Minorenni adescate da fotografo, Garante Privacy: “No a fiera del voyerismo”
La stampa ne sta dando una copertura ampia e molto discutibile già a partire dai termini utilizzati: non si fa altro che parlare di “lolite” e “baby squillo” di fronte a decine di minorenni di Roma finite vittime di un noto fotografo professionista, accusato di adescamento di minori, prostituzione minorile e produzione di materiale pedopornografico. Il Garante Privacy non ci sta: “Non si può trasformare l’informazione in una fiera del voyerismo”. E ha aperto un’istruttoria sul caso.
“Per l’ennesima volta – scrive l’Autorità – un caso di cronaca che vede coinvolte minorenni diventa lo spunto per una spettacolarizzazione morbosa di vicende giudiziarie. Non si può trasformare l’informazione in una fiera del voyerismo”. L’accusa rivolta al fotografo è di aver adescato le minorenni, anche via facebook, con la promessa di avere successo attraverso lo scatto di fotografie erotiche, di averle molestate e averle costrette a subire pressioni psicologiche. Sotto i riflettori del Garante ci sono alcune testate giornalistiche che, raccontando il caso delle minorenni raggirate dal fotografo, hanno riportato ampi dettagli e particolari di natura sessuale, brani di intercettazione, sollecitando le dichiarazioni delle ragazzine coinvolte nella vicenda. Un comportamento stigmatizzato dal Garante, che richiama “tutti i media e i siti web al più rigoroso rispetto dei principi sanciti dalla Carta di Treviso e dal Codice deontologico dei giornalisti”.
Spiega il Garante: “Pur nel legittimo esercizio del diritto di cronaca su fatti di rilevante interesse pubblico, gli organi di informazione devono astenersi dal riportare dettagli e dati personali che possano rendere in qualunque modo identificabili i minori, evitando ogni forma di accanimento giornalistico, così come di soffermarsi su particolari superflui che non aggiungono nulla alla conoscenza dei fatti, ma che appaiono rivolti solo a sollecitare la curiosità dei lettori. Il rispetto delle garanzie poste a tutela dei minori riguarda anche il dovere di astenersi dal pubblicare stralci di atti processuali la cui diffusione potrebbe, tra l’altro, pregiudicarne la dignità. Il diritto del minore alla riservatezza, specie quando è persona offesa, deve essere sempre considerato come primario rispetto al pur doveroso diritto di cronaca”. L’Autorità ha aperto un’istruttoria e si riserva di adottare provvedimenti verso le testate che abbiano violato i principi della liceità e della essenzialità dell’informazione.

