Saldi invernali, i consigli di Federconsumatori per evitare le truffe

Saldi invernali, i consigli di Federconsumatori per evitare le truffe

La corsa ai saldi invernali è già iniziata in alcune regioni italiane: il 2 gennaio in Sicilia e Basilicata, ieri in Valle d’Aosta e domani, 5 gennaio, si darà il via agli sconti anche nelle altre regioni. Ma quanto pesa l’attuale emergenza sanitaria sulle intenzioni di acquisto dei consumatori?

L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima che circa il 37% delle famiglie approfitterà delle vendite promozionali. Nonostante il picco di contagi delle ultime settimane, la situazione, in quanto a limiti e restrizioni, è migliore per i vaccinati rispetto a quella di gennaio 2021 – spiega l’associazione. – Per questo motivo, dal confronto con lo scorso anno, emerge un aumento quasi inevitabile.

La spesa media a famiglia sarà di 184,20 euro (il 3% in più rispetto al 2020), ma esiste un forte divario: vi sono infatti famiglie che spenderanno oltre 300 euro e altre che ne spenderanno meno di 100. Tra coloro che acquisteranno a saldo non manca chi ha “rimandato” qualche regalo di Natale al periodo di vendita promozionale, per acquistarlo a prezzi più vantaggiosi.

Si tratta di disparità legate alla situazione economica determinata dalla crisi pandemica, ma anche alla forte preoccupazione per i rincari previsti nel 2022, che secondo l’Osservatorio ammonteranno a circa + 1.228,80 euro annui.

Saldi invernali, i consigli per evitare le truffe

Durante le stagioni degli sconti, il rischio di incorrere in un inganno purtroppo è sempre dietro l’angolo ed è diffusa la possibilità di imbattersi in promozioni decisamente poco vantaggiose. Per questo motivo Federconsumatori spiega alcune semplici regole da tenere a mente anche in occasione dei saldi invernali, al momento dell’acquisto.

In primo luogo i prezzi. L’art. 15 del D.Lgs. n. 114/98 dispone che il cartellino debba indicare sia il prezzo “pieno” che quello ridotto, nonché la percentuale di sconto. Per evitare che i potenziali clienti possano confondere la merce in saldo con gli altri articoli in vendita sarebbe utile, inoltre, separare negli espositori le due categorie di prodotto.

Lo sconto riportato sul cartellino è quello che l’esercente è tenuto ad applicare, quindi, se alla cassa venisse chiesto il pagamento di una cifra differente, è opportuno farlo subito presente al negoziante. In caso di difficoltà, Federconsumatori consiglia di rivolgersi alla Polizia Municipale. La normativa vigente, inoltre, obbliga gli esercizi commerciali a garantire ai clienti il pagamento tramite POS, quindi con carta di credito o bancomat. Nel caso in cui l’esercente non consenta tale opzione di pagamento, l’associazione sottolinea la possibilità di segnalare l’episodio alla Guardia di Finanza.

In linea di massima, comunque, è preferibile evitare di acquistare nei punti vendita che non espongano entrambi i prezzi (quello pieno e quello scontato) e la percentuale di sconto. Attenzione anche alle offerte eccessivamente vantaggiose (pari o superiori al 60%), che potrebbero nascondere un tentativo di truffa o un prodotto contraffatto.

Prove e cambi

I punti vendita non sono tenuti per legge a permettere la prova dei capi di abbigliamento prima dell’acquisto così come, in assenza di vizi o difetti, il cambio del prodotto è rimesso alla discrezionalità del commerciante. Nel caso in cui il negoziante lo consenta, è sempre meglio provare l’articolo e, prima del pagamento, chiedere all’esercente termini e condizioni per l’eventuale possibilità di sostituzione. In generale Federconsumatori consiglia di diffidare di quegli esercizi che non consentono di provare i capi: potrebbe essere indice di poca trasparenza.

È poi buona norma, inoltre, evitare di acquistare prodotti la cui etichetta non indichi, oltre alla composizione, anche le modalità di manutenzione: si eviteranno così spiacevoli incidenti nelle operazioni di lavaggio.

 

Saldi invernali, i consigli per evitare le truffe
Saldi invernali, i consigli per evitare le truffe

 

Saldi invernali, garanzie in caso di prodotto difettoso

Se da una parte il negoziante non è tenuto per legge a sostituire un prodotto integro, la situazione cambia radicalmente in caso di prodotto difettoso.

Il D.Lgs. n. 24/2002 stabilisce un periodo di garanzia di due anni per i prodotti nuovi e di un anno per i beni usati, anche nel caso di merce acquistata a saldo: è quindi bene conservare lo scontrino (e possibilmente fotocopiarlo, considerando che le ricevute in carta chimica tendono a sbiadire dopo pochi mesi) per chiedere al negoziante la sostituzione del prodotto difettoso o che presenti un vizio di conformità che ne pregiudichi l’utilizzo, emerso entro i 24 mesi dall’acquisto.

In alternativa alla sostituzione è possibile usufruire della riparazione o richiedere una riduzione proporzionale del prezzo o, ancora, scegliere la risoluzione del contratto. L’opzione scelta non deve risultare comunque eccessivamente onerosa o oggettivamente impossibile per il venditore. L’associazione ricorda, inoltre, che il bene deve essere conforme al contratto di vendita o comunque alle descrizioni rilasciate: nel caso in cui questo non avvenga, il cliente può chiedere il rimborso del prezzo pagato. Anche la pubblicità deve rispondere a tale criterio.

Nel caso in cui il venditore rifiuti di ottemperare ai propri doveri o venga richiesto il pagamento delle riparazioni adducendo la mancata copertura del difetto nel quadro della garanzia, ma tali dichiarazioni non risultino opportunamente dimostrabili, il consumatore potrà rivolgersi al Giudice di pace del Tribunale più vicino oppure chiedere assistenza ad uno sportello Federconsumatori.

Al fine di evitare equivoci, l’associazione sottolinea che gli impegni assunti dal produttore, cioè le garanzie convenzionali, sono vincolanti per il produttore stesso, ma non sostituiscono la garanzia legale; quindi riparazioni e sostituzioni devono essere richiesti direttamente al negoziante: sarà poi quest’ultimo, in presenza di garanzia convenzionale, ad indirizzare eventualmente il cliente al servizio assistenza del produttore.

Acquisti online

A differenza di quanto accade per gli acquisti effettuati direttamente nei negozi, nel caso dello shopping online non è sempre possibile consultare tutte le informazioni relative al prodotto. Federconsumatori consiglia, dunque, di controllare con attenzione la completezza e l’esaustività della descrizione e la buona qualità delle immagini disponibili per inquadrare il prodotto nel suo complesso.

Il Codice del Consumo prevede, comunque, particolari tutele per gli acquisti online e a distanza: è il caso ad esempio del diritto di recesso, che non sussiste, invece, per gli articoli comprati nei locali commerciali. L’utente ha 14 giorni di tempo a partire dal momento della consegna per restituire il prodotto e richiedere il rimborso totale dell’importo pagato. Ad ogni modo è preferibile consultare sul sito scelto le indicazioni relative al diritto di recesso.

Nel caso in cui l’acquisto non avvenga dal sito dell’azienda, ma attraverso un’altra piattaforma, è necessario verificare l’affidabilità dell’intermediario e la provenienza della merce.

Attenzione anche all’aspetto relativo alla sicurezza dei pagamenti: siano essi effettuati tramite carta di credito, carta di debito, bonifico o altri mezzi, è importante utilizzare una connessione protetta, controllare che l’indirizzo del sito web sia preceduto da HTTPS (e non da HTTP) e verificare la presenza dell’immagine di un lucchetto, in basso a destra nella pagina della transazione. Federconsumatori ricorda, infine, che tutti i siti sono tenuti a riportare l’informativa sulla privacy e sul trattamento dei dati personali.


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Scrive per noi

Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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