Attivazioni non richieste di luce e gas, Antitrust multa Servizio Energetico Italiano per 900 mila euro (Foto Pixabay)

Attivazioni non richieste di luce e gas, l’Antitrust multa Servizio Energetico Italiano per 900 mila euro. Per il Garante della concorrenza, da luglio 2022 la società ha concluso contratti e attivato forniture non richieste, senza sottoscrizione e consenso da parte dei consumatori. E ha chiesto il pagamento di corrispettivi non dovuti. Secondo l’istruttoria dell’Autorità, Servizio Energetico Italiano (SEI) in alcuni casi non ha inviato o ha inviato tardivamente la documentazione contrattuale e ha imposto ostacoli all’esercizio del diritto di ripensamento.

“Queste condotte scorrette – spiega l’Autorità in una nota – hanno causato il mancato rispetto, a seguito dell’attivazione non richiesta di contratti di energia elettrica e gas, dell’obbligo di garantire ai consumatori sia il ripristino del contratto con il precedente fornitore, sia il diritto a rimanere indenni in relazione agli eventuali importi fatturati”.

Il teleselling e le attivazioni non richieste

Come si legge nel provvedimento dell’Autorità, le attività di promozione e commercializzazione della società avvengono soprattutto attraverso teleselling e questo ha favorito l’effettuazione di molte attivazioni non richieste.

Per quanto riguarda poi i reclami arrivati alla società, l’L’Antitrust spiega che “i segnalanti/reclamanti, alcuni dei quali soggetti fragili e/o di età avanzata, hanno costantemente evidenziato di essere venuti a conoscenza della presunta adesione alle offerte del mercato libero di SEI solo dopo la ricezione della c.d. “lettera di benvenuto”, in assenza di qualsivoglia contatto telefonico, visita a domicilio da parte di un agente/procacciatore del Professionista, o anche a seguito di telefonate delle quali hanno contestato la finalità o la genuinità della registrazione, o addirittura solo in seguito della ricezione di solleciti di pagamento e/o preavvisi di disalimentazione o depotenziamento/disalimentazione del punto di prelievo”.

Fra gennaio e aprile 2023 la stessa società energetica ha riconosciuto i comportamenti scorretti di numerose attività di teleselling e ha annullato una mole consistente di contratti, per mancanza del consenso, per disconoscimento e per l’esercizio del diritto di ripensamento. “Un numero elevatissimo di annullamenti”, afferma l’Antitrust, per la quale questi dati “comprovano la natura patologica delle attivazioni non richieste contestate”.

L’Autorità contesta inoltre alla società di aver più volte preteso il pagamento della fornitura, spingendosi fino all’invio di solleciti di pagamento e diffide anche in pendenza di reclami degli utenti per disconoscere il contratto o nonostante il mancato invio della documentazione contrattuale o delle stesse fatture di cui chiedeva il pagamento.

Per l’Antitrust inoltre la società “ostacola e limita l’esercizio dei diritti contrattuali dei consumatori e, in particolare, quello del diritto di ripensamento/recesso da parte dei propri clienti”. In molti casi i consumatori non hanno potuto esercitare tempestivamente questo diritto perché non sapevano dell’attivazione della fornitura di energia o perché la società aveva ritardato l’invio del contratto. Da tutto questo la sanzione di 900 mila euro per pratica commerciale scorretta.


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