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Gli italiani e il risparmio, l'indagine Acri-Ipsos per la Giornata mondiale

Gli italiani e il risparmio, un rapporto complicato

In occasione della Giornata mondiale del risparmio, Acri-Ipsos presentano l’indagine sugli italiani e il risparmio. Una relazione piena di contraddizioni. Il risparmio sale perché i consumi vanno giù. La maggioranza delle famiglie è in grado di sostenere spese impreviste ma chi sta male è spinto ancor più ai  margini

Gli italiani tagliano i consumi e così aumentano i risparmi. Del resto la contrazione dei consumi che c’è stata nei mesi passati ha incanalato naturalmente le entrate e le risorse economiche delle famiglie verso il risparmio. Nel rapporto fra italiani e risparmio, però, ci sono «evidenti contraddizioni».

Ci sono italiani che dichiarano di poter far fronte senza particolari preoccupazioni a una spesa imprevista di mille euro. Altri che sono spinti ancor più ai margini. A fare il punto sul complesso legame col risparmio è l’indagine “Gli italiani e il Risparmio”, fatta da Acri e Ipsos per la Giornata mondiale del risparmio che si celebra domani.

«Il clima degli italiani nei confronti dell’economia e del risparmio è caratterizzato da evidenti contraddizioni – si legge nell’indagine – Da una parte si rileva una ritrovata serenità e fiducia rispetto alla propria situazione economica, dovuta al senso di tranquillità indotto dal largo incremento del numero di risparmiatori e, forse, da un ridimensionamento delle aspettative. D’altra parte, è diffusa una preoccupazione generalizzata circa i destini del Paese e del mondo, che induce molta cautela sia nel consumo, che nell’investimento. In questo contesto si acuiscono le differenze: una quota significativa di italiani, seppur minoritaria, sta velocemente riducendo la propria capacità di resistere alle difficoltà, mentre altri la stanno migliorando. I timori sul futuro appaiono contrastati solo da una crescita della fiducia nell’UE, nella direzione intrapresa e nelle potenzialità dell’euro».

 

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Famiglie in crisi, Fonte: Gli italiani e il risparmio, Acri-Ipsos 2020

 

Gli italiani e un nuovo lockdown

I temi sanitari preoccupano oggi due terzi degli italiani, mentre un terzo è a rischio di marginalità.

Di fronte all’ipotesi di una nuova chiusura, sei su dieci sostengono che la situazione economica personale e familiare permette di affrontare un nuovo lockdown ma il 30% non riuscirebbe ad affrontare un nuovo periodo simile. Cresce anche il numero di famiglie che dichiara di essere stata colpita dalla crisi nel lavoro nell’ultimo anno. Sono oggi il 27%. Di queste il 13% si trova in una situazione grave perché ha perso il posto di lavoro (10%) o non viene pagato (3%) e il 12% vive condizioni peggiori in termini di orario, contratto o stipendio.

Sale il risparmio perché i consumi vanno giù

La riduzione delle occasioni di consumo che c’è stata nei mesi passati, durante il lockdown ma anche negli anni precedenti, ha favorito il risparmio e incentivato ancor più la propensione degli italiani a risparmiare, per poter far fronte agli imprevisti con risorse proprie.

Rispetto ai due anni precedenti i consumi sono in calo, fatta eccezione per gli alimentari e per la casa. Sono diminuiti i consumi per cinema, teatri, concerti, viaggi e vacanze, ristoranti pizzerie e bar, anche per abbigliamento e bellezza. Vanno su invece quelli per medicinali, telefonia e internet, prodotti alimentari e per la casa.

 

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Andamento consumi. Fonte: Gli italiani e il risparmio, Acri-Ipsos 2020

 

Risparmio, spese impreviste e fragilità

Aumenta ancora la percentuale di italiani che si identifica con chi risparmia senza troppe rinunce (58%) e che guarda con soddisfazione agli ultimi 12 mesi, periodo durante il quale è accresciuto il proprio accantonamento di riserve. Tanto che le spese impreviste, per una quota ritenuta maggioritaria, sarebbero comunque gestibili.

«Questo accumulo – dice l’indagine Acri-Ipsos – consente, a un numero crescente di italiani, di mettersi al riparo da spese impreviste: l’82% non avrebbe problemi a far fronte, con mezzi propri, a spese impreviste pari a € 1.000 e il 42% qualora queste spese fossero pari a € 10.000, dato in crescita di 8 punti percentuali rispetto a 3 anni fa».

La flessione dei consumi del fuori casa e del divertimento ha incanalato le entrate verso il risparmio e il sacrificio è stato “a monte”, non determinato in questo caso da motivi economici. Oltre a questo, però, ci sono le fasce di popolazione che si trovano in una situazione molto più complicata e fragile rispetto al passato, sia per i consumi in calo che per l’effettiva impossibilità di risparmio.

«Sono coloro che stanno pagando la crisi attuale e le code della precedente, e che rischiano di essere sempre più marginalizzati: vivono la situazione con crescente ansia, perché non intravedano vie d’uscita».

 

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Risparmio e consumi. Fonte: Gli italiani e il risparmio, Acri-Ipsos 2020

 

Risparmio uguale liquidità

Il risparmio è ancora liquidità. L’accumulo di liquidità rappresenta per il 46% italiani una fonte di tranquillità e accentua rispetto al 2019 la ricerca di questa forma di autotutela in un contesto insidioso.

«Il risparmio, come già in passato, significa accumulo di liquidità per il 63% degli italiani, sebbene si osservi un progressivo crescente orientamento verso l’investimento di almeno una piccola parte del proprio denaro, privilegiando gli immobili (33%) o strumenti finanziari meno rischiosi (29%)».

Italiani e risparmio fra presente e futuro

Gli italiani sono preoccupati non tanto del prossimo futuro ma delle prospettive che si muovono più in avanti, nell’orizzonte temporale di dieci o venti anni. Questo sì che preoccupa il 57% degli italiani. Le grandi incognite sono l’economia, per basse prospettive per i giovani, lavoro instabile e mancanza di risparmi cumulati su cui contare, e la salute.

Il 35% degli italiani risparmia senza pianificazione o precise finalità, dice l’indagine Acri-Ipsos, mentre il 65% risparmia avendo in mente progetti ed esigenze future (38% esigenze immediate, 33% medio termine, 28% lungo termine).

Per gli italiani bisogna puntare su migliori opportunità di lavoro ai giovani e realizzare un sistema sanitario adeguato – indicate rispettivamente come importante dal 54% e dal 48% degli intervistati. Chiedono dunque attenzione a welfare, responsabilità sociale, formazione, innovazione.

«Più in generale  – si legge nella ricerca – la ricostruzione “post Covid” dovrà tenere conto di due istanze importanti, che coinvolgono la guida e l’amministrazione dello Stato, i cittadini, le imprese: perseguire con convinzione un sentiero di sviluppo sostenibile e offrire formazione soprattutto ai giovani, per contrastare la povertà educativa».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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