Finanza per la biodiversità, alla Cop di Roma accordo su risorse e sul Fondo Cali (Foto di nathalieburblis da Pixabay)
Finanza per la biodiversità, alla Cop di Roma accordo sulle risorse e sul Fondo Cali
Alla Cop 16 di Roma i governi hanno raggiunto un accordo per mobilitare le risorse necessarie per la biodiversità: almeno 200 miliardi di dollari l’anno entro il 2030. Decisa anche la creazione del Fondo Cali con risorse che dovranno andare al 50% alle popolazioni indigene e alle comunità locali
La finanza per la biodiversità fa un passo avanti. Anche se i fondi ancora non bastano. Alla Cop 16 bis di Roma i governi hanno raggiunto un accordo sulla strategia per aumentare i fondi necessari a proteggere la biodiversità e raggiungere gli obiettivi del quadro di Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (KMGBF), l’agenda globale dell’Onu che definisce 23 target per fermare e invertire la perdita di natura entro il 2030 e che stabilisce un percorso ambizioso per raggiungere la visione globale di un mondo che vive in armonia con la natura entro il 2050.
I negoziati si sono conclusi con la decisione di mobilitare almeno 200 miliardi di dollari all’anno entro il 2030 per colmare il divario finanziario globale in materia di biodiversità. I negoziati hanno visto l’approvazione di una strategia per mobilitare risorse dal 2025 al 2030 per l’attuazione del Quadro Globale per la Biodiversità e l’approvazione del Fondo Cali.
«Questi giorni di lavoro a Roma hanno dimostrato l’impegno delle Parti per far avanzare l’attuazione del quadro globale sulla biodiversità. La presidenza della COP 16 riconosce lo sforzo collettivo per raggiungere il consenso sulle questioni chiave che sono state lasciate in sospeso a Cali – ha detto Susana Muhamad, presidente della Cop 16 – Apprezziamo la disponibilità di tutti i Paesi e del Segretariato della Convenzione per il loro impegno a continuare a rafforzare l’agenda globale sulla biodiversità. Solo lavorando insieme possiamo rendere realtà la Pace con la Natura».
Biodiversità, WWF: “Passo avanti ma ora inizia il vero lavoro”
Per il WWF a Roma “è stata tracciata la via da seguire per istituire un sistema efficace per mobilitare fondi per la Natura, concordando una tabella di marcia da qui al 2030, che include una decisione sulle modalità per gestire il nuovo meccanismo finanziario che dovrà essere adottato nel 2028. Il meccanismo finanziario contribuirà a sostenere le azioni a favore della biodiversità ben oltre il 2030, sostenendo l’attuazione a lungo termine della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica in modo equo”.
Commenta Efraim Gomez, Global Policy Director del WWF Internazionale: «Le Parti hanno fatto un passo nella giusta direzione. Ci congratuliamo per aver raggiunto questi risultati in un contesto politico globale difficile. C’è consenso su come procedere per mettere in atto gli accordi finanziari necessari per fermare la perdita di biodiversità e ripristinare la natura. Tuttavia, questo accordo non è sufficiente. Ora inizia il vero lavoro. È preoccupante che i Paesi sviluppati non siano ancora sulla buona strada per onorare il loro impegno di mobilitare 20 miliardi di dollari entro il 2025 a favore dei Paesi in via di sviluppo. Investire nella Natura è essenziale per il futuro dell’umanità. Grazie alla Natura, possiamo mitigare la crisi climatica, rendere gli ecosistemi e le comunità più resilienti, stabilizzare i prezzi del cibo, assorbire il carbonio che alimenta condizioni meteorologiche estreme e costringe le persone ad abbandonare il proprio territorio».
La strategia per mobilitare risorse dal 2025 al 2030 per l’attuazione del Quadro Globale per la Biodiversità comprende finanziamenti pubblici da parte di governi nazionali, risorse private e filantropiche, banche multilaterali di sviluppo, finanza mista e altri nuovi approcci. Le parti hanno poi richiesto di avviare un dialogo internazionale tra i ministri dell’Ambiente e delle Finanze dei Paesi sviluppati e in via di sviluppo al fine di contribuire ad accelerare la mobilitazione delle risorse.
«Il WWF accoglie con favore la strategia globale di mobilitazione delle risorse adottata a Roma, che contribuirà ad accelerare le azioni a favore della biodiversità verso il 2030 – ha detto Lin Li, Senior Director for Global Policy and Advocacy del WWF Internazionale – I negoziatori di tutti i paesi hanno messo da parte le loro differenze per tracciare un percorso comune. Ora è urgente mobilitare finanziamenti da tutte le fonti – pubbliche, private e filantropiche – per garantire il raggiungimento dei 200 miliardi di dollari all’anno entro il 2030”.
Il Fondo Cali
La Cop16 di Roma ha poi lanciato la creazione del Fondo Cali, che apre un nuovo capitolo nella mobilitazione di finanziamenti privati per la biodiversità.
Il fondo, istituito in Colombia, cerca di mobilitare risorse finanziarie cruciali dalle aziende che utilizzano dati genetici sequenziati digitalmente e ne fanno un uso commerciale. Queste dovrebbero contribuire al fondo con una parte delle loro entrate o dei loro profitti. Si prevede che almeno il 50% delle risorse del Fondo Cali sia destinato alle popolazioni indigene e alle comunità locali per sostenere le azioni locali per la biodiversità.

