala poi l’andamento dell’editoria, ancora in flessione.

Per quanto riguarda l’utilizzo di Internet, ai primi posti per utenti unici si collocano Google e Facebook che realizzano complessivamente un incremento del 10% (+5,7 milioni). Con un trend in crescita, la navigazione su Facebook (che comprende anche l’utilizzo di Whatsapp) ha superato in media per persona le 25 ore mensili. A marzo 2018 gli italiani hanno navigato in Internet per oltre 55 ore dedicandovi meno tempo (-2 ore su base annua), in gran parte riconducibile ad una minore fruizione di Facebook.

Nel settore televisivo, dice l’Agcom, rispetto a marzo 2017, si riscontra una contrazione degli ascolti, sia per Rai (che raggiunge il 36,3%; -0,7 punti percentuali), sia per Mediaset (che ottiene una share del 32,5; -0,2). Nello stesso periodo, tra gli altri operatori televisivi, risultano in flessione anche le quote di 21° Century Fox/Sky Italia e di Discovery (-0,2 punti percentuali) a fronte di una evoluzione positiva di La7 del Gruppo Cairo Communication (+1,4%). Analizzando l’evoluzione delle audience delle edizioni serali dei principali telegiornali, nel giorno medio il Tg1 con 5,7 milioni di ascoltatori precede il Tg5 (4,7 milioni; +0,4%). Aumentano anche gli ascolti del Tg3, che supera i 2 milioni di telespettatori medi (+0,9%) e della TgR seguita da 2,6 milioni di italiani (+1,2%). Performance positive per il Tg La7 e il Tg2 (+0,4%), Studio Aperto e Tg4 (+0,6%).

Continua il calo dell’editoria. A marzo si registra una diminuzione delle copie vendute dei quotidiani, cartacee e digitali, di oltre 250 mila unità. Alla fine del mese la vendita di quotidiani (edizioni cartacee e digitali) risulta di poco superiore ai 2,8 milioni di copie, in flessione dell’8,2% rispetto allo stesso mese del 2017.  Il peso delle copie digitali sul totale delle vendite dei quotidiani è del 9%, costante su base annua ma in flessione del 2% rispetto a marzo 2014. Sia per il gruppo GEDI, leader nella vendita di quotidiani con il 20,5%, sia per RCS Mediagroup, al secondo posto con una quota molto simile, si osservano degli incrementi (rispettivamente di +0,6 e +0,4 punti percentuali). Si riduce il peso sul totale delle vendite di Amodei (-1 punto percentuale) e del Sole 24 ore (-0,2 punti percentuali).

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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