Energia elettrica e gas, distribuzione dei carburanti, comunicazioni, banche, poste e assicurazioni, servizi pubblici locali e società pubbliche: sono numerosi gli spazi di intervento che l’Antitrust ha individuato nell’inviare a Governo e Parlamento la segnalazione per la predisposizione del disegno di legge annuale sulla concorrenza. Secondo l’Autorità, infatti, sulla liberalizzazione dei mercati e sulla semplificazione molto è stato già fatto ma molto rimane anche da fare per superare gli ostacoli alla competitività.
Sulla semplificazione della regolazione e sulla liberalizzazione dei mercati negli ultimi anni molto è già stato fatto ma molto resta ancora da fare: questa la posizione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato espressa nella segnalazione inviata a Governo e Parlamento per la predisposizione del disegno di legge annuale per la concorrenza in attuazione della legge 23 luglio 2009, n. 99.
Secondo l’Antitrust, si legge in una nota, “è imprescindibile realizzare in maniera compiuta le riforme strutturali dei mercati accelerando l’attuazione effettiva di quelle avviate: solo così sarà possibile eliminare gli ostacoli che limitano la concorrenza e la competitività del tessuto produttivo nazionale, superando al contempo le strozzature infrastrutturali ancora esistenti. Molteplici sono le aree nelle quali occorre intervenire: dai settori dell’energia elettrica e del gas alla distribuzione dei carburanti, dalle comunicazioni ai settori bancario e assicurativo, alla sanità, alle poste fino ai servizi professionali”. Per l’Autorità bisogna inoltre intervenire sui servizi pubblici locali e sulle società pubbliche per superare “quel ‘capitalismo pubblico’ che non consente di raggiungere adeguati livelli di efficienza e di qualità dei servizi”. L’Antitrust sottolinea inoltre l’esigenza di adottare forme di consultazione pubblica preventiva nel caso della realizzazione delle infrastrutture, provvedimenti che “evitando l’insorgere di contestazioni successive alla fase della decisione, consentono un’accelerazione dei tempi e una riduzione dei costi di realizzazione”.
Quali dunque gli interventi suggeriti? Sono numerosi, come detto. Ad esempio nel settore delle assicurazioni, rileva l’Autorità, “va ripreso il percorso di riforma dell’RCAuto contenuto nel disegno di legge, varato dal Governo a febbraio: applicazione di sconti nel caso di ricorso ai servizi medico sanitari convenzionati con la compagnia e di installazione di meccanismi elettronici di registrazione dell’attività degli autoveicoli, nonché interventi per un efficace contrasto al fenomeno delle frodi assicurative possono apportare significativi miglioramenti in un mercato ancora caratterizzato da inefficienze e costi eccessivi a carico dell’assicurato”.
Per le banche,l’Autorità sottolinea la necessità di “aumentare il tasso di mobilità della clientela, introducendo un termine massimo di 15 giorni per il trasferimento del conto corrente e prevedendo un risarcimento al cliente in caso di ritardi addebitabili alla banca. Vanno, inoltre, introdotti strumenti per favorire lo sviluppo di motori di ricerca indipendenti dalle banche (e in concorrenza tra loro) che consentano al consumatore un più agevole confronto tra i servizi bancari offerti dai diversi operatori”.
Nelle comunicazioni sono considerati fondamentali la realizzazione dell’Agenda Digitale e il superamento del digital divide attraverso la realizzazione di adeguate infrastrutture. “La realizzazione dell’Agenda Digitale influisce largamente sul rilancio della crescita dell’economia nazionale e sulla modernizzazione del suo tessuto produttivo – rileva l’Antitrust – Occorre, da un lato, assicurare che il processo innovativo proceda speditamente e consenta il necessario ammodernamento delle infrastrutture di comunicazioni; dall’altro lato, garantire il rispetto del principio di non discriminazione nell’accesso alle infrastrutture essenziali”.
Nel settore dell’energia elettrica e del gas, l’Autorità torna a suggerire la riduzione dei procedimenti autorizzatori necessari per la realizzazione di infrastrutture energetiche ritenute, anche in un’ottica di mercato europeo, prioritarie; e la “progressiva riduzione del regime di maggior tutela, salvaguardando le fasce di consumatori più deboli”. Per realizzare le infrastrutture, l’Antitrust suggerisce di introdurre “forme di consultazione preventiva con le popolazioni locali coinvolte, per minimizzare la conflittualità tra Governo centrale, amministrazioni locali, cittadini e loro associazioni”.
Suggerimenti arrivano, fra i diversi settori, anche per il trasporto pubblico. Per l’Antitrust “per il settore del trasporto pubblico locale, caratterizzato da un’estrema complessità del quadro normativo applicabile, sarebbe utile ricorrere a una delega legislativa da inserire nella legge annuale per la concorrenza. La delega dovrebbe, tra l’altro, riaffermare il principio della procedura competitiva per l’affidamento dei servizio, comunque, incentivare le amministrazioni al ricorso alle gare per la selezione dei fornitori dei servizi, e garantire condizioni che favoriscano la partecipazione alle procedure competitive. Andrebbe,inoltre, adottata una misura volta ad individuare gli ambiti in cui è possibile l’apertura alla concorrenza nel mercato. Quanto alla disciplina dei taxi e degli NCC, – aggiunge l’Autorità – è necessario eliminare gli elementi di discriminazione competitiva esistenti, in una prospettiva di piena sostituibilità dei due servizi. L’inadeguatezza delle norme vigenti emerge anche alla luce dell’affermazione di piattaforme on line che agevolano la comunicazione fra offerta e domanda di mobilità, consentendo un miglioramento delle modalità di offerta del servizio di trasporto di passeggeri non di linea, in termini sia di qualità sia di prezzi”.

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