Riduzione dei consumi di gas, il piano del Mite (fonte foto: pixabay)

C’è il piano nazionale per la riduzione dei consumi di gas. «Per ridurre i rischi connessi a una potenziale interruzione totale dei flussi dalla Russia durante il prossimo inverno nonché rispondere alle richieste europee in termini di riduzione dei consumi per il periodo 2022-2023, è opportuno attuare sin da subito misure di contenimento dei consumi nazionali di gas», si legge nel “Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale” pubblicato oggi dal Ministero della transizione ecologica.

Per i consumatori finali, le misure prevedono una riduzione della temperatura del riscaldamento di 1 grado e del periodo di accensione di 15 giorni, più una serie di indicazioni e suggerimenti di comportamento per un uso efficiente dell’energia.

«Le stime dell’impatto di tutte le misure di contenimento – si legge nel Piano – portano ad un potenziale di circa 5,3 miliardi di Smc di gas, considerando la massimizzazione della produzione di energia elettrica da combustibili diversi dal gas (circa 2,1 miliardi di Smc di gas) e i risparmi connessi al contenimento del riscaldamento (circa 3,2 miliardi di Smc di gas), cui si aggiungono le misure comportamentali da promuovere attraverso campagne di sensibilizzazione degli utenti ai fini di un comportamento più virtuoso nei consumi».

Risparmiare gas, il Piano

«Il Governo conferma gli impegni di decarbonizzazione per il 2030, che anzi assumono in questa fase un’ulteriore rilevanza ai fini strategici dell’aumento della indipendenza energetica – si legge online sul sito del Mite – L’insieme delle misure di diversificazione illustrate nel Piano consentirà nel medio termine (a partire dalla seconda metà del 2024) di ridimensionare drasticamente la dipendenza dal gas russo e comunque di ridurre l’uso del gas in generale».

Nel breve termine, «al fine di risparmiare gas e evitare il più possibile un eccessivo svuotamento degli stoccaggi nazionali anche in previsione della stagione 2023-2024, è comunque opportuno attuare un Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas, in linea con le indicazioni della Commissione europea, così come recentemente definite nel Regolamento (UE) 2022/1369 del 5 agosto 2022».

 

 

Come contenere i consumi di gas

Il Piano volontario di contenimento dei consumi riguarda il 15% del consumo di riferimento nel periodo considerato.

Le misure, si legge nel provvedimento, riguardano la massimizzazione della produzione di energia elettrica, nel settore termoelettrico, con combustibili diversi dal gas, oltre che l’accelerazione delle energie rinnovabili nel settore elettrico; le misure di contenimento nel settore riscaldamento e un insieme di misure comportamentali nell’uso efficiente dell’energia «che integrano la politica nazionale in materia di efficienza energetica e che in questo caso hanno anche l’obiettivo di aiutare cittadini e imprese a ridurre i costi della propria bolletta energetica, senza alcun effetto di rilievo sulle modalità del servizio. Queste misure saranno promosse attraverso una apposita campagna informativa istituzionale, saranno – si ribadisce – volontarie e saranno integrate ove necessario da strumenti di sostegno alla scelta 9 del comportamento efficiente».

L’insieme del contributo atteso da queste tre misure, si legge nel piano, “porta ad una riduzione dei consumi coerente con il 15% del Regolamento UE, pari quindi almeno a 8.2 miliardi di Smc di gas naturale”.

A questo si possono aggiungere i risparmi derivanti dalla riduzione dei consumi nel settore industriale, che rappresenta la quarta misura evidenziata.

Le misure sul riscaldamento

«Questa misura prevede azioni amministrative che riducano il consumo di gas per il riscaldamento mediante l’introduzione di limiti di temperatura negli ambienti, di ore giornaliere di accensione e di durata del periodo di riscaldamento, in funzione delle fasce climatiche in cui è suddiviso il territorio italiano».

Naturalmente il piano evidenzia che non si può controllare il comportamento da parte dell’utenza ma sarà possibile attuare, si legge, controlli su edifici pubblici e grandi locali commerciali.

La riduzione dei consumi promossa regolamentando il funzionamento degli impianti di riscaldamento sarà attuata entro il mese di settembre 2022 modificando la regolamentazione della temperatura e dell’orario di accensione invernale attraverso un decreto del Ministro della Transizione Ecologica.

Il Mite indica nel dettaglio una riduzione di 1°C del riscaldamento degli edifici, a 17 gradi con più o meno 2 gradi di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili, a 19 gradi con più o meno 2 gradi di tolleranza  per tutti gli altri edifici.

«I limiti di esercizio degli impianti termici, rispetto a quanto previsto dal comma 2 dell’articolo 4 del DPR n.74/2013, sono ridotti di 15 giorni per quanto attiene il periodo di accensione (posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 giorni la data di fine esercizio) e di 1 ora per quanto attiene la durata giornaliera di accensione».  Sono fatte salve le utenze sensibili, come ospedali e case di ricovero.

Riscaldamento e comportamenti individuali

Il piano prevede poi “misure comportamentali” a costo zero che si possono attuare «attraverso una campagna di sensibilizzazione, con il supporto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di ENEA, al fine di suggerire una serie di comportamenti virtuosi che potranno contribuire, anch’essi, a limitare il consumo di energia con riduzione dei costi di bolletta degli utenti e impatti positivi anche sull’ambiente».

L’obiettivo è promuovere “comportamenti consapevoli e intelligenti”. Il Piano ne fa un elenco.

«Tra i comportamenti da promuovere quelli della riduzione della temperatura e della durata delle docce, l’utilizzo anche per il riscaldamento invernale delle pompe di calore elettriche usate per il condizionamento estivo, l’abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione e la riduzione del tempo di accensione del forno, l’utilizzo di lavastoviglie e lavatrice a pieno carico, il distacco della spina di alimentazione della lavatrice quando non in funzione, lo spegnimento o l’inserimento della funzione a basso consumo del frigorifero quando in vacanza, non lasciare in stand by TV, decoder, DVD, la riduzione delle ore di accensione delle lampadine».

Altri risparmi possono derivare da misure che prevedono un intervento e un investimento da parte degli utenti, con investimenti per la sostituzione di elettrodomestici a più elevato consumo con quelli più efficienti, sostituzione di climatizzatori con quelli più efficienti, installazione di nuove pompe di calore elettriche. Sono misure in parte in regime assistito e con detrazioni ma “richiedono un certo periodo di tempo per la determinazione degli effetti ai fini della riduzione della domanda”.


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