Festival Sviluppo Sostenibile, Asvis: agire ora per il futuro (Immagine credit Asvis)

Si apre da Ivrea, negli spazi una volta dell’Olivetti, il Festival dello Sviluppo Sostenibile. Con un ampio evento e la presentazione di un report che sottolinea gli impatti della transizione energetica da qui al 2050. Accelerare la transizione energetica, spiega l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (AsviS), “permetterebbe all’Italia di costruire un futuro di sviluppo sostenibile, con effetti positivi sistemici sull’ambiente, la società e l’economia: aumenterebbero infatti l’occupazione e il PIL (+2,2% nel 2050) e si ridurrebbe significativamente il debito pubblico”.

Al contrario una transizione tardiva, attuata dopo il 2030, peserebbe sui sistemi produttivi e finanziari e aumenterebbe le disuguaglianze. Questo negli scenari Net Zero Transformation e business as usual, mentre il non fare nulla porterebbe alla catastrofe. Nel 2050, dice l’AsviS, in caso di inazione le temperature in Italia aumenterebbero di oltre 3 C° e il PIL crollerebbe del 30%.

È quanto emerge dal “Rapporto di Primavera 2024” dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), presentato oggi nel corso dell’evento di apertura dell’ottava edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile.

 

 

Scenari per l’Italia e lo sviluppo sostenibile

Il Rapporto “Scenari per l’Italia al 2030 e al 2050. Le scelte da compiere ora per uno sviluppo sostenibile” illustra le iniziative legislative assunte dal Governo e dal Parlamento negli ultimi 18 mesi sulle diverse dimensioni dell’Agenda 2030, analizza lo stato di attuazione dei piani nazionali per realizzare nel Paese lo sviluppo sostenibile a partire da energia-clima e adattamento al cambiamento climatico, mette a confronto i programmi delle forze politiche in vista delle elezioni europee e contiene un’analisi realizzata dall’ASviS con Oxford Economics sugli scenari futuri dell’Italia al 2030 e al 2050.

«L’analisi indica con chiarezza che l’Italia deve cogliere la transizione energetica come occasione per fare innovazione a tutto campo. Chi vuole rinviare la transizione in nome dei costi da subire nei prossimi anni per realizzarla successivamente in realtà punta a scaricare sui più deboli e sulle generazioni future i danni dell’inazione – ha detto il Direttore scientifico dell’ASviS, Enrico Giovannini – Oggi le politiche nazionali in materia energetica, climatica, sociale e istituzionale appaiono incerte e contraddittorie, nonostante gli impegni internazionali assunti a settembre 2023 in occasione del Summit ONU sull’attuazione dell’Agenda 2030, a dicembre 2023 in occasione della COP28 e nel corso del recente G7-ambiente a presidenza italiana. Le proposte dell’ASviS, se recepite dal Governo, consentirebbero all’Italia di aumentare il reddito e la competitività, ridurre la povertà e le disuguaglianze, migliorare la qualità dell’ambiente, coinvolgere le nuove generazioni nella vita politica del Paese. Le elezioni europee devono essere l’occasione per rafforzare le politiche comuni a favore dello sviluppo sostenibile e operare quelle riforme istituzionali che rendano l’Unione europea un soggetto più forte e coeso, in grado di affrontare le crisi attuali e quelle future».

Le prossime tappe del Festival saranno al Salone del Libro di Torino, Bologna, Milano e Palermo, mentre Roma ospiterà numerosi appuntamenti al Palazzo delle Esposizioni lungo l’intero arco della manifestazione, dal 7 al 23 maggio.

Spiega il Presidente dell’ASviS, Pierluigi Stefanini: «Apriamo il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2024 portando ai rappresentanti delle istituzioni e delle imprese, insieme alla società civile, una serie di stimoli basati sulla consapevolezza che occorre fare molto di più per procedere sulla strada dello sviluppo sostenibile, per agire nel presente rispettando, come prevede la Costituzione, anche l’interesse delle future generazioni».


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