Con l’inizio del mese di luglio il Fondo nazionale di garanzia per i viaggi organizzati è stato definitivamente abolito. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge europea 2014 (legge n. 115/2015) in vigore dal 18 agosto ha modificato radicalmente il codice del turismo relativamente alle tutele per viaggiatori coinvolti loro malgrado nel dissesto economico dei tour operator o agenzie di viaggio presso le quali abbiano acquistato un pacchetto vacanze. Secondo la nuova disciplina, il precedente Fondo dovrà essere sostituito con polizze assicurative o garanzie bancarie che, in caso di insolvenza o fallimento dell’organizzatore o del venditore, garantiscano al viaggiatore il rimborso del prezzo versato per l’acquisto del pacchetto di viaggio e il rientro immediato del turista. La stessa norma stabilisce la possibilità, per i pacchetti prenotati fino al 31/12/2015, di proporre istanze di rimborso entro tre mesi dalla data in cui si è concluso o si sarebbe dovuto concludere il viaggio. Tali istanze saranno definite fino al limite di capienza del Fondo nazionale di garanzia ex art. 51 del Dlg. 79/2011.
Se da un lato verrà meno l’assistenza da parte dello Stato, dall’altro è sancito l’obbligo da parte di tour operator e agenzie di viaggi di predisporre assicurazioni e garanzie bancarie, sia per i viaggi all’estero che per quelli effettuati all’interno di un singolo Paese. Benchè possa sembrare che le nuove disposizioni siano positive per il consumatore dal punto di vista della sicurezza del rimborso e della rapidità ad ottenerlo, sono molte le considerazioni e i dubbi.
Innanzitutto riguardo alla frequente difficoltà di accedere al credito, che renderà molto difficile, in alcuni casi, acquisire una fideiussione bancaria, nonché alla predisposizione della copertura per insolvenza o fallimento di società all’interno delle polizze assicurative, attualmente inesistente, se non addirittura causa di esclusione. Non solo, ma è evidente che, laddove l’impresa riuscirà ad ottenere i necessari affidamenti dal sistema bancario, il costo finirà per gravare sul consumatore finale che quindi, se vuole la tutela, dovrà pagarla di tasca propria.
“Lascia veramente senza parole il fatto che, anziché migliorare il funzionamento di un Fondo di garanzia effettivamente malfunzionante per gli enormi tempi di risposta alle pratiche risarcitorie (da qui la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea e tuttora in corso), si ripieghi sul privato, facendo gravare gli oneri in primo luogo sulle imprese e, alla fine, sui consumatori. Di certo misure come questa non contribuiscono a rilanciare il settore in forte sofferenza”, puntualizza Federconsumatori.
Ad oggi la situazione per i diversi tour operator ed agenzie è molto variegata. Qualcuno, perlopiù attraverso le principali associazioni di categoria, ha annunciato l’avvio di una dotazione ad hoc attraverso una copertura assicurativa, altri non sono ancora in grado di farlo. Quindi i consumatori, al momento di effettuare una prenotazione devono sincerarsi della effettiva copertura di cui potranno usufruire (che dovrà essere precisata contrattualmente) e preferire le aziende in grado di tutelarli maggiormente.

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