Virgin Active Italia, sanzione Antitrust da 3 milioni per pratiche scorrette (Foto Pixabay)

Virgin Active Italia, che gestisce 40 palestre e impianti per servizi di fitness e benessere fisico nelle principali città italiane, “non ha adeguatamente informato la clientela sulle condizioni degli abbonamenti e sui termini di rinnovo”. Con questa motivazione l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha multato la società per 3 milioni di euro.

L’Antitrust ha chiuso l’istruttoria, avviata a dicembre 2024, nei confronti della società Virgin Active Italia e ha irrogato una sanzione di 3 milioni di euro. Il procedimento ha preso avvio grazie alle segnalazioni arrivate all’Autorità da numerosi consumatori. E ha confermato, spiega l’Antitrust in una nota, le pratiche scorrette della società. Le condotte contestate sono considerate collegate fra loro e rappresentano, spiega l’Autorità, “una pratica commerciale scorretta dal carattere unitario e complesso” in violazione del Codice del Consumo.

“Virgin Active Italia – che nel 2024 ha superato i 100.000 abbonamenti – forniva ai consumatori informazioni inadeguate sui termini e sulle condizioni di adesione, di rinnovo automatico, di disdetta e di recesso anticipato dall’abbonamento – spiega l’Antitrust – Inoltre ometteva la comunicazione preventiva sul rinnovo automatico dell’abbonamento, sulla data entro cui il consumatore può inviare formale disdetta e non forniva informazioni adeguate sugli aumenti dei prezzi praticati nel corso del 2024. Infine, creava ostacoli all’esercizio della facoltà di risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta”-

L’Antitrust denuncia che “i clienti di Virgin Active Italia non sono stati messi in condizione di poter decidere in modo consapevole se aderire ai servizi offerti o se disdire il contratto oppure esercitare il diritto di recesso, finendo per essere vincolati contrattualmente alla società per un servizio di fatto non richiesto, con conseguente addebito dei relativi costi”.

Udicon: palestre più trasparenti su prezzi e abbonamenti

«La sanzione Antitrust nei confronti di Virgin Active Italia arriva dopo mesi di segnalazioni da parte di consumatori che si sono trovati loro malgrado, vincolati a un abbonamento senza aver compreso fino in fondo le condizioni – commenta Martina Donini, presidente nazionale Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori) – Rinnovi automatici senza preavviso, aumenti di prezzo non comunicati e difficoltà a disdire i contratti. Non è così che si costruisce un rapporto trasparente con i clienti. Il problema però non riguarda solo Virgin Active, in tante palestre c’è ancora troppa opacità su prezzi degli abbonamenti, modalità di accesso e clausole contrattuali. Ci auguriamo che questa vicenda serva da monito per tutto il settore e che chi ha pagato ingiustamente venga rimborsato».

Palestre e piscine, UNC: +8,3% i prezzi in un anno

Per l’Unione Nazionale Consumatori la multa dell’Antitrust è una “ottima notizia”.

Spiega il presidente dell’associazione Massimiliano Dona: «È dai tempi del Covid e dei voucher che riceviamo una marea di proteste e segnalazioni su catene di palestre e centri fitness, tanto che abbiamo anche presentato un esposto all’Antitrust. Problemi di rinnovi automatici, difficoltà nel far valere la disdetta, il recesso anticipato. Ancor più complicato per il consumatore provare a risolvere il contratto per impossibilità sopravvenuta. Al consumatore serve troppo spesso il supporto dei nostri uffici legali per far valere i suoi giusti diritti, quando invece dovrebbe bastare una semplice sua richiesta».

L’associazione segnala poi l’aumento dei prezzi.

«Nell’ultimo anno, – conclude Dona – tra palestre e piscine, il rincaro è stato dell’8,3%, oltre 5 volte l’indice generale dell’inflazione che nello stesso periodo è pari all’1,6%».

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