Tassa sui pacchi low cost, i Consumatori: “Nuovo balzello sulle famiglie”
Scatta da domani il dazio da 3 euro sui pacchi low cost provenienti via ecommerce da paesi extra Ue. MDC: “L’ennesimo balzello sulle famiglie. Penalizzati soprattutto i cittadini delle aree interne”. Adoc: dazio che si scarica sui consumatori
Tassa sui pacchi low cost, i Consumatori: “Nuovo balzello sulle famiglie” (Foto Kindel Media per Pexels)
Scatta da domani la tassa di 3 euro sui pacchi low cost provenienti da paesi extra Ue. Una misura, denunciano le associazioni dei consumatori, che rischia di colpire i consumatori senza risolvere i problemi strutturali del commercio e della concorrenza. Un nuovo peso che ricadrà sulle famiglie, farà aumentare i costi dei prodotti acquistati online e rischia di penalizzare soprattutto quanti vivono in aree poco servite dal commercio di prossimità. Dove c’è la desertificazione dei negozi e bisogna comprare online, il conto degli acquisti salirà. Anche perché, evidenzia il Movimento Difesa del Cittadino, il dazio da 3 euro non verrà applicato tour court al singolo pacco ma alla singola “voce” doganale dichiarata. Significa che un’unica spedizione contenente diverse categorie di prodotti potrebbe essere assoggettata a più addebiti, con un aggravio finale ben superiore ai 3 euro inizialmente prospettati.
Dazio sui pacchi, ennesimo peso sulle famiglie
La nuova misura europea pone fine all’esenzione doganale per i pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi terzi con un prelievo di 3 euro sugli acquisti spediti direttamente ai consumatori. Verranno colpiti soprattutto gli ordini effettuati sulle grandi piattaforme di ecommerce cinese e asiatico (Temu, Shein & Co) che negli ultimi anni hanno avuto una crescita esponenziale.
“Si tratta dell’ennesimo peso scaricato sulle famiglie italiane, in una fase in cui il potere d’acquisto continua a essere sotto pressione per il caro vita e l’aumento generalizzato dei costi – commenta Antonio Longo, presidente di Movimento Difesa del Cittadino – A essere colpiti saranno soprattutto i cittadini che vivono nelle aree interne del Paese, dove la desertificazione commerciale è ormai un fenomeno sempre più grave. In molti comuni i piccoli e medi esercizi commerciali hanno chiuso o stanno chiudendo, costringendo le famiglie a ricorrere agli acquisti online per beni che un tempo erano facilmente reperibili sul territorio”.
La misura viene presentata anche con motivazioni di tutela della concorrenza. “Comprendiamo l’esigenza di garantire regole uguali per tutti gli operatori e di contrastare eventuali distorsioni del mercato – prosegue Longo – Tuttavia non si può continuare a intervenire esclusivamente attraverso nuovi oneri a carico dei consumatori. Se davvero si vuole sostenere il commercio di prossimità occorre investire nella rivitalizzazione dei centri urbani e delle aree interne, contrastare la chiusura delle attività commerciali e migliorare l’accesso ai servizi. Tassare gli acquisti online di chi non ha alternative concrete non è la soluzione”.
I consumatori non possono diventare un bancomat
Anche per Adoc il rischio concreto è che il dazio di 3 euro “si scarichi interamente sui consumatori anziché gravare sulle grandi piattaforme extraeuropee, che già godono di enormi extraprofitti. Ciò significa che se acquistiamo tre magliette, un carrellino da cucina e un paio di occhiali, pagheremo 9 euro” .
“Siamo davvero certi che queste risorse, destinate a rimpinguare le casse della dogana europea, saranno realmente investite per aumentare i controlli sulla sicurezza? – prosegue Adoc – Troppo spesso questi prodotti, che incentivano acquisti impulsivi soprattutto tra i più giovani, si rivelano nocivi o pericolosi”.
L’associazione fa anche riferimento alla misura italiana, una tassa di 2 euro sui pacchi che è slittata per ora a ottobre. L’auspicio dell’associazione è che venga cancellata. “I consumatori non possono continuare a fare da bancomat”.
