Una famiglia di tre persone spende in media per la Tari, la tassa dei rifiuti, poco meno di 320 euro. Ma ci sono differenze territoriali – al Sud si paga di più. L’Italia è ancora indietro nella raccolta differenziata. L’Europa prevede che al 2035 la percentuale dei rifiuti da avviare a riciclo debba essere del 65%, a oggi gli italiani differenziano circa il 52% dei rifiuti. A dirlo è Federconsumatori nel report nazionale su “Servizi e Tariffe dei Rifiuti”, un’analisi relativa agli importi della Tari nei 20 comuni italiani capoluogo di Regione.

Dall’indagine, realizzata esaminando i “Regolamenti per l’istituzione e l’applicazione della Tassa sui Rifiuti (Ta.Ri.)” dei Comuni italiani, è emerso che la spesa media annua di una famiglia tipo composta da 3 componenti in un appartamento di 100 mq per la tassa sui rifiuti nel 2018 è stata di 319,63 euro annui, contro i 321,96 euro del 2017 (con una variazione del -1%). Si tratta di una spesa che, spiega Federconsumatori, nonostante la lieve flessione pesa molto sui bilanci delle famiglie e che “sarebbe improponibile, come prospettato da un emendamento, introdurre nella bolletta elettrica con cadenza bimestrale”.

Ci sono poi notevoli differenze regionali. Nel Nord Italia la Tari media è di 308,77 euro, quella del Centro Italia si attesta a 318,17 euro e quella del Sud Italia e delle Isole è di 331,23 euro.

Entro il 5 luglio 2020 dovranno essere recepite le Direttive europee sull’economia circolare. Gli obiettivi fissati dalla Ue relativi alla raccolta differenziata che gli Stati membri dovranno raggiungere al 2035 prevedono alcuni passaggi intermedi, rispettivamente al 2025 e al 2030: entro il 2035 la percentuale dei rifiuti da avviare al riciclo dovrà essere del 65%, la percentuale di riciclo dei rifiuti da imballaggio del 70%, il tetto massimo dei rifiuti smaltiti in discarica del 10%. In Italia, sottolinea Federconsumatori, si è ancora lontani da questo target: gli italiani differenziano circa il 52% dei rifiuti. Il restante 48% è rappresentato da rifiuti indifferenziati, di cui il 40% viene usato come combustibile negli inceneritori che recuperano energia ed il restante 60% finisce in discarica.

“Questo dimostra – commenta Federconsumatori –  la necessità di uno sforzo per promuovere la cultura del riciclo e la consapevolezza dei rischi per il nostro pianeta determinati dall’elevata produzione di rifiuti. In tal senso è indispensabile disporre i piani nazionali e regionali di gestione rifiuti prevedendo la chiusura del ciclo completo dello smaltimento dei rifiuti e il raggiungimento dei target europei per evitare di incorrere in pesanti sanzioni, come avvenuto già in molti comuni. Tali operazioni si rendono indispensabili anche al fine di evitare il prolungato stanziamento dei rifiuti negli impianti di stoccaggio che, come purtroppo la cronaca recente ci dimostra, rappresentano un elevato pericolo per la salute dei cittadini, essendo a rischio di incendi, spesso dolosi e strumentali, a causa di pericolose e sempre più diffuse infiltrazioni mafiose”.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)