NGT

(Foto di minka2507 da Pixabay)

Come spiegato dalla Commissione UE nelle FAQ dedicate, il termine “nuove tecniche genomiche” si riferisce a un insieme di tecniche che alterano il materiale genetico di un organismo. Queste tecniche non esistevano ancora nel 2001, quando è stata adottata la legislazione dell’UE sugli organismi geneticamente modificati (OGM).

Le piante NGT saranno vietate nella produzione biologica.

Nuove tecniche genomiche, la proposta della Commissione UE

Attualmente le piante ottenute dalle NGT sono soggette alle stesse norme degli OGM – spiega la Commissione – Per rispecchiare meglio i diversi profili di rischio delle piante NGT, la proposta della Commissione UE crea 2 percorsi distinti per l’immissione sul mercato delle piante NGT.

In particolare – si legge nelle FAQ – le piante NGT che potrebbero essere presenti anche in natura o essere prodotte con tecniche di selezione convenzionali saranno soggette a una procedura di verifica basata sui criteri stabiliti nella proposta. Le piante NGT che soddisfano tali criteri saranno trattate come piante convenzionali e godranno pertanto di una deroga alle prescrizioni della normativa in materia di OGM: di conseguenza, per tali piante non dovrà essere svolta alcuna valutazione dei rischi e le piante in questione potranno essere etichettate alla stregua di quelle convenzionali.

tutte le altre piante NGT si applicherebbero le prescrizioni della legislazione vigente in materia di OGM: esse saranno quindi soggette a valutazioni dei rischi e potranno essere immesse in commercio solo in esito a una procedura di autorizzazione. Per queste piante saranno previsti metodi di rilevazione adeguati e requisiti di monitoraggio specifici.

I benefici per agricoltori e consumatori secondo la Commissione

Secondo il parere della Commissione UE, “gli agricoltori beneficerebbero di una più ampia disponibilità di piante adattate per soddisfare le esigenze del settore, quali la resilienza ai cambiamenti climatici, la resistenza agli organismi nocivi, rese più elevate e la riduzione del fabbisogno di concimi e pesticidi”.

“I consumatori avrebbero la possibilità di scegliere tra un ventaglio più ampio di prodotti alimentari dal sapore migliore, con migliori proprietà nutrizionali o livelli ridotti di sostanze allergeniche, acquistando al contempo prodotti che contribuiscono alla sostenibilità”.

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