Olio extravergine, Assitol: “No al sottocosto” (Foto Pixabay)

Olio extravergine di oliva, c’è un problema. E riguarda il giusto prezzo della bottiglia. Negli ultimi anni, con la crisi produttiva della Spagna di due stagioni fa, il prezzo si era alzato e anche miscele di olio extravergine hanno raggiunto e mantenuto un prezzo intorno ai 10 euro al litro. Ci sono stati i rincari, sicuramente pesanti per i bilanci provati delle famiglie. E ora, col ritorno a condizioni di offerta e di mercato nella norma, stanno tornando le vendite sottocosto per l’olio extravergine di oliva. Che situazione rivelano?

Promozioni sull’olio, ma qual è il giusto prezzo?

I problemi che queste pongono sono diversi. Le testate specializzate, come il Fatto Alimentare, evidenziano che nella Grande distribuzione i prezzi al dettaglio si aggirano intorno a 10 euro al litri ma possono scendere molto attraverso promozioni, sconti e sottocosto. Ma non sempre un prezzo più basso indica vera convenienza. A volte si perde in qualità. Si può trattare di olio di stagioni passate, o di miscele.

Secondo Teatro Naturale, specializzato su questi temi, per l’Italia “il costo dell’olio extravergine di oliva al produttore è minimo 9 euro/kg, in condizioni ordinarie e normali al sud Italia: oliveto semi intensivo o intensivo, irriguo, ben gestito agronomicamente, con una produzione media annuale di olive di 90 quintali ad ettaro”.

La presenza di olio extravergine a costi inferiori, spiega l’analisi di Teatro Naturale, è legato essenzialmente a tre fattori: “smercio di partite di olio “irregolari”, ovvero con soglie di fitofarmaci fuori norma o alcuni parametri di legge molto border line; vendita dell’olio da parte dell’hobbista che non considera il suo tempo lavoro ma solo la copertura delle spese vive; speculazione, con l’olivicoltore/frantoiano costretto a vendere sottocosto alcune partite per necessità finanziarie impellenti”. Le bottiglie vendute a prezzi molto più bassi sono spesso di olio importato o appunto venduto sottocosto. Teatro Naturale segnala anche il caso di bottiglie di olio extravergine di oliva che costano meno dell’olio di oliva. E questo di sicuro rende difficile per il consumatore comprendere la differenza e la qualità.

Assitol: basta con il sottocosto

Le vendite sottocosto sono un problema per Assitol, l’Associazione italiana dell’industria olearia, che mette in guardia contro il ritorno massiccio alle promozioni e propone all’intera filiera (compresa Gdo e ristorazione) di ripensare il posizionamento dell’olio extravergine di oliva.

Basta con il sottocosto, sì alla valorizzazione dell’extra vergine d’oliva, coinvolgendo l’intera filiera, includendo non soltanto la sua componente agricola, ma anche la grande distribuzione e la ristorazione”, è la posizione di Assitol, aderente a Federalimentare e Confindustria, che mette in guardia contro la corsa al ribasso delle quotazioni.

“Il ritorno ad uno scenario produttivo più equilibrato dopo le difficili campagne degli ultimi anni – è il commento di Anna Cane, presidente del gruppo olio d’oliva dell’associazione – ha, purtroppo, riportato alla ribalta le vendite sottocosto, che nel tempo hanno svilito il valore del prodotto”.

La normativa italiana, spiega Assitol, “consente la commercializzazione dell’extra vergine ad un prezzo inferiore rispetto al suo costo soltanto una volta l’anno. Tuttavia, la realtà dei fatti è ben diversa: da anni, si assiste al ricorso alle promozioni in modo indiscriminato, senza alcun riguardo per la stagionalità e con ampia discrezionalità da parte della grande distribuzione”.

Ma con le promozioni scatta anche la corsa al prezzo più basso e al sottocosto, senza che vengano considerati il valore dell’extravergine e i costi di produzione dell’olio italiano.

“L’olio d’oliva non è una commodity, né un condimento qualsiasi – afferma Anna Cane -. Ma un prodotto essenziale per la salute dei consumatori. In questa campagna, che si annuncia in crescita, dopo anni di siccità e calo di produzione, è giusto ribadirlo per sensibilizzare tutto il comparto”. Per Assitol “ è ora di ridare valore all’olio d’oliva, chiedendo alle istituzioni, europee e nazionali, di vietare, una volta per tutte, le vendite sottocosto, promuovendo una efficace campagna di educazione del consumatore”.

Parliamone ;-)