A fine febbraio 2017 l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia (1.800,9 miliardi di euro), è nettamente superiore, di quasi 101,5 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta da clientela (1.699,4 miliardi di euro).Nel rapporto mensile di Abi per febbraio 2017 emerge che i prestiti a famiglie e imprese sono in crescita su base annua del +1,8%, in accelerazione rispetto al +1,5% del mese precedente, rafforzando il miglioramento della dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere. 

soldiSulla base degli ultimi dati ufficiali, relativi a gennaio 2017, si conferma la ripresa del mercato dei mutui, inizialmente colta con l’impennata dei nuovi mutui. L’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie ha registrato una variazione positiva di +1,9% rispetto a gennaio 2016 (quando già si manifestavano segnali di miglioramento).

Nello scorso mese, i tassi di interesse applicati sui prestiti alla clientela risultano stabili, su livelli molto bassi: il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,85%, minimo storico (2,87% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007).

Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni già effettuate dalle banche con proprie risorse) a gennaio 2017 si sono ridotte a 77,8 miliardi di euro (il valore più basso da giugno 2014), in forte diminuzione rispetto al dato di dicembre 2016 (86,8 miliardi) (cfr. Tabella 4). In particolare, rispetto al picco di 89 miliardi toccato a novembre 2015 si registra una riduzione delle sofferenze nette di oltre il 12%. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è ridotto al 4,45% a gennaio 2017 (era il 4,89% a fine 2016 e lo 0,86% prima della crisi).

In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a fine febbraio 2017, di oltre 52 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +3,9% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per quasi 60 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -15,5%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) ha registrato a febbraio 2017 una variazione su base annua pari a -0,5%, era -1,3% il mese precedente.

Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è cresciuta da 1.549 a 1.699,4 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di oltre 150 miliardi.

Il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato allo 0,99% (1% il mese precedente e in flessione dal 2,89% a fine 2007) ad effetto: del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito), che si è attestato allo 0,41% (0,41% a gennai 2017); del tasso sui PCT pari a 0,68% (dallo 0,67% di gennaio); del rendimento delle obbligazioni, pari al 2,72%, 2,71% il mese precedente.

Il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a febbraio 2017 risultava pari a 186 punti base (187 punti base il mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (329 punti base a fine 2007). In media nel 2016 tale differenziale è risultato pari a 1,98 punti percentuali (2,12 p.p. nel 2015).


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