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Cosmetici e Covid, rossetto in crisi mentre sale l'e-commerce

Il Covid mette in crisi la vendita del rossetto ma non quella del trucco per gli occhi. I cosmetici possono rivelare molto e rivelano, con la crisi legata alla pandemia, cambiamenti di abitudini e di consumi originali, se paragonati alle crisi del passato.

Le riviste specializzate raccontano infatti che il rossetto non andò in crisi durante la Grande depressione americana, né dopo il crollo delle Torri Gemelle, né con la crisi economica del 2018. Adesso invece si cambia. La pandemia ha un impatto sui consumi dei cosmetici e le vendite di rossetto calano. C’è la mascherina, perché indossare un rossetto rosso che nessuno vedrà? Va meglio invece ai cosmetici per gli occhi, ombretto, mascara e eyeliner. E va meglio ai prodotti per la cura della pelle e per l’igiene personale.

 

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Cosmetici

 

Cosmetici: più 35% per l’e-commerce

In ogni caso il settore dei cosmetici ha risentito della crisi innescata dal Covid. Quanto, prova a stimarlo Cosmetica Italia, l’associazione nazionale delle imprese cosmetiche, che nei giorni scorsi ha presentato un’indagine congiunturale con un’analisi delle principali conseguenze che l’emergenza sanitaria ha avuto nel settore cosmetico.

Oltre ai dati sull’andamento di mercato, l’indagine evidenzia una serie di cambiamenti che riguardano anche i canali di acquisto.

Le abitudini di consumo stanno cambiando anche per i cosmetici: vanno su le vendite online e calano tutte le altre, un po’ meno il mass market che regge comunque il 40% del mercato. I consumatori, insomma, hanno preso ad acquistare cosmetici online di più rispetto al passato, tanto che la crescita di questo canale è del 35%.

È l’andamento dei canali, dice Cosmetica Italia, che rivela le novità nelle abitudini di consumo.

«È infatti l’e-commerce il solo canale che registra un andamento positivo con una crescita stimata del +35% a fine 2020. Il mass market, seppur con una lieve contrazione del -1,7%, continua a coprire oltre il 40% del mercato cosmetico seguito, novità di questa rilevazione, dalla farmacia che si stima chiuderà l’anno in calo di due punti percentuali».

La crisi sanitaria indebolisce la profumeria (-24% rispetto al 2019). Segno negativo anche per i canali professionali che scontano il lockdown: le previsioni di chiusura anno per l’acconciatura professionale indicano un -29%, mentre per l’estetica si stima un -28,3%. Segni negativi anche per il canale erboristeria (-25%) e sulle vendite dirette porta a porta e per corrispondenza (-30%).

«L’Indagine congiunturale delinea i contorni di una “nuova normalità” che anticipa trend e modalità di consumo: si tratta di cambiamenti che, se non avessimo dovuto confrontarci con l’emergenza sanitaria, avremmo considerato nel medio periodo – dice Gian Andrea Positano, responsabile Centro Studi di Cosmetica Italia – L’analisi costante del sentiment degli operatori ci consente di rilevare un atteggiamento attento verso l’evoluzione del panorama sanitario, economico, politico e sociale, ma al contempo orientato al cauto ottimismo: due intervistati su tre (60,3%) dichiarano infatti che già nel 2021 si vedrà il ritorno a una situazione di equilibrio».

Il mercato dei cosmetici

A fine anno, dice Cosmetica Italia, si stima che il fatturato globale del settore cosmetico registrerà una contrazione dell’11,6% per un valore di 10,5 miliardi di euro; a condizionare questo risultato è il mercato interno (-9,3%), ma soprattutto l’export che segna un calo del -15%. La bilancia commerciale segna un calo di 311 milioni di euro nel primo semestre 2020 (rispetto all’analogo periodo del 2019).

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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