Fisco, lavoro, giustizia e pubblica amministrazione: sono le priorità, in ordine cronologico, del piano di riforme del Governo Renzi. Piano di riforme che ha ottenuto l’ok della Commissione Europea che ha invitato l’Italia a proseguire su questa strada. Dal punto di vista fiscale il nostro paese rimane fra i Paesi virtuosi con un deficit/PIL al di sotto del 3%, ma dobbiamo monitorare il disavanzo strutturale e il rispetto della regola del debito poiché, secondo le stime della Commissione, potrebbe essere necessario un aggiustamento aggiuntivo. 
E’ in sintesi quello che emerge dalle Raccomandazioni specifiche per gli Stati membri dell’Ue pubblicate ieri dalla Commissione Europea che, per l’Italia, esprime un forte apprezzamento per l’Agenda di Riforma 2014, contenuta nel Programma Nazionale di Riforma di aprile che , con il suo preciso e serrato cronoprogramma definisce la strategia del Governo e lo impegna al rispetto delle scadenze indicate.
Oltre alla riforma del fisco, della giustizia e della pubblica amministrazione, il Governo, sin dal suo insediamento, si è concentrato anche sul rafforzamento del capitale umano, attraverso un sistema educativo moderno, efficace e digitalizzato, dove il merito e il valore sia centrale nella valutazione dei formatori e delle strutture educative. La Garanzia Giovani, le misure a sostegno della formazione e del tirocinio in alternanza scuola-lavoro sono al centro della strategia dell’Italia.
Se rispetto al vincolo del 3% del rapporto deficit/PIL siamo tra i Paesi più virtuosi, la Commissione Europea ci ricorda che dobbiamo monitorare il disavanzo strutturale e il rispetto della regola del debito in quanto, secondo le stime della Commissione, potrebbe essere necessario un aggiustamento aggiuntivo. Queste stime però non tengono conto di alcune voci relative alle minori spese pianificate ma non ancora specificate nel dettaglio e a maggiori introiti, come quelli attesi dalle privatizzazioni.
“Il Governo è fortemente impegnato a perseguire un consolidamento fiscale orientato alla crescita e a rafforzare ulteriormente la sostenibilità del debito – si legge in una nota del Ministero dell’Economia – E‘ fiducioso che gli interventi pianificati consentiranno di raggiungere gli obiettivi indicati nel Programma di Stabilità e conferma il proprio impegno a introdurre e implementare le riforme strutturali che il paese attende da lungo tempo.

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