Nuove tecniche genomiche, position paper della società civile contro la “deregolamentazione” dei nuovi Ogm (Foto Pixabay)
Nuove tecniche genomiche, position paper della società civile contro la “deregolamentazione” dei nuovi Ogm
Un documento di 16 organizzazioni della società civile prende posizione contro le Nuove tecniche genomiche (NGT): si rischia di eliminare tracciabilità, etichettatura e valutazione del rischio per i prodotti ottenuti con l’ingegneria genetica
La proposta di Regolamento sulle Nuove tecniche genomiche (New Genomic Techniques, NGT) è una deregolamentazione che, se approvata, eliminerebbe tracciabilità, etichettatura e valutazione del rischio per i prodotti agricoli e alimentari ottenuti dai “nuovi Ogm”. Un position paper firmato da 16 organizzazioni agricole, della società civile, di difesa dei consumatori e dell’ambiente denuncia i rischi economici, per l’agricoltura e le piccole aziende sementiere che si avrebbero con l’abolizione della tracciabilità dei nuovi Ogm, le Nuove tecniche genomiche, in Italia ribattezzate Tea (Tecniche di evoluzione assistita).
Nel documento chiedono al governo e ai parlamentari europei di non approvare il nuovo regolamento e mantenere tutte le disposizioni attualmente in vigore per gli organismi geneticamente modificati anche per le NGT.
Nuove tecniche genomiche, i rischi
“La proposta per un nuovo Regolamento sulle piante prodotte mediante alcune nuove tecniche genomiche (NGT) – si legge nel position paper – apre a uno scenario inedito per l’Unione Europea, nel quale potrebbero venire a mancare la tracciabilità, l’etichettatura e la valutazione del rischio per prodotti agricoli e alimentari OGM ottenuti con l’ingegneria genetica”.
Il documento si sofferma sull’impatto della circolazione non tracciata di risorse genetiche brevettate nel mercato europeo e negli ecosistemi agricoli. La proposta di regolamento Ue è infatti guidata dall’assunto che sia impossibile identificare le piante prodotte con le nuove tecniche genomiche per la loro somiglianza con le piante convenzionali. Il paper giudica quella in corso una deregolamentazione che mette a rischio piccole aziende agricole e sementiere in Italia.
La conclusione del documento è dunque che “i brevetti sulle sementi, in particolare quelli che riguardano le nuove tecniche di editing genomico, possono rimodellare in modo significativo l’agricoltura, limitando i diritti dei costitutori e degli agricoltori, riducendo la biodiversità, aumentando i costi di produzione e creando incertezze legali. Questi fattori minacciano la redditività economica dei mercati biologici e non OGM e rischiano di concentrare ulteriormente il potere sulla produzione alimentare nelle mani di poche grandi aziende”.
Le NGT/Tea, la proposta europea
Le nuove tecniche genomiche (NGT) sono un insieme di tecniche che alterano il materiale genetico di un organismo. Non esistevano nel 2001, quando è stata adottata la legislazione sugli Ogm. Attualmente sono soggette alle stesse norme degli Ogm ma la proposta della Ue è di creare due percorsi distinti per l’immissione nel mercato delle NTG: una parte, quelle che potrebbero essere presenti anche in natura o essere prodotte con tecniche di selezione convenzionali, saranno trattate come piante convenzionali e non dovrà essere svolta alcuna valutazione del rischio; a tutte le altre piante NGT si applicherebbero le prescrizioni della legislazione vigente in materia di OGM, quindi si prevede che potranno essere immesse in commercio solo dopo una procedura di autorizzazione.
In Italia queste tecniche sono note come Tea, Tecniche di evoluzione assistita. Le Tea, spiega il Crea, ente italiano di ricerca sull’agroalimentare, “stanno segnando un punto di svolta nel miglioramento genetico delle piante. Si tratta di strumenti innovativi che permettono di intervenire in modo mirato e preciso sul DNA, senza introdurre geni estranei, simulando modifiche che potrebbero avvenire naturalmente o tramite incroci convenzionali”. Attraverso queste tecniche, prosegue l’ente, è possibile sviluppare varietà più resilienti ai cambiamenti climatici, sostenibili e meglio adattate alle esigenze dell’agricoltura moderna.
A livello europeo, il dibattito sulle NGT è ancora in corso. A marzo 2025, il Consiglio UE ha avviato il trilogo con Parlamento e Commissione per la definizione di un nuovo quadro normativo che distingua tra NGT di categoria 1, assimilabili alle varietà naturali o convenzionali, e NGT di categoria 2, soggette invece a valutazione del rischio e autorizzazione.
Nuove tecniche genomiche, contaminazioni e brevetti
Per le organizzazioni firmatarie del position paper, la proposta di Regolamento Ue sulle NGT vuole “cancellare gli obblighi di tracciabilità e pubblicazione dei metodi di identificazione e rilevamento contenuti nella direttiva 2001/18 sugli OGM”.
Finora gli OGM sono stati trattati in modo da poter essere rilevabili e identificabili in modo indipendente, così da consentire misure di attribuzione corretta delle responsabilità in caso di contaminazione dei campi e delle filiere OGM-free. Con le norme proposte sulle NGT l’impatto sarebbe negativo per piccole e medie imprese che sarebbero esposte alla “concorrenza sleale di aziende agrochimiche e sementiere multinazionali già in possesso di brevetti su processi e prodotti delle NGT/TEA”.
C’è un problema di contaminazione e di brevetti.
La libera circolazione di Ogm non tracciati, spiegano le associazioni, “produrrebbe la sicura contaminazione dei campi biologici e coltivati senza organismi modificati. Negli Stati Uniti ciò ha prodotto centinaia di querele temerarie intentate dalla Monsanto agli agricoltori contaminati per appropriazione indebita di varietà brevettate. Per gli agricoltori che praticano la selezione delle sementi in azienda sarebbe la fine. E in Italia non sono pochi, considerando che ad oggi l’impiego di seme non certificato per specie come il frumento duro è vicino al 50%. Il costo di una semente modificata è di circa 4-5 volte superiore a quello di una semente convenzionale, cifra che dà la misura di quanto costerebbe agli agricoltori rifornirsi di queste varietà per evitare denunce”.
Ci sarebbero problemi anche per coloro che selezionano varietà in modo convenzionale e per la ricerca, perché non potrebbero usare liberamente le varietà vegetali esistenti per svilupparne di nuove se contengono DNA brevettato in un NGT/Tea. Dovranno chiedere il permesso al proprietario del brevetto e cercare nei database a ogni campione.
Il position paper è firmato da Movimento Consumatori, Fondazione Seminare il Futuro, Centro Internazionale Crocevia, ARCI, Terra!, Navdanya International, Pro Natura, Fairwatch, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biodinamica, Federbio, Rete Semi Rurali, WWF, Slow Food Italia, ASCI, Altragricoltura Bio, ACU.

