Fwu Life, Tribunale del Lussemburgo dispone liquidazione. Oggi incontro Ivass-Consumatori (Foto Pixabay)

Il 31 gennaio il Tribunale Distrettuale del Lussemburgo ha disposto lo scioglimento e la liquidazione della compagnia lussemburghese Fwu Life Insurance Lux S.A. e nominato liquidatore Maitre Baden. La sentenza è stata notificata oggi al Commissariat aux Assurances e nei prossimi giorni arriveranno ulteriori comunicazioni da parte dell’Autorità lussemburghese. In Italia la notizia è stata rilanciata dall’Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, che ha incontrato le associazioni dei consumatori del CNCU per spiegar loro la situazione e fornire aggiornamenti su questa nuova crisi che scuote il mercato delle assicurazioni vita. I risparmiatori coinvolti in Italia sarebbero oltre 100 mila.

La procedura di liquidazione dovrebbe durare diversi anni, secondo quanto emerso dalle interlocuzioni con l’Autorità di vigilanza lussemburghese. Nei giorni scorsi la capogruppo tedesca FWU AG ha bloccato i sistemi IT della FWU Life Insurance Lux S.A. e di tutte le sue succursali, compresa quella italiana. Gli assicurati pertanto non hanno la possibilità di mettersi in contatto con la compagnia.

Fwu Life: nessun assicurato deve più pagare premi alle prossime scadenze

Nelle slide diffuse ai consumatori per l’occasione, l’Ivass ha fatto sapere che la procedura di liquidazione è soggetta alla legge lussemburghese, differente da quella italiana, e che l’Istituto non può intervenire direttamente nella procedura di liquidazione. Fornirà costanti aggiornamenti appena disponibili, mantenendo contatti con il liquidatore.

Cosa succederà ora? Il percorso non sarà affatto veloce. Entro 6 mesi dalla liquidazione, si legge ancora nelle slide, il liquidatore manderà a tutti i creditori conosciuti o identificabili dai libri sociali una nota con indicazione del credito precompilata. La procedura di accertamento del passivo durerà 3 anni. Sarà importante verificare tutti i dati compreso l’ammontare del credito. L’Ivass raccomanda di monitorare la situazione e inviare un indirizzo aggiornato al liquidatore.

Altro punto sottolineato dall’Istituto: nessun assicurato deve più pagare premi alle prossime scadenze.

 

Fwu Life, il nuovo caso che fa tremare i risparmiatori (Foto Pixabay)

 

Confconsumatori: il recupero delle somme non sarà rapido

Confconsumatori precisa che, per il momento, la compagnia Fwu austriaca non è coinvolta nella liquidazione. A questo punto gli assicurati italiani dovrebbero ricevere entro 6 mesi una comunicazione di riconoscimento del credito da parte del commissario, ed entro 3 anni al massimo depositare l’istanza di ammissione al passivo.

“Una situazione complicata, dovuta al fatto che in Lussemburgo non opera il sistema di posta elettronica certificata (pec) e quindi le operazioni parrebbero rimesse al deposito cartaceo delle istanze”, spiega Confconsumatori. L’associazione ha chiesto che Ivass si faccia portavoce con i liquidatori affinché creino un portale per gli inserimenti delle domande di ammissione al passivo italiane, atteso che i costi per l’utilizzo di legali in Lussemburgo potrebbero essere piuttosto alti.

«Ad oggi, Confconsumatori raccomanda a tutti di verificare il possesso dei documenti utili a proporre domanda di accertamento del credito e di comunicare eventualmente i dati della propria residenza e di contatto, ove non più corrispondenti a quelli della polizza – affermano il presidente di Confconsumatori, Marco Festelli, e il responsabile Prodotti finanziari e assicurativi dell’associazione, Antonio Pinto – La nostra Associazione fornirà assistenza per l’ammissione al passivo».

Confconsumatori segnala infine che “il recupero delle somme non sarà rapido e soprattutto che per alcune polizze, specie quelle stipulate da pochi anni e che prevedevano i costi nei primi 5 anni di premio ricorrente, non sarà totale. Ivass ha confermato che l’Autorità lussemburghese ha comunque riferito che gli attivi posti a garanzia delle polizze come riserve tecniche risultano depositati presso la banca terza, distinti dal patrimonio della compagnia”.

Assoutenti: “Lacune nella vigilanza”

“Il caso FWU mette in luce gravi lacune nella vigilanza strutturale, sia a livello europeo che nazionale – commenta Assoutenti – Sebbene la compagnia sia soggetta al controllo dell’istituto di vigilanza lussemburghese e non di quello italiano, la supervisione si è rivelata inefficace. Inoltre, resta da chiarire il ruolo degli intermediari italiani vigilati, che hanno commercializzato queste polizze senza garantire una trasparenza adeguata sui rischi”.

Gli assicurati devono essere prudenti, prosegue l’associazione, e diffidare chi di promette rimborsi immediati e soluzioni rapide perché il processo sarà lungo.

«La responsabilità politica non può ricadere esclusivamente sulle autorità lussemburghesi – ha detto Gabriele Melluso, presidente di AssoutentiServiva un controllo più attento sugli intermediari italiani che hanno commercializzato questi prodotti, spesso senza fornire adeguate informazioni sui rischi. Inoltre, è necessaria una maggiore coesione nel sistema di vigilanza europeo per rafforzare la tutela dei consumatori, anche tramite interventi normativi mirati».

Fwu Life, UNC: “Consumatori abbandonati”

Davanti allo scioglimento e alla liquidazione della Fwu Life Insurance Lux, l’Unione Nazionale Consumatori denuncia che «I consumatori come al solito sono quelli che ci rimettono, abbandonati dalle istituzioni e dalle autorità di vigilanza, a cominciare da quelle del Lussemburgo, che non sono state in grado di prevenire l’ennesimo crack e non hanno bloccato in tempo utile la sottoscrizione di nuovi contratti».

Così il commento dell’avvocato Ivana Russo dell’Unc di Cassino, presente alla riunione di oggi con l’Ivass, che insieme all’avvocato Antonio Calvani, delegato dell’Unc della Puglia, sta assistendo i risparmiatori in questa vicenda. L’associazione ricorda che solo dal 3 luglio 2024 la Fwu Life Insurance Lux S.A. ha deliberato di non sottoscrivere più nuovi contratti in Italia mentre dal 2 agosto è stato nominato un commissario.

«Siamo pronti a provare ad aiutare i cittadini italiani coinvolti a sostenere le loro ragioni, valutando anche se i prodotti venduti dagli intermediari italiani erano consoni al profilo di rischio dei consumatori, visto che la maggior parte delle polizze vendute erano polizze unit linked, con il valore della polizza legato all’andamento dei mercati finanziari – spiega Russo – Una struttura del prodotto, insomma, complessa e difficile da comprendere per i non addetti ai lavori, essendo complicato stimare correttamente il rischio. Per questo stiamo considerando sia possibili azioni risarcitorie da intraprendere nei confronti degli intermediari italiani che hanno collocato le polizze, sia l’ammissione allo stato passivo nella procedura concorsuale aperta in Lussemburgo, nella quale i sottoscrittori delle polizze potranno agire da creditori privilegiati. In entrambi i casi consigliamo ai risparmiatori di recuperare i contratti e i questionari di profilatura e diamo la nostra disponibilità per aiutarli a recuperarla. Faremo anche da tramite per la raccolta e l’inoltro dei dati e delle comunicazioni richieste».

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