E dopo la notizia delle indagini che la procura di Trani sta conducendo sulla Deutsche Bank, il colosso bancario di Francoforte sul Meno, partono gli esposti delle associazioni dei consumatori che vogliono far luce su alcune questioni fondamentali. Ad essere indagati per manipolazione del mercato al momento sono l’ex presidente della banca tedesca e gli ex co-amministratori, accusati di aver effettuato operazioni di vendita sui titoli di Stato italiani per un valore pari a 7 miliardi euro, durante il primo semestre del 2011. L’operazione ha indebolito pesantemente il valore dei titoli, determinando un aumento dello spread fino a 500 punti base.
L’Asso-consum ha quindi deciso di chiedere al tribunale pugliese che si occupa dell’inchiesta di rendere note le analisi dei tecnici della Deutsche Bank in base alle quali furono venduti i titoli di stato italiano. Attraverso di esse potranno essere chiarite anche altre fondamentali questioni come ad esempio la quantità dei titoli pubblici immessi sul mercato e il loro valore prima e dopo la svendita.
L’associazione spera inoltre di ottenere risposte ad una serie di interrogativi: quale era il valore del Pil, quello del il deficit Italiano e il differenziale tra i due valori il mese prima delle operazioni? Quale era il valore del Pil il mese prima e quale quello una settimana dopo la svendita dei titoli? E rapporto tra il deficit il mese prima e quale una settimana dopo le operazioni? Domande tutto sommato legittime, considerando che in quel periodo il mercato finanziario del Paese fu effettivamente scosso dalle conseguenze di questa operazione.


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