L'economia di seconda mano nel 2020
Second hand economy, risparmio e sostenibilità guidano il mercato dell’usato
La second hand economy vale 24 miliardi di euro nel 2019. La crescita è trainata soprattutto dall’online. Risparmio e scelte sostenibili sono fra le principali motivazioni del mercato dell’usato
Sostenibilità e risparmio. Dopo il coronavirus, diventa fondamentale ripartire facendo leva su comportamenti virtuosi anche nei consumi. E non è forse virtuoso vendere quello che non si usa più e comprare un oggetto di seconda mano per risparmiare e come scelta sostenibile? La second hand economy, l’economia di seconda mano, vale in Italia un mercato di 24 miliardi di euro nel 2019 e negli ultimi cinque anni è aumentata del 33% perché trainata soprattutto dalle vendite online.

L’economia dell’usato nel 2019
Online passa ormai quasi la metà delle compravendite di oggetti di seconda mano per la casa, attrezzi sportivi, elettronica e quant’altro. I consumatori comprano usato, dando una seconda vita agli oggetti, per risparmiare e per riutilizzare, mossi anche da una generale attenzione alla sostenibilità dei consumi e delle scelte. Chi vende lo fa soprattutto per liberarsi del superfluo.
L’economia di seconda mano sarà un settore da monitorare nell’auspicata ripresa post Covid. In ogni caso, sette consumatori su dieci ritengono che la second hand economy sarà destinata a crescere nei prossimi anni, diventando una scelta consapevole e green (48%) e un ottimo strumento per risparmiare (47%).
Il focus viene dalla sesta edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da BVA Doxa per Subito, che ha fotografato lo stato dell’arte dell’economia dell’usato in Italia nel 2019. Nella direzione di una ripresa post Covid che sia sostenibile sul fronte dei consumi, il mercato dell’usato potrebbe davvero rappresentare una forma di economia circolare rilevante e capace di generale valore.
La second hand economy cresce del 33% in cinque anni
Il valore generato dalla compravendita dell’usato vale 24 miliardi di euro nel 2019, pari all’1,3% del PIL italiano. Negli ultimi cinque anni c’è stata una crescita del 33% trainata soprattutto dall’online, che nel 2019 ha mosso 10,5 miliardi di euro, il 45% del totale.
Quasi sei persone su dieci (il 58% di chi ha comprato o venduto oggetti usati) lo ha fatto via internet. Il canale online è privilegiato soprattutto per la sua velocità (77%), l’accessibilità (44%), la semplicità e la comodità di utilizzo (38%) e la convenienza (34%).
Rispetto a cosa gli italiani hanno comprato di più online nel 2019, la classifica è guidata dal settore Casa&Persona (73%), seguito da Sports&Hobby (63%), Elettronica (57%) Motori (42%), Arredamento e casalinghi (36%), Libri e riviste e Informatica (pari merito al 30%) e Abbigliamento e accessori (26%).

Mercato dell’usato, le motivazioni di chi compra e di chi vende
La second hand economy ha due grandi motivazioni di scelta: il risparmio e la sostenibilità. Comprare e vendere usato è visto come un comportamento sostenibile, subito dopo la raccolta differenziata, l’acquisto di lampadine a Led e di prodotti a km zero.
Nel 2019 è pari al 59% la percentuale di chi compra usato per risparmiare, una motivazione in lieve calo ma che «rimane comunque rilevante nella compravendita dell’usato e tutta da riverificare con la crisi economica del 2020», commenta Doxa.
Aumenta la volontà di trovare pezzi unici e vintage (51%) e la sensibilità verso il riuso (48%). L’economia dell’usato si inserisce poi in un sistema di valori che identifica vantaggi a livello personale, ambientale e sociale. La second hand economy si presenta sempre più spesso come una scelta sostenibile (44%), intelligente e attuale (40%), ma anche un modo per dare valore alle cose (37%).
Chi vende oggetti di seconda mano lo fa soprattutto per liberarsi del superfluo (76%), mentre il 42% degli italiani vende perché crede nel riuso ed è contro gli sprechi. Il 37%, poi, vende l’usato per guadagnare qualcosa e il 16% perché desidera reinvestire il guadagno per comprare oggetti nuovi o usati. Tra le motivazioni che favoriscono la vendita di oggetti usati spiccano l’inutilizzo prolungato (73%), la voglia di passare a modelli superiori (32%), i cambiamenti familiari (22%) e i traslochi (18%). I soldi che vengono guadagnati dalla vendita vengono perlopiù conservati per l’economia di casa (47%) o utilizzati anche per acquistare altri oggetti usati (20%) oppure nuovi (17%).

