Cosa aspettano i presidenti delle regioni promotrici del referendum ad unirsi ai cittadini che chiedono un Election Day? La domanda viene da Greenpeace, che ha lanciato nei giorni scorsi la richiesta di accorpare il voto referendario sulle trivellazioni al voto delle prossime elezioni amministrative, per risparmiare una cifra compresa fra 350 e 400 milioni di euro. Una petizione lanciata su change.org ha già superato le 55 mila firme. Fra i governatori, si è espresso a favore, finora, solo il presidente della Regione Puglia.
trivelleGreenpeace “giudica inammissibile il silenzio dei Presidenti delle Regioni che hanno promosso il referendum sulle trivelle rispetto alla richiesta di un Election Day, per accorpare il voto referendario a quello delle prossime amministrative – informa l’associazione – Con un Election Day si faciliterebbe infatti la partecipazione democratica e si risparmierebbero centinaia di milioni di euro, altrimenti sprecati solo per scongiurare il quorum e compiacere i petrolieri”. Salgono nel frattempo le adesioni alla petizione lanciata online (ora sono oltre 55 mila), che chiede di unire le due votazioni per consentire un risparmio che potrebbe arrivare a 400 milioni di euro. “Finora però solo il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, si è espresso con determinazione a sostegno di questa richiesta”, spiega Greenpeace. “L’election day credo sia obbligatorio, sarebbe folle spendere 350 milioni di euro”, ha detto infatti nei giorni scorsi Emiliano, condividendo la richiesta di accorpare il referendum contro le trivellazioni in mare al primo turno della tornata amministrativa di primavera.
“Cosa aspettano gli altri Presidenti delle Regioni promotrici a unirsi ai tanti cittadini italiani che con forza chiedono un Election Day? – si chiede Andrea Boraschi, primo firmatario della petizione e responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace – Sono politici e amministratori con grande esperienza. Hanno dato inizio alla sfida referendaria e ora non possono tirarsi indietro. Dimostrino coerenza e si uniscano alla richiesta per l’Election Day”.
Il via libera al referendum è arrivato il 19 gennaio, quando la Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il quesito referendario che riguarda la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate, proposto da 9 Regioni.

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