Conservazione dei dati e sicurezza nazionale, la pronuncia della Corte Ue (foto pixabay)

Il diritto dell’Unione «osta alla conservazione generalizzata e indiscriminata dei dati relativi al traffico e dei dati relativi all’ubicazione, salvo in caso di minaccia grave per la sicurezza nazionale. Ai fini della lotta alla criminalità grave, gli Stati membri possono tuttavia, nel rigoroso rispetto del principio di proporzionalità, prevedere in particolare una conservazione mirata e/o rapida di simili dati nonché una conservazione generalizzata e indiscriminata degli indirizzi IP».

È quanto conferma oggi la Corte di giustizia dell’Unione europea, chiamata a pronunciarsi su un caso che riguarda servizi di accesso a internet e di telefonia in Germania – la SpaceNet e la Telekom Deutschland e la Telekom Deutschland – che avevano contestato alla giustizia tedesca l’obbligo loro prescritto dalla legge tedesca in materia di telecomunicazioni (TKG) di conservare, a decorrere dal 1° luglio 2017, dati relativi al traffico e dati relativi all’ubicazione attinenti alle telecomunicazioni dei loro clienti. Fatte salve talune eccezioni, la TKG impone ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, in particolare ai fini del perseguimento dei reati gravi o della prevenzione di un rischio concreto per la sicurezza nazionale, la conservazione generalizzata e indiscriminata, per diverse settimane, di gran parte dei dati relativi al traffico e dei dati relativi all’ubicazione degli utenti finali. La Corte amministrativa federale tedesca si è rivolta alla Corte per sapere se il diritto Ue osti a una simile normativa nazionale.

Conservazioni dati e sicurezza nazionale, il punto

Con la sua sentenza odierna la Corte di giustizia conferma la sua giurisprudenza anteriore.

La Corte dichiara che « il diritto dell’Unione osta a una normativa nazionale che prevede, a titolo preventivo, per finalità di lotta alla criminalità grave e di prevenzione delle minacce gravi alla pubblica sicurezza, la conservazione generalizzata e indiscriminata dei dati relativi al traffico e dei dati relativi all’ubicazione».

La conservazione di dati relativi al traffico e all’ubicazione e la conservazione generalizzata e indiscriminata degli indirizzi IP possono però essere previsti in casi di minaccia grave per la sicurezza nazionale e di lotta ai reati gravi.

Conservazione dati, quando e quanto

La Corte di giustizia precisa infatti che il diritto dell’Unione non osta, viceversa, a una normativa nazionale:

– che consente, a fini di salvaguardia della sicurezza nazionale, di ingiungere ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica di procedere a una conservazione generalizzata e indiscriminata dei dati relativi al traffico e dei dati relativi all’ubicazione, in situazioni nelle quali lo Stato membro interessato affronti una minaccia grave per la sicurezza nazionale che risulti reale e attuale o prevedibile. Una simile ingiunzione può essere controllata da un giudice o da un organo amministrativo indipendente e può essere emessa solo per un periodo temporalmente limitato allo stretto necessario, ma rinnovabile in caso di persistenza di tale minaccia;

– che prevede, a fini di salvaguardia della sicurezza nazionale, di lotta ai reati gravi e di prevenzione delle minacce gravi alla pubblica sicurezza, una conservazione mirata dei dati relativi al traffico e dei dati relativi all’ubicazione che sia delimitata, sulla base di elementi oggettivi e non discriminatori, in funzione delle categorie di persone interessate o mediante un criterio geografico, per un periodo temporalmente limitato allo stretto necessario, ma rinnovabile;

– che prevede, agli stessi fini, la conservazione generalizzata e indiscriminata degli indirizzi IP attribuiti all’origine di una connessione, per un periodo temporalmente limitato allo stretto necessario;

– che prevede, a fini di salvaguardia della sicurezza nazionale, di lotta alla criminalità e di salvaguardia della pubblica sicurezza, una conservazione generalizzata e indiscriminata dei dati relativi all’identità anagrafica degli utenti di mezzi di comunicazione elettronica, e

– che consente, a fini di lotta ai reati gravi e, a fortiori, di salvaguardia della sicurezza nazionale, di ingiungere ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica, di procedere, per un periodo determinato, alla conservazione rapida dei dati relativi al traffico e dei dati relativi all’ubicazione di cui detti fornitori di servizi dispongono.

Una tale normativa nazionale deve garantire che la conservazione di tali dati sia subordinata al rispetto delle relative condizioni sostanziali e procedurali e che gli interessati dispongano di garanzie effettive contro il rischio di abusi.


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